L’autocondanna dei Cinque Stelle all’irrilevanza nella politica provinciale

Domani la seconda assemblea provinciale del Movimento. Ma intanto alle elezioni per il rinnovo del presidente della Provincia i pentastellati si presentano con appena 6 grandi elettori su 1.135. Un dato che evidenzia il fallimento delle campagne elettorali per le comunali.

Tutto come anticipato da Alessioporcu.it: la riunione della seconda assemblea provinciale del Movimento 5 Stelle si terrà nella sala consiliare di Pofi (leggi qui Il M5S dopo il flop ci riprova: assemblea provinciale a Pofi). Comune dove è sindaco Tommaso Ciccone, candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia. Il summit si terrà a tre giorni dalle elezioni per il rinnovo proprio della presidenza della Provincia, con Antonio Pompeo, esponente di primo piano del Pd ed espressione del centrosinistra, cercherà il bis.

 

Ma il Movimento Cinque Stelle vuole continuare ad essere irrilevante nelle dinamiche politiche di questo territorio oppure vuole provare a togliersi dall’angolo?

Potrebbe essere questo uno dei temi di discussione. Magari il più importante di tutti.

Alle elezioni provinciali i Cinque Stelle si presentano con 6 grandi elettori (sindaci e consiglieri) su 1.135. Basterebbe questo numero per capire quanto sono state politicamente fallimentari le campagne elettorali per le comunali, nelle quali i pentastellati continuano a presentarsi come fossero le politiche.

Una sola lista, con il proprio simbolo, senza alleanze. Neppure con le liste civiche. Così non si va da nessuna parte.

 

L’indicazione è quella di non partecipare al voto per l’elezione del presidente della Provincia. Difficile che qualcuno possa “ribellarsi”, perché verrebbe automaticamente individuato.

Ma perché non si può scegliere tra Pompeo e Ciccone? Anche per cominciare a fare politica sul territorio? E’ impensabile che i Cinque Stelle, su temi come l’acqua o i rifiuti, possano fare da soli.

Esiste un’obiettiva necessità di alleanze. D’altronde a livello nazionale il tabù è stato rotto con il contratto di governo con la Lega. Mentre alla Regione Lazio c’è stata una benevola astensione nei confronti delle scelte di Nicola Zingaretti.

 

I tanti attivisti che partecipano ai Meetup mettono in campo impegno, entusiasmo e sacrifici. Ma in questo modo non avranno mai prospettive. Sedici mesi fa i Cinque Stelle alle elezioni comunali di Frosinone si presentarono con tante speranze. Alla fine andò diversamente e Nicola Ottaviani vinse al primo turno.

Però i pentastellati elessero comunque due consiglieri comunali nel capoluogo: Christian Bellincampi e Marco Mastronardi. Entrambi però, se i margini di manovra sono questi, rischiano di poter scalfire appena la superficie. E di far sparire l’azione politica pentastellata dalla scena politica del capoluogo.

Un elemento sul quale sviluppare un ragionamento domani. 

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright