Durigon: “Ecco come funzionerà il mio Reddito di Cittadinanza”

Come funzionerà il nuovo reddito di Cittadinanza. Le anticipazioni del sottosegretario di Latina che sta lavorando al provvedimento. Non sarà a vita ma andrà 'a scalare'

C’era lui quando lo hanno creato. C’è lui ora che bisognerà riformarlo. Il sottosegretario Claudio Durigon di Latina sta lavorando alla revisione da destra del Reddito di Cittadinanza. Lo farà dalla stessa postazione in cui si trovava quando il provvedimento venne messo a punto dal governo gialloverde Conte 1. Sono passati cinque anni, sembra un’eternità.

La Lega all’epoca si turò il naso e diede il via libera all’anima grillina del Governo. Lo fece per ottenere in cambio un analogo via libera al varo di Quota 100 la riforma delle pensioni sviluppata proprio da Durigon. Che aveva il merito di mandare in pensione la famigerata riforma Fornero.

Come cambia con Durigon

Claudio Durigon con Giorgia Meloni (Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

Via il reddito ai fannulloni? No. Via allora a quelli che si sono separati ma continuano a dormire nello stesso letto, incassando due redditi? No. Via il Reddito di Cittadinanza a qualcuno? No, nemmeno questo. Verrà ridotto poco alla volta attraverso quello che i tecnici definiscono un “percorso ad esaurimento”. In pratica: si toglie un pezzetto alla volta.

Il percorso che il sottosegretario sta mettendo a punto prevede un periodo di 18 mesi con il RdC. E poi un altro periodo di un paio d’anni che però vedrà il sussidio sempre più ridotto. Il principio è che non si può pensare di avere il Reddito a vita. E che non si vive alle spalle degli altri ma si lavora per ottenere un salario.

Nel progetto Durigon dopo i primi diciotto mesi di RdC chi non ha trovato lavoro (e finora praticamente nessuno lo ha trovato) significa che deve imparare un nuovo mestiere. Viene allora inserito in un percorso fatto di formazione: corsi con i quali imparare le mansioni che le aziende chiedono. In quel periodo, invece di prendere il RdC prende l’indennità del Fondo Europeo per chi si sta ricollocando. terminati i corsi, in attesa del lavoro con la nuova qualifica ottenuta, si accede di nuovo al Reddito di Cittadinanza ma tagliato di un quarto.

E se rifiuti un’offerta di lavoro il RdC finisce.

Il limite

Foto © Imagoeconomica, Vince Paolo Gerace

In Germania funziona. E le percentuali di ricollocazione dei lavoratori sono alte. In Italia la condizione industriale è del tutto diversa. E proprio questo rischia di essere il limite del progetto Durigon. Tanto per fare un esempio: quando si applicò questo stesso modello ai lavoratori ex Videocon di Anagni ce ne furono molti che si ritrovarono a fare i corsi per mettere lo smalto sulle unghie o per cake designer pur non avendo mai ammassato un etto di farina nella vita loro.

Quali qualifiche richiedono oggi le aziende? C’è fame di personale: sembrerà strano ma non si trovano lavoratori. Per dirla tutta: non si trovano lavoratori formati. Al punto che gli industriali delle province di Frosinone e Latina hanno finanziato l’ITS Meccatronico per formarsi i lavoratori. Ed il 90% di quei diplomati trova lavoro. Subito. Ma un meccatronico non lo formi in sei mesi, né puoi formarlo se non ha le basi di informatica, elettronica, meccanica. (leggi qui: L’avanguardia di Unindustria e il deserto della politica)

Altro limite. Il sistema industriale italiano sta scomparendo. Colpa di politiche che non ci sono state per decenni. E delle solite furbizie. Perché pure da noi vennero finanziate le assunzioni di giovani ingegneri: mentre in Germania si occupavano di innovazione di processo ed innovazione di prodotto dalle parti nostre in molti si sentirono proporre di fare gli uscieri tanto paga lo Stato.

Le previsioni

Foto: Janno Nivergall / Pixabay

Nelle previsioni di Claudio Durigon, la riforma inciderà su un lavoratore ogni tre di quelli che oggi percepiscono il Reddito. A rendere credibile il progetto del sottosegretario pontino c’è un aspetto: è previsto l’aumento degli incentivi per le imprese che ricollocano i lavoratori. Cioè diventa più conveniente assumerli.

Chi controlla? Fino ad oggi era l’Inps, incrociando i dati. Durigon valuta che possa essere più utile un sistema di controllo affidato ai Comuni.

L’obiettivo è quello di arrivare a risparmiare tre miliardi sugli otto che oggi si spendono per finanziare il Reddito.

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