Inizia il 2023 che segnerà il destino di Salera

Le elezioni regionali, una maggioranza da ricompattare, una squadra da allargare in vista delle elezioni comunali del 2024. Il 2023 sarà un anno decisivo per Cassino e per l’attuale compagine amministrativa.

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Le elezioni regionali, una maggioranza da ricompattare, una squadra da allargare in vista delle elezioni comunali del 2024: il 2023 sarà un anno decisivo per Cassino e per l’attuale compagine che da oltre tre anni è alla guida della Città.

Quello che si apre oggi dovrà necessariamente essere l’anno della svolta anche per le opposizioni: un progetto ed un candidato valido da contrapporre ad Enzo Salera inizierà a prendere forma dopo le Regionali di febbraio. E sarà una forma nemmeno immaginabile solo un anno fa: conseguenza del patto nato in Provincia tra Pd e Lega come conseguenza della strategia adottata proprio dal sindaco Salera. (Leggi qui: La rivoluzione dei poli secondo Luca (e Francesco, Nicola, Riccardo).

Il bivio delle Regionali

Enzo Salera e Mario Abbruzzese

Le Regionali del 12 e 13 febbraio prossimi saranno un bivio. Che deciderà molto del futuro politico per l’amministrazione comunale di Cassino. Perché ci si conterà ancora una volta, esattamente come avvenuto nelle elezioni Provinciali: perse dalla cordata costruita da Salera e vinte dalla componente maggioritaria del Pd.

I rumors sostengono che una parte dei fedelissimi di Salera stia spingendo per non schierare il candidato alle Regionali; il nome che circolava nelle scorse settimane era quello dell’assessore  Maria Concetta Tamburrini con cui costruire il tandem insieme all’ex presidente della Provincia Antonio Pompeo. La strategia sarebbe quella di far mancare il quorum al Pd favorendo l’elezione del candidato M5S: lo stesso gioco messo in atto cinque anni fa quando venne così silurata l’elezione di Mario Abbruzzese a Montecitorio mandandoci al suo posto la pentastellata Ilaria Fontana.

Ci sono già alcuni indizi. Antonio Pompeo non ha ancora firmato la disponibilità alla candidatura, non lo ha fatto nemmeno Maria Concetta Tamburrini. Una strategia di questo tipo autorizzerebbe a riproporre alle elezioni Comunali di Cassino lo stesso schema visto alle Provinciali del 12 dicembre, allargato alla Lega ed ai civici di centrodestra.

Nell’autunno del 2023 sono previste le primarie del Centrodestra ma si potrebbe arrivare poi ad una sintesi politica. Se ad esempio decidessero di giocare la partita anche figure come il Difensore Civico della Regione Lazio Marino Fardelli o l’assessore Luigi Maccaro di Demos.

L’anno dei cantieri

Sul piano amministrativo il 2023 sarà per Cassino l’anno dei cantieri. Anzitutto quello su Corso della Repubblica per completare il progetto dell’isola pedonale permanente. Poi il rifacimento della Villa Comunale. E ancora: lo stadio Salveti, l’ex Colonia Solare, il museo Historiale. “Tradotto in lire, in questi anni abbiamo intercettato circa 50 miliardi di finanziamenti, una cosa mai successa dal dopoguerra ad oggi” ha spiegato con orgoglio il sindaco nella conferenza stampa di fine anno.

Una conferenza, quella di venerdì in sala Restagno, che ha fatto registrare molti assenti: gli assessori Barbara Alifuoco, Emiliano Venturi e Danilo Grossi. Qualcuno, in sala, ha ironizzato: “Sono i tre che verranno a breve sostituiti nel rimpasto di giunta”.

Il sindaco, in realtà, nella sua conferenza non ha fatto cenno a tempi politici. Ma a differenza degli altri anni, non ha potuto rimarcare l’unità e la compattezza della sua maggioranza. Si è limitato ad un elenco delle cose fatte e, tra le altre ha sottolineato: “Fin dal primo giorno del nostro mandato, l’obiettivo è sempre stato cambiare, in meglio, il volto della nostra Città. Della nostra Cassino. Ed un passo alla volta, un progetto alla volta, catturando finanziamenti regionali e del PNRR, pur in un Comune in dissesto, stiamo raggiungendo questo traguardo. Abbiamo puntato, altrettanto forte, sulla sicurezza, investendo decine di milioni di euro su scuole, strade, quartieri, ambiente e su servizi sociali, cultura, istruzione, turismo”. 

Salera e la scelta della strategia

Dalla scorsa settimana il Partito Democratico ha avviato un’operazione di ricucitura. A fari spenti, stanno agendo il vice segretario regionale Sara Battisti, il Segretario Provinciale Luca Fantini, il segretario ombra della Federazione del sud Marco Delle Cese. (Leggi qui: Provincia, missione recupero nel Pd. L’astio di Pompeo. Il ritorno di Vacana).

Un’operazione che non punta a fagocitare né Antonio Pompeo né Enzo Salera. Ma a ribadire che la differenza di opinioni è fondamentale purché si sviluppi all’interno della cornice di Partito. Al contrario, continuando nello scontro totale, Enzo Salera rischia di trovarsi isolato, con altre candidature che nasceranno dall’interno della sua attuale squadra.

Il 2022 è stato l’anno dello scontro totale, si apre adesso l’anno in cui c’è l’opportunità di ricucire. O, altrimenti, compiere lo strappo definitivo. Appio Claudio Cieco  tre secoli prima della nascita di Cristo scrisse nelle sue Sententiae che Homo faber fortunae suae: l’uomo è artefice delle proprie fortune e dei propri rovesci. Vale anche per Enzo Salera.

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