La caduta degli dei e il trionfo di Pompeo (di C. Trento)

Le elezioni per la presidenza della Provincia chiudono definitivamente una stagione del centrodestra a livello locale. A riflettere dovrà essere soprattutto Forza Italia, che conta la stragrande maggioranza degli amministratori locali.

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

I Comuni della cosiddetta fascia rossa sono 9: Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pontecorvo, Sora, Veroli. È qui che Antonio Pompeo ha vinto la partita, prendendo il largo con una differenza di 12.420 voti ponderati. Sui 17.326 totali di scarto. Ogni singolo voto aveva un indice di ponderazione pari a 230, secondo solo a quello di Frosinone e Cassino (288).

 

Il centrodestra governa Anagni, Ceccano e Pontecorvo e si aspettava qualcosa in più anche a Sora. E più in generale in tutti gli altri Comuni, dove comunque ha diversi consiglieri di minoranza. Invece è finita 22.080 a 9.660, con 96 preferenze per Pompeo e 42 per Ciccone. Il dato politico è tutto qui.

 

Poi naturalmente anche a Frosinone e Cassino doveva andare diversamente. In ogni caso le elezioni per la presidenza della Provincia chiudono definitivamente una stagione del centrodestra a livello locale. A riflettere dovrà essere soprattutto Forza Italia, che conta la stragrande maggioranza degli amministratori locali.

 

È evidente pure che gli “azzurri” devono ricalibrare i rapporti con gli alleati. Gli equilibri del passato non esistono più. Ad urne chiuse si capisce meglio il “no grazie” di Nicola Ottaviani. Il sindaco di Frosinone aveva fiutato aria di “franchi tiratori”. (leggi qui Provinciali, Ottaviani alla fine confermò: «No grazie, non mi faccio impallinare»)

Per il resto è anche chiaro che situazioni politiche come quella di Cassino non aiutano.

 

Adesso potrebbe aprirsi una fase da resa dei conti in diversi Comuni guidati dal centrodestra. La coalizione avrebbe bisogno di un ricambio vero, perfino sul piano generazionale. Detto tutto questo, però, ha vinto Antonio Pompeo, capace di andare ben oltre i confini del Pd e del centrosinistra.

D’altronde da tempo aveva lanciato messaggi chiari sul fronte del partito degli amministratori.

 

A festeggiare con Pompeo c’era l’intero stato maggiore del Pd: con Francesco De Angelis e Mauro Buschini si è rivisto anche Francesco Scalia. Ma il dato che è emerso dal voto ponderato dice anche un’altra cosa. E cioè che il due volte sindaco di Ferentino e presidente della Provincia è percepito come un punto di riferimento ampio ed inclusivo. All’interno dei Dem, ma non soltanto.

 

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