Mic e Regione si ‘prendono’ la Certosa di Trisulti

La Giunta Zingaretti ha approvato uno schema di accordo con la Direzione Regionale Musei Lazio. Dopo lo sfratto del Dignitatis Humanae Institute, parte il piano strategico per la valorizzazione del monastero di Collepardo

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Neanche il tempo di aprire le finestre e far cambiare l’aria. La Regione Lazio prenderà il posto degli ultracattolici del Dignitatis Humanae Institute. E realizzerà ciò che l’istituto di Benjamin Harnwell non ha fatto in questi anni. Guiderà la valorizzazione ed il ripristino dell’antica Certosa di Trisulti. Lo ha deliberato oggi la Giunta regionale di Nicola Zingaretti meno di ventiquattrore dopo lo sfratto del Dhi.

Il presidente ha portato in Giunta uno schema di accordo sviluppato dal Capo di Gabinetto Albino Ruberti: unisce Regione Lazio e Direzione Regionale Musei Lazio (Drml) per riportare il monastero cistercense al suo antico ruolo.

Niente accademie per gladiatori del sovranismo mondiale come avrebbe voluto Steve Bannon. Niente università dell’ultradestra ed improntata al conservatorismo dell’Alternative Right. Trisulti grazie alla Regione Lazio tornerà ad essere il faro per la cultura mondiale esattamente come la vollero i cistercensi che nei secoli l’hanno dotata di una delle più preziose biblioteche al mondo. (Leggi qui La Certosa di Trisulti è nelle mani dello Stato).

La Regione si accorda con la Drml

Il ministro Dario Franceschini e il presidente Nicola Zingaretti. (Foto: Paola Onofri / Imagoeconomica)

La Drml nasce come Polo Museale del Lazio nell’agosto 2014: a seguito della riforma dell’allora Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), voluta dal titolare del dicastero Dario Franceschini.

Ma dal febbraio 2020, con la nuova riorganizzazione dell’ormai ribattezzato Ministero della Cultura, la Direzione Regionale Musei Lazio è stata distinta da altri due istituti: la Direzione Musei Statali della Città di Roma e il Museo autonomo Vittoriano e Palazzo Venezia.

La Drml è ormai operativa dal 31 marzo 2020, è diretta dal dottor Stefano Petrocchi. Ha una precisa missione: proprio quella prevista dal protocollo d’intesa da sottoscrivere con la Regione Lazio per il rilancio della Certosa.

Dalla DHI alle mani dello Stato

Benjamin Harnwell

L’abbazia di Collepardo, incastonata nella Selva d’Ecio e detenuta dallo stesso Ministero della Cultura, era stata già consegnata all’allora Polo Museale del Lazio nel luglio 2015.

Nel giro di due anni, nell’ottica della conservazione e della riqualificazione del complesso, lo stesso è stata poi affidato per diciannove anni al DHI di Harnwell.

In attesa del ricorso in Cassazione, dopo la partita vinta al Tar del Lazio dall’associazione ultracattolica e il ribaltamento della sentenza da parte del Consiglio di Stato, la Certosa è tornata nelle mani dello Stato.

La Regione Lazio non ha perso tempo. Dicono che il dottor Albino Ruberti ci abbia lavorato la notte per far trovare pronte già al mattino lo schema di convenzione e la deliberazione. Si basa su tre parole d’ordine: patrimonio, cultura e turismo. La convenzione tra Regione e Drml infatti prevede di a valorizzare e rafforzare la funzione pubblica del patrimonio, di assicurare le migliori condizioni di utilizzazione del luogo di cultura e ad incentivare l’attrattività del territorio.

Sei linee strategiche per Trisulti

La Certosa di Trisulti

Si tratta di un accordo della durata di cinque anni e prevede un monitoraggio a cadenza semestrale da parte di un Comitato Tecnico. Che verificherà l’elaborazione e l’attuazione del Piano strategico di sviluppo culturale della Certosa di Trisulti.

Che prevede, per l’appunto, anche la definizione delle attività culturali in relazione all’offerta turistica. Da proporre mettendo in campo un marketing territoriale innovativo.

Le linee strategiche sono sei. Si partirà, ovviamente, con il ripristino della fruizione pubblica e sarà fondamentale la riattivazione delle visite guidate. Da qui il secondo punto: il potenziamento di un percorso turistico-culturale.

A ruota una sinergica programmazione delle iniziative: che siano coerenti con le finalità istituzionali e il prestigio storico-artistico della Certosa. Seguono il restauro e la rifunzionalizzazione del monastero e, nel quadro di una piena valorizzazione, il coinvolgimento di enti che apportino una buona dose di esperienza.

Le due fasi della valorizzazione di Trisulti

Le grotte di Collepardo

Dopo la promozione di attività condivise di studio e ricerca, si procederà con due fasi. Nella prima la programmazione, anche della custodia, sarà all’insegna di convegni, incontri, mostre e concerti.

In collaborazione con Lazio Crea, società tecnico-amministrativa regionale, la Certosa verrà agganciata alle vicine bellezze naturalistiche: il Pozzo di Antullo e le Grotte di Pastena e Collepardo.

Tramite un’intesa a parte con la Diocesi di Anagni-Alatri, poi, si procederà alla riapertura della Chiesa di San Bartolomeo: il luogo di culto della Vergine Assunta che si erge al centro della Certosa. Nella seconda fase, infine, si punterà a intrecciare proficui rapporti con le Università regionali e internazionali: per attivare corsi di alta formazione, istituendo anche residenze per studenti.  

Non era quello che Bannon avrebbe voluto. Ma lo spirito dei Cistercensi si.

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