Il generale e il mastino: per battere il virus servono persone… vaccinate

Francesco Paolo Figliuolo e Alessio D’Amato sono in trincea a guidare l’unica campagna che può sconfiggere il Covid. Quella vaccinale. Molto diversi tra loro, hanno però lo stesso obiettivo. E nessuno dei due contempla l’ipotesi del fallimento.

Campagna vaccinale al primo posto. Campagna vaccinale al secondo posto. E campagna vaccinala al terzo posto. Non esistono e non possono esistere altre priorità per l’Italia in questo momento. E sul terreno specifico si incontrano due personaggi molto diversi tra loro: il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario del Governo Draghi per l’emergenza Covid e Alessio D’Amato, assessore regionale alla sanità del Lazio.

Il generale anti virus

Il generale Francesco Paolo Figliuolo a Che Tempo che Fa

Figliuolo, esperto di logistica, ha fissato gli obiettivi: 500.000 vaccinazioni al giorno a partire da fine aprile. Tutti gli italiani vaccinati (anche con la seconda dose) entro il 30 settembre. Altrimenti sarà fallimento. Sanitario, politico ed economico.

Al Corriere della Sera Figliuolo ha detto che “a fine febbraio siamo partiti da 1.500, ora sono 2.066: dal punto vaccinale in un presidio sanitario fino all’hub da 50 linee di vaccinazione. Il piano prevede approvvigionamento e distribuzione, verifica dei fabbisogni e capillarizzazione. Non deve accadere che arrivino le dosi e non abbiamo chi le somministra”.

Ha spiegato: “A quando il mezzo milione di vaccinazioni al giorno? L’ultima settimana di aprile. Ora incrementeremo. Tra due settimane staremo a 300.000 dosi al giorno. Ad aprile si incrocia un consistente arrivo di vaccini con la verifica delle capacità dei vaccinatori e dei punti di vaccinazione. Se il sistema regge, e mi porta ad avere 500.000 vaccinazioni al giorno a fine mese, a fine settembre chiudo la campagna”.

Il mastino del Lazio

Alessio D’Amato (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Contemporaneamente, sempre al Corriere della Sera, Alessio D’Amato diceva: “Il Lazio ha avuto, o preso, più dosi di vaccino di quelle a cui aveva diritto? Francamente non capisco da dove arrivi questa affermazione. La Regione Lazio conta il 10% della popolazione nazionale e ha diritto quindi al 10% dei vaccini. Né più né meno. Veramente se vogliamo essere precisi, ne abbiamo avute di meno. L’altro giorno sono arrivate un milione e 300 mila dosi di AstraZeneca, il Lazio ne ha ricevute 122 mila”.

A mettere in giro quella voce era stato il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. “Perché il Governatore De Luca fa queste affermazioni? Non saprei, forse un po’ di gelosia. Scherzi a parte, non ho ancora avuto modo di parlare con lui, ma lo farò. Noi condividiamo anche l’interesse per il siero russo Sputnik V”.

Qui il tema vero è aumentare le dosi a tutti ed essere messi tutti in condizione di raggiungere gli obiettivi fissati dal premier Draghi. Non serve farci la guerra tra di noi. Noi utilizziamo tutti i vaccini che ci vengono consegnati, non li lasciamo nei frigoriferi inutilizzati. E tra due settimane daremo di nuovo a corto. La prossima settimana, il 12 aprile arriveranno solo 30.700 dosi, il 19 altre 28.800 e poi il 24 verrà recuperato qualcosa con una consegna da 47.900. Ma per una macchina vaccinale che dopo Pasqua viaggerà al ritmo di 50.000 somministrazioni al giorno, ci sarà turbolenza”. (Leggi qui I vaccini arrivano all’ultimo secondo: corsa contro il tempo).

La partita centrale contro il virus

Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Ad aprile l’Italia si gioca tutto con la campagna di vaccinazione. O entra a regime o davvero sarà complicato immaginare l’immunità di gregge e tutto il resto.

Da oltre un anno il Paese è travolto dal Coronavirus. Sono stati fatti molti errori, ma adesso serve solo raggiungere il risultato. E quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Il generale Francesco Paolo Figliuolo ha riorganizzato la macchina e ora non vuole… diserzioni. Alessio D’Amato è in trincea dall’inizio e non vuole andarsene.

Passa da uomini come loro il rilancio del Paese.

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