I sogni incrociati di Peppino Petrarcone e Marino Fardelli

Il sogno di Peppino si chiama Marino. Ed è convinto di poterlo realizzare. Giuseppe Golini Petrarcone, per mantenere la fascia da sindaco di Cassino vuole raggiungere un accordo strategico con il consigliere regionale Marino Fardelli (che è una macchina da voti, soprattutto nella frazione di Caira che è un paese nella città). Hanno messo da parte il battibecco avvenuto il mese scorso (leggi qui il precedente) nato dopo la grigliata organizzata da Fardelli insieme ad alcuni fedelissimi e durante la quale era maturata la possibilità che il capogruppo regionale si candidasse a sindaco. Mentre Petrarcone vuole che Fardelli sia uno dei suoi alleati. Anzi: ‘il’ suo alleato.

Troppo uguali, le loro strategie, per non tentare di disinnescare subito quella che potrebbe diventare una mina vagante in vista del voto. Fardelli punta a diventare l’elemento di rottura nel Pd, la calamita del malcontento nei confronti del Partito e del centrosinistra in genere. Lo farebbe ponendo in Sezione la questione della propria candidatura, ben sapendo che Francesco De Angelis aprirebbe un dibattito politico e sapendo ancora meglio che ci sarebbe l’altissima possibilità di ricreare una situazione come quella delle scorse provinciali: con due candidati dello stesso Partito, uno con il simbolo del Pd ed uno in contrapposizione alle gerarchie.

Fardelli sogna di essere candidato esattamente allo stesso modo in cui lo fu Petrarcone cinque anni fa: senza l’appoggio dei grandi Partiti. Petrarcone invece sogna di disinnescare Fardelli e portarlo dalla sua parte, assicurandogli l’appoggio necessario per fare il bis in Consiglio Regionale. Quel bis che ora è a rischio a causa dell’enorme affollamento che c’è nel Pd: bisognerà fare i conti con Mauro Buschini e l’impressionante macchina da guerra azionata da Francesco De Angelis che lo sostiene; con Daniela Bianchi che a Frosinone e non solo conta tantissimi estimatori in ambienti capaci di orientare verso di lei le preferenze; con Antonio Pompeo che pare abbia chiesto la grazia alla Madonna di Canneto ed a Francesco Scalia affinché possa lasciare al più presto palazzo Iacobucci e la presidenza della provincia di Frosinone.

Fardelli, che non è uscito dal convento delle Orsoline ma dalla scuola politica di papà Cesare (l’uomo che negli anni Ottanta non ha mai fatto perdere né un Congresso Dc né un’elezione agli uomini ai quali ha garantito il suo appoggio) sa che la matematica non è un’opinione e che bisogna puntare su vittorie possibili: in questo scenario, il Comune di Cassino è più raggiungibile della Pisana.

Allo stesso tempo, Peppino Petrarcone lavora per portare dentro al suo schieramento Fardelli con le due liste civiche che sta allestendo; si sono già visti più volte con molta discrezione ed a settembre hanno in agenda diversi altri appuntamenti; nel frattempo Petrarcone sta contattando tutto quello che apparentemente sta lasciando per strada Mario Abbruzzese sotto forma di liste civiche (ma la strategia di Abbruzzese è un’altra, leggi qui); spera che i due Francesco del Pd riescano a sedersi attorno ad un tavolo per parlare delle candidature a Cassino e magari arrivino ad una rottura.

Esattamente come cinque anni fa. Esattamente quello che sogna anche Fardelli.

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