Dr Sindaco e mr Segretario: la ‘trappola’ dello Spaziani 2

Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica

Alla vigilia della nomina a coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani ha presentato la proposta di potenziare l’ospedale Fabrizio Spaziani con i finanziamenti del Recovery Fund. Coinvolgendo l’intero consiglio comunale. Ma è pronto ad andare avanti comunque. Ecco per quali motivi.

Poche ore prima della nomina a coordinatore provinciale della Lega, Nicola Ottaviani era intervenuto con una presa di posizione forte, da sindaco di Frosinone. Su come utilizzare i finanziamenti del Recovery Fund per raddoppiare l’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone. Realizzando un padiglione da dedicare ai pazienti di successive pandemie. Una posizione presa come sindaco di tutta la città e volutamente aperta al contributo di tutte le forze politiche. Un’operazione sul filo della trappola politica.

La proposta

L’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone Foto: Archivio Zeppieri

Dice Ottaviani: “Dobbiamo prendere, tutti, atto della circostanza che l’attuale ospedale Fabrizio Spaziani non ha locali e funzionalità per poter essere destinato, contemporaneamente, a struttura Covid e a struttura sanitaria ordinaria. Quando venne progettato, le odierne condizioni socio-sanitarie erano del tutto impensabili. Fortunatamente, però, proprio davanti al palazzo centrale di via Fabi insiste una vasta area pianeggiante, attualmente sottoutilizzata come parcheggio, dove potrebbe sorgere la nuova unità con i relativi padiglioni, diversificando le offerte e le singole specializzazioni atteso che, per il prossimo mezzo secolo, anche risolta l’emergenza del Covid-19, non possiamo escludere nuove recrudescenze di altre pandemie, davanti alle quali il Paese deve farsi trovare pronto e attrezzato”. 

La proposta è tutt’altro che sciocca. E va a risolvere un problema concreto. Il primo: quando lo Spaziani venne progettato, gli ingegneri lo pensarono ‘piccolo’ tenendo conto che c’erano anche gli ospedali di Anagni, Ceccano e Ceprano. Che ora non ci sono più. È per questo che lo Spaziani scoppia. Realizzare un nuovo padiglione è la risposta.

Tecnicamente si può fare: l’area c’è. La soluzione tecnica è quella usata per il Gemelli: dove c’è ora il parcheggio si fa il padiglione, sotto si fanno i parcheggi interrati su più livelli.

Le nuove tecniche di costruzione a moduli ne consentono la realizzazione in un anno e mezzo. I soldi ci sono: l’Ue dice che i soldi in arrivo dovranno essere usati per stabilizzare la Sanità.

Soprattutto è chiaro lo scenario futuro: avremo altre pandemie. Naturali, se va bene; create in laboratorio se qualcuno vorrà iniziare una guerra del nuovo millennio. Ma in entrambi i casi il raddoppio dello Spaziani ha senso.

Il filo del rasoio

Norberto Venturi

Una indiscrezione molto autorevole assicura che Nicola Ottaviani non intenda intestarsi l’operazione. Non voglia farne un oggetto di propaganda. E proprio per questo avrebbe detto ai consiglieri comunali Dem Alessandra Sardellitti e Norberto Venturi: “Fatela voi la proposta, io vi vengo appresso. In questo modo sarà un’opera bi-partisan”.

Non è stato un gesto disinteressato. Il sindaco sa bene che in cassa non ha il becco d’un quattrino per realizzare alcunché. I soldi li metterebbe per intero la Regione, saldamente in mano al centrosinistra.

Indubbiamente, l’inserimento dell’ospedale bis di Frosinone negli investimenti finanziati dal Mes o dal Recovery Fund, la sua concreta realizzazione prima del 2023, sarebbe un vanto per la Regione Lazio che eventualmente la proponesse. Ma è qui che si arriva sul filo della trappola politica.

La prima riflessione. Se davvero avesse voluto coinvolgere il Pd, la proposta l’avrebbe fatta, indifferentemente, ad uno tra Francesco De Angelis, Mauro Buschini o Sara Battisti. Cioè le tre figure del Pd provinciale di dimensione regionale e vicinissime a Nicola Zingaretti con il quale hanno un dialogo quotidiano e costante. Dirlo alla parte politica opposta appare quantomeno un pretesto.

Infatti, la proposta va letta alla luce dell’intera carriera politica di Nicola Ottaviani. Lui ha un chiodo fisso: Frosinone. Intende passare alla storia come il sindaco che più di tutti ha rivoluzionato la città: il nuovo stadio, il Parco Matusa, la fermata Tav, il completamento della Monti Lepini, la riqualificazione dello Scalo, i Piloni. E adesso il “doppio” ospedale, da lasciare in eredità alle future generazioni. Poco importa che a realizzarlo sia stato qualcun altro: a lui basta avere l’opera.

La soluzione nell’equilibrio

Nicola Zingaretti

Ma questo suo programma amministrativo va ad innestarsi ora anche nel nuovo ruolo politico, quello di segretario provinciale della Lega. Nel senso che Ottaviani sa perfettamente che la sua carriera politica continuerà, molto probabilmente da parlamentare.

La linea del Carroccio è chiara: netta definizione dei confini con il centrosinistra. Questo non vuol dire mancanza di dialogo, ma differenza di vedute, di valori, di impostazioni e di tutto il resto. Il nuovo ospedale può rappresentare un’opera destinata a passare alla storia e il contributo dell’intero consiglio comunale e di tutta la città.

Realizzarla attraverso un dialogo con il centrosinistra di Nicola Zingaretti, nel rigoroso rispetto delle posizioni e delle distanze reciproche, però sarebbe la dimostrazione dell’efficacia della linea del confronto. Incarnata da Zingaretti nel centrosinistra, da sempre; rappresentata dalla nuova svolta leghista moderata, incarnata ora da Ottaviani.

Ma occorre una precondizione: non volerne fare uno strumento di propaganda. Come è avvenuto per lo stadio Stirpe.

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