Le elezioni di Frosinone hanno già cambiato le alleanze

Il centrosinistra si è diviso in tre parti, mentre il centrodestra ha trovato un’unità che potrebbe essere applicata anche a livello provinciale

Il quadro delle alleanze a Frosinone ha già reso chiaro che il centrosinistra non si presenta in maniera unitaria. I Socialisti di Gian Franco Schietroma e Vincenzo Iacovissi (candidato a sindaco) vanno per conto proprio, con una coalizione diversa rispetto a quella dove c’è il Partito Democratico. Mentre Azione ha dato il suo sostegno al candidato sindaco Mauro Vicano.

Carlo Calenda. Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Carlo Calenda continua a ripetere che il suo Partito guarda a trecentosessanta gradi e che gli unici paletti sono rappresentati da alleanze con i Cinque Stelle da una parte e con Fratelli d’Italia dall’altra. Calenda però è stato ministro di un governo di centrosinistra e alla fine il suo campo è quello.

Ma intanto le posizioni che vengono prese in Ciociaria vanno in un’altra direzione. Compresa l’adesione del sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini, per anni “colonna” del Pd. Evidente che poi determinate situazioni peseranno sui rapporti tra i Partiti. (Leggi qui: L’intreccio Pompeo – Buschini dietro l’addio di Quadrini al Pd).

Il centrosinistra provinciale non tornerà unito in tempi brevi perché in realtà le fratture non sono di poco conto. Al di là della scelta di Frosinone, i Socialisti appaiono molto distanti anche dal Governo di Nicola Zingaretti alla Regione Lazio. Mentre Azione in sostanza si è posta al di fuori di ogni schieramento.

Centrodestra, effetto unità

Riccardo Mastrangeli

Nel centrodestra la situazione di Frosinone non è un eccezione. La coalizione si è presentata unita ad Alatri (dove ha vinto) ed a Sora (dove ha perso). In entrambe le circostanze però l’unità era formale e non sostanziale. A Frosinone invece la compattezza è stata i frutto di accordi politici e allora, in caso di vittoria, la situazione potrebbe perfino cambiare.

Per esempio il centrodestra non ha mai vinto un’elezione per la presidenza della Provincia da quando è in vigore la legge Delrio. Pur essendosi trovato spesso ad avere la maggioranza degli amministratori locali. Le elezioni del Comune capoluogo potrebbero rappresentare la spinta per provarci. Una possibilità che potrebbe poi essere estesa anche ad altri enti intermedi.

È anche per questo che le comunali del capoluogo possono lasciare un’impronta importante a livello provinciale.

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