Nesta, l’allenatore stellato che deve far tornare vincente il Frosinone (di A. Salines)

Mister Nesta è il nome che avevamo anticipato il 26 amggio. Scelto anche per il suo palmares. Che gli garantisce la capacità di gestire l'ambiente anche nelle situazioni più critiche.

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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Il nome di Alessandro Nestanoi ve lo avevamo detto. Era stato anticipato in tempi non sospetti da alessioporcu.it il 26 maggio (Il solco di Stirpe, il futuro del Frosinone è già iniziato) in un mini-range di tre tecnici (con lui Bucchi e Venturato) e non nel rosario di allenatori recitato in queste settimane. L’indiscrezione alla fine si è rivelata esatta.

E così l’ex difensore di Lazio e Milan, campione del mondo nel 2006, la stagione scorsa al timone del Perugia, è il nuovo allenatore del Frosinone per la prossima stagione. L’annuncio è stato dato dalla società con una nota sul sito internet. Nesta sostituisce Marco Baroni che non è stato confermato dopo la retrocessione dalla serie A alla B. Ha firmato un contratto biennale.

Un allenatore emergente

Alessandro Nesta, romano, 43 anni, è il profilo di tecnico che il Frosinone cercava. Giovane, motivato, umile e con le idee chiare. “Che deve amare il Frosinone e non i soldi del Frosinone“, come ha detto in una recente intervista il presidente Maurizio Stirpe. Qualità queste che ispirano lo stesso patron e  il responsabile dell’area tecnica Ernesto Salvini. Una scelta coerente con le precedenti che si rivelarono vincenti. Il riferimento non puramente casuale è a Roberto Stellone e Moreno Longo, tre promozioni (due in serie A è una in B) nel giro di quattro anni tra il 2014 e il 2018. Due tecnici anch’essi giovani e con poca esperienza che grazie alla sintonia con la società riuscirono a conquistare risultati clamorosi. 

L’intento è ripetere lo stesso percorso con Alessandro Nesta che in più ha dalla sua ha un passato da campione vero con scudetti e trofei internazionali in vetrina. Il trainer romano ha battuto la concorrenza di altri tecnici come Fabio Grosso, Cristian Bucchi e Roberto Venturato. Ad onor del vero in un primo momento la società aveva puntato su Fabio Caserta, neo promosso in B con la Juve Stabia. Ma la sensazione è che Nesta sia stato sempre in cima ai desideri di Stirpe e Salvini.

Un fuoriclasse in campo, un allenatore in ascesa

Alessandro Nesta non è uno qualunque nel calcio. E’ stato tra i difensori più forti del mondo tra il 1993 e il 2012 quando lasciò il Milan per approdare al Montreal Impact. Cresciuto nella Lazio dove dal 1993 al 2002 è stato uno dei leader indiscussi vincendo uno scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea.

Sin dalle giovanili è stato tra i rivali più fieri di Francesco Totti. Memorabili i derby di quegli anni. Poi il passaggio al Milan. In dieci anni ha conquistato due scudetti, due Champions League, una Coppa del Mondo per club oltre che una Coppa Italia, due Supercoppe Italiane e due Supercoppe Europee. Ha finito la carriera in Canada nel Montreal Impact dove ha vinto una Canadian Championship e nel Chennaiyn.

In nazionale colleziona 78 presenze partecipando a tre Europei e altrettanti Mondiali. E’ campione iridato con la nazionale di Lippi nel 2006. Mentre con l’Under 21 trionfa nel campionato europeo del 1996.

Appesi gli scarpini al fatidico chiodo, nel 2014 intraprende la carriera di allenatore. Prima nello staff del Montreal Impact e poi nel Miami Fc. Il 14 maggio del 2018 torna in Italia per allenare in serie B il Perugia nel finale di stagione e nei playoff. Tuttavia viene eliminato al primo turno dal Venezia. Resta in Umbria e nel campionato appena concluso si piazza nono. Ancora playoff ma va di nuovo fuori al preliminare contro il Verona dopo i tempi supplementari.

Ora una nuova avventura col Frosinone.