La Pisana si mette ‘all’opera’ per ripartire. Dal Circo Massimo

Dopo il nodo al fazzoletto sulla Cultura, la Regione Lazio punta i settori specifici. E porta il Teatro dell'Opera di Roma nella grande arena capitolina. In sicurezza e con un target di qualità.

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Aveva invocato un’Italia che si rimboccasse le maniche. Che smettesse di stare in attesa di qualcuno che risolvesse il problema. Perché i problemi si risolvono insieme, facendo ciascuno la propria parte. Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Pd e governatore del Lazio, quel giorno aveva annunciato una serie di provvedimenti monstre con cui scuotere l’economia della sua Regione. Cantieri, lavori, scuole. E pure un mondo dimenticato: quello della Cultura. Il Lazio è stato uno dei pochi territori in Italia a ricordarsi delle migliaia di posti legati a teatri, musei, cinema, tv, set di produzione, troupe di ripresa e montaggio, doppiatori… Un mondo immenso e spesso sconosciuto perché sta dietro le quinte e non davanti ai riflettori.

Nei giorni dell’emergenza aveva lanciato un pacchetto di misure a sostegno del comparto. Ora la sfida più grossa. «L’inaugurazione della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma».Inaugurazione che, ospitata quest’anno al Circo Massimo, «rappresenta un segnale fondamentale per la ripartenza della cultura italiana. Un programma di grande caratura in uno dei luoghi più belli della Capitale». Questo affinché «la ripresa passi anche dalla bellezza».

La ripresa che passa dalla bellezza

Albino Ruberti © Imagoeconomica

A parlare è Albino Ruberti, capo di Gabinetto della Regione Lazio, l’uomo che per la Cultura nella regione si è speso di più in questi giorni di pandemia. Ricordando a tutti che la Pisana è ‘azionista di cultura’ non solo per fini istituzionali, ma anche per specifica scelta. «Come Regione, tra i soci fondatori della Fondazione Teatro dell’Opera, continuiamo ogni anno a investire affinché questa storica istituzione prosegua nel suo fondamentale lavoro».

Ruberti poi agli intenti di concetto aggiunge i piani operativi. «Siamo al lavoro per una nuova ordinanza, in uscita questa settimana, con nuove linee guida». Lo scopo è strategico e funzionale: c’è da mettere in carreggiata sia la ripresa del settore che la più severa sicurezza del dopo Covid.

Ruberti: ampliare le platee

Nuove misure di incremento per teatro e lirica

L’obiettivo? Ambizioso. «Ampliare in sicurezza la platea del pubblico del Circo Massimo da 1.000 fino a un massimo di 1.400 posti. Il tutto con la possibilità anche per gli altri operatori culturali di allargare i propri parterre in relazione alle dimensioni e alle caratteristiche dei luoghi. Questo avverrà nel rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza e delle misure di prevenzione della diffusione del coronavirus».

La parte più complicata era infatti proprio quella, in particolar modo nel settore del teatro e della lirica. In questi giorni gli attori e gli addetti del comparto non avevano nascosto qualche ‘mal di pancia’ in merito all’impossibilità di mettere in scena le loro performances. Perché un teatro è comunque un luogo particolare. Dove le regole di distanziamento e profilassi sono particolarmente di pregiudizio alla riuscita della rappresentazione.

Che ci vada a gorgheggiare un soprano o a declamare un aspirante mattatore, il teatro è un luogo dove la promiscuità che tanto gioverebbe ad una ripresa di Covid è sempre in agguato. L’attore e doppiatore Luca Ward si era fatto testimonial proprio di questo disagio con una diretta social da un Sistina aperto ma vuoto.

Sos di Luca Ward e target giovani

LUCA WARD. FOTO © SILVIA LORE’ / IMAGOECONOMICA

E Ward aveva messo il dito anche nella piaga economica, ad onor del vero prima che la Regione rendesse noto il suo piano di ripresa sul settore. «L’indotto è fondamentale, quando si va in un teatro noi vediamo il palco e gli attori ma dietro c’è un mondo, c’è l’indotto, ci sono i tecnici, le maschere, le pulizie».

Da questo punto di vista l’iniziativa annunciata da Ruberti sembra prendere la direzione giusta. Quella di cercare e selezionare spazi ampi che sposino le esigenze di sicurezza con quelle di botteghino. Un botteghino che punta ora come non mai alle giovani generazioni.

«Il loro coinvolgimento nella vita culturale della città e del territorio – dice Ruberti – resta nostra priorità. In questo senso è in arrivo un nuovo accordo. Accordo che permetterà anche per la stagione estiva ai giovani under 30 titolari di Lazio Youth Card di vivere un’esperienza straordinaria con tanti biglietti gratuiti».

E allora, che si alzi il sipario.

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