Fratelli d’Italia scomunica Ferrara: «Moschea? Rappresenta solo se stesso»

Fratelli d'Italia scomunica il suo consigliere comunale di Frosinone Marco Ferrara. E si schiera contro la costruzione della nuova moschea al posto di quella già presente in città. "Vi ho solo aperto gli occhi"

La frattura si consuma sul web. Una scomunica politica vera e propria. Il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia Riccardo Ambrosetti sconfessa il suo consigliere comunale di Frosinone Marco Ferrara. Colpa della sua posizione in merito alla realizzazione della nuova moschea di Frosinone.

La scomunica

Il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia affonda il colpo.

«In qualità di dirigente nazionale di Fratelli d’Italia mi sento di esprimere il mio più profondo dissenso e la mia contrarietà di fronte alle parole del consigliere comunale di Frosinone Marco Ferrara, sostenitore della costruzione di una moschea nel capoluogo nonostante l’assoluta contrarietà del nostro Partito ad iniziative di questo genere».

Non solo dissenso e contrarietà. Riccardo Ambrosetti va oltre. Arriva alla scomunica politica.

«Non posso sentirmi rappresentato come militante di Partito da un consigliere come Ferrara che rappresenta, nonostante si trovi sotto le bandiere di FdI, solo ed esclusivamente se stesso».

Il progetto

Nella giornata di ieri Marco Ferrara aveva ricordato alla città di Frosinone che da qualche anno c’è un progetto per la realizzazione di una nuova moschea a Frosinone. Una nuova struttura al posto del luogo di culto utilizzato attualmente dalla folta comunità di religione islamica. Tra via delle Ginestre e via degli Ulivi, a ridosso di viale America Latina.

Il progetto sta per approdare il Consiglio Comunale. Ferrara lo ha ricordato usando un pretesto. Ha chiesto al Consiglio di aggiungere un vincolo. E di chiedere alla comunità islamica di rendere fruibile, sempre ed a tutti, il parcheggio a servizio della nuova moschea. Che confina con la scuola d’infanzia ed elementare “Ignazio De Luca”.

Si parla di circa 50 posti auto. In base alla richiesta di Ferrara «dovrebbero essere resi a uso pubblico permanente: a diretto libero utilizzo di chiunque voglia accedere alla scuola “Ignazio De Luca” e dei cittadini di Frosinone, come servizio compensativo da rendere alla collettività per ottenere dal Comune la variante urbanistica».

I rapporti antichi

La moschea a Frosinone c’è da anni. Il fatto che molti non se ne siano mai accorti è la più palese dimostrazione che le preghiere non hanno mai dato fastidio a nessuno.

Non solo. All’inizio del mese del Ramadan, il periodo di digiuno e purificazione interiore, il vescovo Ambrogio Spreafico manda ogni anno un messaggio di auguri all’imam di Frosinone. Il quale invita il vescovo e la comunità Cristiana alla festa che sancisce la fine di quel periodo penitenziale.

Il dialogo tra vescovo e imam ha radici solide e antiche.

I Fratelli sono contrari

Nonostante questo, i dirigenti di Fratelli d’Italia di Frosinone dicono no. In linea con le posizioni del loro dirigente nazionale Riccardo Ambrosetti e con l’analogo no postato sulla sua bacheca dal senatore Massimo Ruspandini.

A metterlo in chiaro oggi sono stati Giuseppe Vittigli, Sergio Arduini, David Boni, Samuel Battaglini ed il consigliere provinciale Daniele Maura.

«Nel massimo rispetto della libertà di culto e del poterla professare siamo a contrastare senza se e senza ma il luogo dove dovrebbe sorgere la moschea. Il terreno non è destinato alla costruzione di strutture diverse da quelle ad uso residenziale, il terreno è a meno di 10 metri da una scuola, non vi sono parcheggi utili a comprendere le numerose macchine previste nei giorni di preghiera (basta verificare la situazione di Via Maria il venerdì pomeriggio). La zona dove dovrebbe sorgere la Moschea non offre alcun servizio utile a soddisfare le esigenze dei fedeli».

Per i dirigenti di FdI «la notizia della costruzione della moschea ha creato nel quartiere (abbastanza grande) uno stato di confusione, rabbia e paura, paura di venir totalmente abbandonati dalle istituzioni, ma allo stesso tempo la voglia di far sentire la propria voce a difesa dei propri interessi».

Intolleranza religiosa. Giurano di no. «E’ chiaro ed evidente che la nostra posizione sarebbe stata la stessa anche in caso di costruzione di luogo di culto diverso da quello mussulmano».

Solo un presto?

 I rapporti tra Marco Ferrara ed il senatore Massimo Ruspandini sono ridotti all’osso già da tempo. C’è chi sostiene che sia proprio questo a rallentare il riconoscimento dell’assessorato promesso a FdI nella giunta Ottaviani.

È lo stesso Ferrara a lasciar intuire che gli attacchi contro di lui siano solo un pretesto. In mattinata ha messo in chiaro che non è stato lui a presentare il progetto della moschea. Ma che a lui va il merito di avere fatto aprire gli occhi a tutti,

«Invece di ringraziarmi per avere aperto gli occhi a tutti, ricevo da alcuni esponenti politici delle critiche irrispettose. Quando ho proposto di aumentare l’interesse pubblico inserendo la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico, l’ho fatto ragionando da amministratore locale e non da politico, la mia era solo una proposta tecnica. La scelta politica è un aspetto diverso che si può espletare anche senza fare guerre sante o nuove crociate».  

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