De Angelis in campo per rianimare un Pd triste e sconfitto

Senza l’apporto del leader il Partito Democratico in Ciociaria colleziona disfatte e spaccature. Adesso Francesco De Angelis ha deciso di “crearsi” una successione vera. E sa che gli appuntamenti fondamentali sono due: provinciali e comunali di Frosinone. E si è messo in moto.

È stato lui a dare l’impulso per la nuova fase del Pd: largo ai giovani, anche nella Segreteria provinciale. Francesco De Angelis non è pentito, ma adesso sta cercando di capire quale altro “scatto” effettuare per rimettere il Pd sui binari giusti e vincenti.

Da politico che viene da lontano ha evitato qualunque tipo di commento, ma quanto accaduto ad Alatri non gli è piaciuto. Neanche un po’. A Sora sta lavorando lontano dai riflettori per cercare di determinare la vittoria di Luca Di Stefano. E quindi anche del Pd. Il tutto mentre sta affrontando la fase finale della costituzione del Consorzio industriale regionale unico.

L’ora delle scelte

Francesco De Angelis

Ma da lunedì in poi si tratterà di scegliere. Intanto quale lista (o liste) mettere in campo alle provinciali. Poi la strategia per il Comune di Frosinone. Sono due snodi fondamentali, che segneranno il percorso del Pd in Ciociaria.

Alle Provinciali gli obiettivi sono due: mantenere la maggioranza degli amministratori locali (il voto ponderato lo farà emergere) e stabilire la predominanza di Pensare Democratico. Entrambi alla portata.

Nel capoluogo non esiste alternativa alla vittoria. E le primarie rappresentano l’unico strumento per tenere tutto insieme: la coalizione ma anche esponenti come Michele Marini e Stefano Pizzutelli. Puntando su Mauro Vicano come candidato sindaco. Ma nelle primarie. Il che vuol dire che Vicano dovrà misurarsi alla pari con gli altri competitor. (Leggi qui Centrosinistra, apertura del Psi a Michele Marini).

Contemporaneamente sarà fondamentale cercare di rimettere in campo la coalizione di centrosinistra, dal Psi di Gian Franco Schietroma a tutto il resto. Non sarà affatto semplice. Ma se c’è uno che può riuscirci, quello è De Angelis.

Se non c’è De Angelis

Il punto però nel Partito Democratico è proprio questo. Se non scende in campo De Angelis, difficilmente il Pd assume un profilo vincente. Ed è questa la vera sfida da vincere: avere una classe dirigente che possa sopravvivergli politicamente. Al momento non c’è. Ma De Angelis non è uno che si arrende.

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