Il ritorno di Armando, una pizza a Minturno per la nuova Piattaforma

L'ex presidente della Provincia di Latina Armando Cusani si prepara per le prossime sfide politiche. A Minturno la riunione di quelli che potrebbero essere con lui i fondatori della nuova Piattaforma. Appoggiata da Stefano Parisi

Da quella posizione, piazza Roma nel centro storico alto di Minturno, l’intero Golfo lo tocchi con un dito. Lo guardi verso ponente, seduto nella comoda veranda della pizzeria “Basilicos”: lì dove un gruppo di “amici, simpatizzanti ed amministratori di vari comuni del sud Pontino” s’è riunito l’altra sera. Tutti animati da un senso di rivalsa politica. 

Il Golfo si candida a diventare il primo laboratorio in cui creare la nuova casa dei moderati italiani. In grado di accogliere chi non vuole morire Salviniano o Berlusconiano.

Vincenzo Fedele nella vita di tutti i giorni lavora come sottufficiale presso la Guardia Costiera di Formia, è di Scauri ed è considerato l’ombra di Armando Cusani: non ha mai pensato di ripudiare un’amicizia storica neanche durante i mesi, “dolorosi”, delle detenzione e degli arresti domiciliari del sindaco di Sperlonga e due volte presidente della provincia di Latina.

Ora più che mai Vincenzo Fedele è vicino all’amico Armando perché gli spazi da riempire, “in questo territorio, sul territorio provinciale e regionale ma nella stessa Italia”, sono davvero tanti. Che non bisogna avere fretta l’ha detto l’altra sera a Minturno il leader di “Energie per l’Italia”, Stefano Parisi. Nella sua lista alle regionali del 4 marzo 2018 Vincenzo Fedele è stato il più votato in provincia di Latina.

Chi ha portato quei voti? L’amico Armando Cusani ci ha messo una mano. E l’altra sera era “Basilicos”. Con il consigliere comunale di Minturno Tommaso Iossa e, in rappresentanza di “mister preferenze” di Forza Italia Fausto Larocca il figlio Francesco. E poi l’avvocato Pino D’Amici con l’ex delegato Angelo Graziano. Formia era rappresentata dall’ex assessore allo sviluppo economico alla Provincia Silvio D’Arco. Per Spigno Saturnia c’erano i consiglieri comunali uscenti Matteo Mastantuono ed uno dei probabili candidati a sindaco del centro destra alle amministrative del 26 maggio Marco Vento.

Il ritorno di Armando

Armando Cusani è determinato a riprendersi il palcoscenico che merita – ha detto Vincenzo Fedele e appena chiarito le questioni ancora aperte sul fronte giudiziario sarà il punto di forza di un progetto che dovrà essere necessariamente operativo all’indomani del 26 maggio”.

Energie per l’Italia o, meglio “Piattaforma futuro”, sarà in lizza alle regionali sarde del 24 febbraio prossimo. Ma l’obiettivo è molto più ambizioso, posticipato nel tempo: trasformarsi in un’area moderata ed autonoma che, dopo l’appuntamento europeo, dovrà essere un’alternativa al populismo e al sovranismo della Lega Salvinia e dei Fratelli d’Italia.

Cusani ed i suoi scommettono sull’autodissolvimento di Forza Italia. Non a caso, un anno fa a ridosso delle scorse Regionali c’è stata la rottura con lo storico alleato Claudio Fazzone. (leggi qui Forza Italia si spacca, Cusani molla e se ne va «Smetto di essere schiavo» e leggi anche qui «Che cu.., Cusani se n’è andato»). Quando la dissoluzione sarà compiuta, Stefano Parisi e Armando Cusani vogliono farsi trovare pronti con “un’area moderata che si ispiri ad idee liberali, democratiche e non ai vecchi e superati personalismi”.

Niente a che spartire con Forza Italia

Il progetto è chiaro. “Energie per l’Italia si trasformerà quanto prima in Piattaforma futuro e le prime convention organizzate a Roma lasciano ben sperare”. Vi hanno partecipato i capigruppo regionali Antonello Aurigemma (capogruppo di Forza Italia alla Pisana) e Massimiliano Maselli (Noi con l’Italia).

Da Minturno Stefano Parisi ha fatto intendere chiaramente di non voler più nulla a che fare con quella Forza Italia che l’aveva proposto come il principale competitor di Nicola Zingaretti.

Fedele l’ha ribadito: “L’amico Parisi ha evidenziato alcuni aspetti fondamentali della iniziativa politica di Epi, ha rimarcato la necessità di rifondare una nuova classe dirigente eletta in maniera democratica dalla base e non calata dall’alto come avvenuto finora”.

Fedele era stato candidato a sindaco alle elezioni amministrative del giugno 2016 al comune di Minturno, una sfida che gli aveva consentito di guadagnare uno scranno in consiglio comunale.

Una permanenza durata poco meno di due anni prima delle dimissioni e la surroga con Iossa “Ora sto decisamente meglio, ne ho guadagnato di salute”.

Ma “Piattaforma futuro” guarda anche al Partito Democratico che esprime il sindaco di Minturno ed ex assessore provinciale all’ambiente (con Armando Cusani) Gerardo Stefanelli? “A noi interessa costruire una casa dei moderati. Un luogo per quelli che, dopo il 26 maggio, fuggiranno dagli estremismi. Il Pd? A me – conclude Fedele – il modello di Partito che incarnava Renzi pareva tutt’altro che di sinistra”…

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