Il mosaico di Grosso, un’opera che parte da lontano

Al suo arrivo trovò una squadra infilata mani e piedi nel proprio psicodramma, il ciclo era terminato la notte del 20 agosto 2021 a La Spezia. Il tecnico ha portato un vento nuovo: il Frosinone se la gioca sempre

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Così, di botto, 4 gol rifilati al Benevento considerata – ai nastri di partenza di questa stagione di serie B – la corazzata da battere. Al ‘Ciro Vigorito’ è stato dominio senza ‘se’ e senza ‘ma’. Il Frosinone che ti aspetti, però, dopo i passi concreti in avanti delle ultime settimane.

Bisogna dare il giusto merito al grande lavoro tecnico e psicologico di mister Fabio Grosso e del suo staff. Un lavoro partito da lontano. Dal giorno del cambio di panchina, quando il tecnico abruzzese rilevò il suo ex compagno di fortune mondiali, Nesta. Trovò una squadra infilata fino al collo nelle acque melmose della classifica ma soprattutto trovò una squadra nel totale psicodramma tecnico, tattico e mentale, con le motivazioni sotto i tacchetti delle scarpe.

Pezzo dopo pezzo Grosso è riuscito a rimettere in piedi un mosaico di squadra, un briciolo di carattere, permettendo di far riemergere anche le qualità tecniche e riaprendo i canali del colloquio con il gruppo. Salvezza in tasca, ricostruzione. E quindi organico nuovo per un’abbondante metà. Con molti giovani, qualcuno ancora da scoprire ed altri che hanno già dato risposte confortanti.

IL VENTO NUOVO DI GROSSO

Dopo 12 giornate si sente un’alchimia sicuramente differente rispetto a quella che aleggiava fino alla data cosiddetta ‘spartiacquedella scorsa stagione, la sconfitta casalinga (0-3) con il Lecce, che lo scorso anno costò l’avvicendamento.

Il primo Frosinone di Nesta si era fermato la notte del 20 agosto, da quel momento in poi fu un continuo trascinarsi. Non a caso nove-undicesimi (contando anche Boloca che si affacciava saltuariamente in campo) di questa squadra sono nuovi. Pur mantenendo uno zoccolo duro di esperienza che ha saputo calarsi nella realtà.

Grosso non perde mai occasione per evidenziare lo “spirito bello” che si è instaurato, nel quale ognuno “mette la propria esperienza”. Certamente l’aspetto psicologico nelle fortune di una squadra di calcio ricopre un ruolo primario. Che si traduce con l’atteggiamento sul campo. A Benevento, al netto dell’espulsione di Glik avvenuta ancora col risultato fermo sullo 0-0, il Frosinone è entrato in campo a schiena dritta, ha costruito trame, ha fatto subito gol (annullato), ha rischiato qualcosa (bravo Ravaglia) ed ha colpito appena se ne è presentata l’occasione. Vento nuovo.

IL FROSINONE GIOCA PER IL SORPASSO

Lecce che, alla ripresa del campionato, salirà al ‘Benito Stirpe’ per quello che tra i 3 match clou della 13.a giornata oltre al derby Monza-Como e a Pisa-Benevento.

I salentini dell’ex Baroni sono a +2, secondi in una classifica che è ancora abbastanza corta per consegnare certezze assolute. Nel frattempo i giallazzurri stanno scalando i gradini. Una vittoria li proietterebbe nell’Olimpo. Grazie ad una difesa (la coppia Gatti-Szyminski è tra le prime torneo, Zampano ha un ‘motore’ inesauribile, Casasola è tornato la spina nel fianco delle avversarie) che è la seconda del campionato (10 gol) dopo quella della Reggina (9) e grazie alla vena di un attacco che ha scoperto bomber Charpentier (4 reti in 333’ giocati), la vena realizzativa di Cicerelli (seconda rete di fila, entrando in corsa) e la duttilità di Lulic oltre la doppietta che ha messo praticamente in ginocchio i sanniti.

Ma, tornando a Grosso, la ‘mescola’ che propone il tecnico di settimana in settimana, è sempre di buon livello. In attesa che, come scritto lo scorso 27 settembre, anche da dietro quella parte di rosa ancora ai margini spinga con decisione. (leggi qui: Frosinone record per la Serie B allo Stirpe).

LE ALTRE

Foto © Mario Salati

Tre pareggi e una sconfitta per il Pisa nelle ultime 4 gare e certificazione di una mini-crisi. I neroazzurri – rimasti in 8 per 3 espulsioni, tra cui Lucca che dopo le sirene non trova più la porta – perdono 2-0 con la solita variabile impazzita della serie B, il Cittadella. Gran gol di Baldini che due anni fa giocava in C.

Vince e va in vetta la il Brescia, decide un gol di Moreo sul Pordenone per il quale la stagione è già una montagna da scalare a mani nude. Il Parma non si ritrova, anzi cade sotto i colpi del Lecce (4-0) e solo le parate di Buffon evitano un passivo tennistico.

A proposito di poker, un Como che non sorprende più in 24’ del primo tempo lo cala sul Perugia che rimane tramortito. Il gol del perugino De Luca è solo per il tabellino. In alta quota sogna la Reggina, che vince a Cosenza 1-0 grazie ad un gol dell’attaccante Montalto. Cosentini troppo fragili, finito l’effetto-entusiasmo stanno emergendo i problemi. Pari e patta tra Cremonese e Spal (1-1), con gli emiliani che per ora prendono un brodino che attenua gli effetti visivi di una classifica che patron Tacopina non immaginava minimamente ad inizio stagione quando parlava di serie A. I grigiorossi per ora rimangono outisder importante.

Vince 2-1 l’Ascoli su un Vicenza ancora in panne e ingenuo ma i veneti recriminano per due episodi da rigore che il Var derime pur lasciando i dubbi aperti. Pareggia e almeno respira il Crotone, 1-1 in casa con il Monza che spreca tanto sull’1-0 e si fa riprendere nel finale. Nei bassifondi pericoloso scivolone dell’Alessandria, colpito in casa dalla Ternana (0-2) che fa la voce grossa, con due gol di Donnarumma ma la difesa dei grigi è molto rivedibile e l’attacco idem.

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