Salera, due anni di un sindaco dal futuro in bilico

Enzo Salera celebra i due anni da sindaco di Cassino. L'analisi della linea politica che ha tenuto. Ambiziosa ma rischiosa. Perché rischia di pagare un prezzo altissimo

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Tre parole, scritte sulla sua pagina Facebook ventidue minuti dopo la mezzanotte del 10 giugno di due anni fa: “Cassino è libera”. Enzo Salera celebra nelle prossime ore il secondo anniversario della sua elezione a sindaco. Lo farà con una conferenza stampa nella quale tracciare il bilancio della sua amministrazione.

Quello politico è ben più interessante.

La lunga luna di miele

C’è un elemento che gli avversari di centrodestra invidiano a questo gruppo: la coesione e la compattezza. Una squadra del tutto diversa dall’asilo infantile che si era trovato a gestire il predecessore Carlo Maria D’Alessandro. La totale immaturità politica e la litigiosità di quel centrodestra è culminata con l’autoaffondamento dell’amministrazione che era stata costruita da Mario Abbruzzese. Quella agli ordini di Enzo Salera è l’opposto esatto.

Paolo Iovine

La compattezza si è dimostrata in questi due anni la marcia in più. Una luna di miele che sembra non finire: un solo cambio in giunta, con un rimpasto lampo, per le dimissioni dell’assessore al commercio Chiara Delli Colli. In assise è entrata Arianna Volante: senza polemiche, senza guerre per prendere la poltrona.

Un altro cambio ha riguardato il Consiglio: Paolo Iovine ha lasciato, è tornato in Aula Gennaro Fiorentino, già consigliere con il sindaco Petrarcone tra il 2011 e il 2016.

Sia Iovine che Delli Colli sono andati via senza sbattere la porta: spesso, anzi, continuano a frequentare le stanze comunali.

L’unica vera fonte di tensione si è registrata all’inizio del 2021 con l’assessore ai Servizi Sociali, Luigi Maccaro. Ha messo in evidenza alcune oggettive criticità dell’apparato burocratico, talvolta i toni si sono alzati. Dopo qualche mese di guerra fredda, l’ascia di guerra è stata sotterrata. C’è però un aspetto da evidenziare: anche nei momenti in cui la tensione è stata massima Demos (il Partito di riferimento per Maccaro) non ha mai fatto mancare i voti necessari alla maggioranza.

Non solo Maccaro ha rivendicato le sue ragioni ma ha saputo difendere il sindaco dagli attacchi dell’opposizione, quando necessario.

Senza opposizione

Enzo Salera ha avuto anche un’altra fortuna. Si è trovato di fronte un’opposizione bravissima ad abbaiare ma priva d’ogni intenzione di mordergli i polpacci.

Salvatore Fontana

Interrogazioni, interpellanze, comunicati stampa a volontà. Anche qualche piazzata in Aula. ma nessuno lo ha mai azzannato davvero, su nessun argomento. La dimostrazione concreta si è avuta al momento di affrontare il Bilancio: Via Crucis per ogni amministrazione, a Cassino invece non ci sono state praticamente né contestazioni né emendamenti; unica eccezione i 5 presentati da Renato De Sanctis che è organico alla maggioranza ma li ha presentati fuori tempo massimo.

Salera sembra non avere spine nel fianco. Al netto del gioco delle parti che si ripete puntuale in ogni Consiglio con Franco Evangelista, condito sempre da un po’ di folklore. Dalla fine di maggio ha abbandonato l’Aula Mario Abbruzzese (le sue dimissioni hanno permesso l’ingresso in Aula di Carmine Di Mambro). L’altro ariete dell’opposizione Salvatore Fontana si è quasi eclissato.

Equilibrismo ed ambizione

C’è una scelta politica coraggiosa e rischiosa allo stesso tempo, tra quelle fatte in questi due anni da Enzo Salera. Non ha mai voluto appoggiare in maniera aperta uno dei due schieramenti del Partito Democratico: né la componente maggioritaria Pensare Democratico di Francesco De Angelis Base Riformista di Antonio Pompeo.

La scusa è quella di non voler snaturare il progetto. Enzo Salera dopotutto non deve la sua elezione a nessuna delle due componenti. Verità storica vuole che due anni fa gli sia stata più vicina l’area del presidente della Provincia Pompeo, tanto che subito dopo l’elezione la presidente del Consiglio Comunale Barbara Di Rollo scrisse una durissima lettera di protesta a Nicola Zingaretti. Denunciò manovre e correntismo contro quel successo del Pd nella seconda città della provincia di Frosinone.

La determinazione di Salera si è rivelata finora una forza anche se molti vedono in questo atteggiamento una chiusura. Che il sindaco rischia di pagare quando si tratterà di eleggere il prossimo presidente della Provincia. Nessuna delle due componenti avrà alcuna intenzione di sostenerlo nella corsa a palazzo Iacobucci. Anche perché Pensare Democratico ha in squadra il fedelissimo sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini e Base Riformista non vede per niente male il candidato sindaco di Alatri Fabio Di Fabio.

Chiusura cinese

Un altro elemento che salera rischia di pagare è la ritrosia a riallacciare i fili del dialogo all’interno del Pd e del centrosinistra, come ad esempio l’area che fa riferimento ai fratelli Fardelli (che non lo hanno sostenuto alle elezioni) o a Sarah Grieco (che non si è candidata alle elezioni).

Anche per questo motivo in questi due anni il Pd è rimasto in stallo, con il congresso che stenta a decollare. Enzo Salera coltiva ottimi rapporti con il segretario provinciale Luca Fantini, ma se necessario viene meno anche la disciplina di Partito: come ha fatto a settembre del 2020. Quel giorno è stato tra i pochi sindaci del Pd a schierarsi contro la linea ufficiale del Pd, lo ha fatto annunciando pubblicamente il suo No al referendum sul taglio dei parlamentari.

Dimostrando coraggio, indipendenza e determinazione: ma in politica sono elementi che prima o poi si pagano.