“Non è vero ma ci credo”: l’effetto sondaggio e le lamentele

Non è vero ma ci credo”. I sondaggi sono come la famosa battuta di De Filippo a proposito della scaramanzia: vengono presi con le molle ma alla fine sono tenuti in considerazione.

A pensarci bene, però, la rilevazione di Euromedia Research per Ciociaria Oggi, cosa dice di tanto strano rispetto alla campagna elettorale di Frosinone?

Si sapeva benissimo che Nicola Ottaviani è un sindaco uscente forte e che ha dalla sua liste piene di candidati in grado di prendere moltissime preferenze. Si sapeva benissimo che Fabrizio Cristofari sta puntando soprattutto sulla sua popolarità e che le difficoltà del Partito Democratico sono evidenti da anni, non solo nel capoluogo.

Ma perché, a Cassino, Sora e Ceccano cosa è successo di diverso rispetto a Frosinone?

Si intuiva che il Movimento Cinque Stelle potesse non sfondare, anche se rispetto al 2012 il miglioramento è evidente. Lo schema del voto di opinione può andare bene a Roma e Torino, perfino a Livorno e Parma, ma non sempre funziona in centri come Frosinone, dove i candidati al consiglio comunale esercitano un ruolo importante. Un medico, un avvocato, una persona che abbia un seguito, in questi casi fa la differenza. Un aspetto sottovalutato dai pentastellati, se speravano nell’effetto sfondamento.

Il sondaggio poi, dice che per Stefano Pizzutelli non c’è l’effetto Coletta vissuto a Latina. Ma era impossibile averlo. Perché il quadro politico tra Frosinone ed il capoluogo pontino è del tutto diverso. A Latina, Damiano Coletta lo scorso anno si candida sindaco nel momento in cui il Movimento Cinque Stelle nazionale non riconosce il simbolo a nessuna delle due liste presentate dai due meet up locali. Coletta, espressione dei movimenti civici, si infila lì . E va a prendere i voti lasciati liberi dai meetup. A Frosinone invece il Movimento 5 Stelle gode di ottima salute. Secondo poi: l’amministrazione comunale di centrodestra a Latina era caduta a causa di una spaccatura. Quella tra Forza Italia e  e Fratelli d’Italia, sui nomi da inserire nel CdA Acqualatina. Una storia di poltrone che ha disgustato gli elettori. Spianando la strada ad un nome ed una compagine alternativa.

Deve fare riflettere quel 2% che il sondaggio assegna a Giuseppina Bonaviri: sola, senza una struttura politica né organizzativa, attraverso la rete dei suoi contatti e del mondo culturale che frequenta, con il due per cento che le viene accreditato dal sondaggio sta a ricordare come una fetta di città non si senta rappresentato. E chieda – attraverso la figlia del fu candidato al Nobel – uno scatto culturale all’altezza di un capoluogo di provincia.

Adesso però la campagna elettorale di Frosinone entra in una nuova fase. Con gli altri candidati a sindaco (con l’eccezione di Giuseppina Bonaviri) pronti a rivolgersi al Prefetto perché su determinate tematiche Ottaviani sta facendo troppa pubblicità: Parco del Matusa e stadio in testa.

Perché il sindaco uscente non dovrebbe dire quello che ha fatto e sta facendo? Protestare su questo non servirà a guadagnare voti. La formula del “tutti contro Ottaviani” finisce con portare acqua al mulino del sindaco.

Lamentarsi non serve a nulla.

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