Villa ridà le deleghe ma è solo un rimpasto a metà

Giunta pronta a tornare al plenum, ma il sindaco punta sulla fiducia personale. E scavalca i mal di pancia di qualcuno. C'è la fase due da gestire e il bilancio aveva già evidenziato qualche frattura.

La prossima settimana la Giunta municipale di Formia tornerà ad avere il suo plenum dei componenti. O meglio, torneranno ad essere attribuite le deleghe che al momento ha avocato a sé il sindaco Paola Villa. L’ha fatto intendere lo stesso primo cittadino coordinando, in video conferenza, la prima riunione di maggioranza dopo la polemica approvazione del bilancio di previsione 2020. (leggi qui Bilancio e Covid, a Formia in Consiglio ci va… Pirandello).

Cultura e sociale, Trillino si fa in due

Carmina Trillino, verso la delega alle Politiche Sociali

Paola Villa ha espresso alla maggioranza l’intenzuione di attribuire la delega alle Politiche Sociali al vice sindaco ed assessore alla Cultura Carmina Trillino.

È una delega strategica in condizioni normali: capace di creare consenso o determinare il malcontento verso l’intera amministrazione; perché sono quelli gli uffici ai quali bussano i cittadini in difficoltà, lì va a sbattere la rabbia e la pancia della gente. Ed è lì che bisogna essere bravi a saper dare le risposte. Anche un no al momento giusto, ma nel modo giusto.

Assegnare ora quella delega, in questo preciso momento storico, ha rischiato di incendiare la maggioranza. Perché c’è l’emergenza economica e quindi quell’assessorato è diventato ancora più centrale. Non solo: il gruppo Formia Vinci aveva chiesto un vero e proprio rimpasto all’interno della Giunta.

È prevalsa, ancora una volta, la linea dura del sindaco di Formia. Tutto questo nonostante la componente Costiana di Ripartiamo con voi avesse promesso fuoco e fiamme in caso di assegnazione della delega. Si era arrivati a meditare di cominciare a percorrere la strada che conduce sull’Aventino. Era accaduto in occasione della mancata approvazione del piano regolatore portuale (argomento saltato per l’abbandono di due dei suoi tre consiglieri comunali). (leggi qui Formia ad un passo dalla fine, in 2 lasciano l’Aula: “Avete le ore contate”)

E invece, il sindaco ancora una volta ha rivendicato il suo diritto di avere le mani libere: sulla giunta decide lei. L’ha evidenziato con la proposta di nomina della Trillino a successore in Giunta del miglior assessore individuato nel luglio 2018. Si trattava del delegato ai servizi sociali (da tempo dimissionario) Giovanni D’Angiò.

L’intellettuale ‘pop’ che non le manda a dire

Carmina Trillino con Paola Villa

La Trillino è intellettuale fine ma capace di dialogare in maniera colorita ed in dialetto formiano sui social. Possiede un temperamento vulcanico poco incline alla mediazione (sempre attraverso la rete).

Avrà un compito duro. Dovrà gestire la più grande emergenza sociale ed economica di Formia dal secondo dopoguerra in poi. Tutto ciò nonostante le altre gravose deleghe che ricopre da due anni a questa parte.

La prima cittadina può anche non fidarsi delle sue tasche e della sua ombra ma di Carmina Trillino sì, senza “se” e senza “ma”.

Stando a quanto trapelato dall’ovattata videoriunione di maggioranza il sindaco avrebbe anche fornito una giustificazione amministrativa alla sua scelta. Cioè: Carmina Trillino può dare una mano alle Politiche sociali per una semplice ragione: ra poco avrà più tempo a disposizoone. Perché nel 2020, dopo i tagli apportati nel bilancio di previsione con la creazione di un maxi fondo a favore delle famiglie e delle attività economiche messe in ginocchio del Covid 19 accadrà un fatto.. La gestione dell’assessorato alla Cultura passerà giocoforza in secondo piano.

E al Bilancio serve uno specialista

Antonio Meschino

I conti del Comune di Formia sono stati rivisti per fare fronte all’emergenza Covid ed alle sue drammatiche conseguenze economiche in città.

Il che ha fatto ritenere al sindaco che sia arrivato il momento di tornare ad avere un assessore al Bilancio a tempo pieno.

Nella riunione di maggioranza dell’altra sera il sindaco Villa il suo nome non l’ha fatto. È stato il diretto interessato a scoprirsi: è accaduto per via del giro d’orizzonte effettuato tra amici e colleghi per avere un loro parere sul “favore” che gli ha chiesto il sindaco di Formia.

Agli ambienti politici il suo nome non dice nulla (o almeno), a quelli imprenditoriali, economici e delle professioni invece dice tanto. A Formia e nell’intero Golfo. Antonio Meschino, mancato consigliere comunale alle amministrarive del 2018 per la lista Formia città in comune è un apprezzatissimo funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Formia.

Il suo cognome è pesante, ha fatto la storia della sinistra e del sindacalismo cittadino e comprensoriale. Infatti papà Franco è ed è stato responsabile della zona del Sud pontino della Cgil. E’ stato anche dirigente del Pci con un’attuale simpatia (naturalmente) nei confronti del Pd.

Meschino junior ha chiesto un “paio di giorni di tempo per decidere”. Naturalmente il suo tipo di risposta al sindaco di Formia per diventare il successore di un altro assessore dimissionario qual è stato Fulvio Spertini, implicherà molto.

Anche per quanto riguarda il suo futuro in politica, futuro in cui la politica vera è scomparsa da tempo dai radar. Purtroppo.

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