Non solo il tempo, si sa anche che aria farà

La Regione Lazio è stata la prima a dotarsi di modelli di previsione dello smog a cinque giorni, ma pochi lo sanno. «Una particolarità che i sindaci dovrebbero usare con maggiore determinazione», fa presente il consigliere regionale del Pd Mauro Buschini: perché sì, prevenire è sempre meglio che curare. Al netto degli oltre tre miliardi di euro stanziati fino al 2034 con il nuovo piano della qualità dell’aria

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Eppure sono proprio lì quando si va a consultare il meteo. Tutti controllano le previsioni del tempo, pochi quelle della qualità dell’aria. Il Lazio è stata la prima ed è tra le pochissime Regioni ad aver sviluppato modelli matematici con cui prevedere l’inquinamento atmosferico. Si riesce a calcolare come si distribuiranno nello spazio le polveri sottili a cinque giorni. Se ne occupa l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.   (Clicca qui per il bollettino aggiornato).

Il consigliere regionale Mauro Buschini oggi ha detto di consultarle abitualmente quelle previsioni sulla qualità dell’aria. Come mai: è appassionato di meteo? No ma quelle previsioni sono utilissime se si fa sport all’aperto: così come non vai a correre se c’è il rischio di un temporale, allo stesso modo eviti di farlo se c’è un picco di smog proprio nel luogo dove invece volevi andare per ossigenare i polmoni.

Il bollettino dei superamenti del 24 novembre 2022

Lo strumento e la comodità ci sono e allora Buschini ha invitato tutti i sindaci a «usare con maggiore determinazione questa particolarità del Lazio per le loro ordinanze». Ovvero prendere provvedimenti tempestivi, basandosi anche e soprattutto sulle previsioni dell’aria, piuttosto che confidare nella danza della pioggia. La morfologia del territorio, della Valle del Sacco per inciso, è quella che è. Il coordinatore della maggioranza in Regione Lazio lo ha detto nel corso di una conferenza stampa, indetta nel locale Terra Madre a di Frosinone.

Ha ricordato Buschini: «Non ci sono molti venti e canali di ricambio dell’aria, questo produce una sorta di appesantimento, mentre nelle giornate di pioggia c’è una positiva dispersione». Ecco, prima dei blocchi del traffico in giorni improbabili o altre scelte affrettate e fatte solo per legge, magari vedere che aria farà. Semplicemente per non uscire con l’ombrello quando non è prevista pioggia. Va a finire che non serve neanche aprirlo e dà solo fastidio. Magari le previsioni si sbagliavano, ma ormai capita raramente.  

Prima dei miliardi, un cambio di mentalità

Mauro Buschini nel corso della conferenza stampa

Un messaggio esteso ovviamente anche ai cittadini: «Quello che Regione e Comuni possono e devono fare insieme sono innanzitutto giornate di sensibilizzazione alla problematica, in modo che tutti ne siano perfettamente coscienti» ha dichiarato lo stesso Buschini. «Parte tutto dall’impegno civico, personale, a partire dall’abbassamento delle temperature dei riscaldamenti. Ognuno può essere parte del problema e parte della soluzione».  

Detto questo, si può parlare dei 3.4 miliardi che sono stati stanziati dalla Regione Lazio fino al 2034 a favore del risanamento della qualità dell’aria. La Valle del Sacco è in Fascia 1, la peggiore, con la Città metropolitana di Roma. Bisogna centrare l’obiettivo principale: l’arduo raggiungimento dell’obiettivo “emissioni zero” a partire dal 2035. Ci sono procedure d’infrazione Ue da sanare.

Non è stata casuale la location scelta per addentrarsi nel nuovo Piano generale approvato recentemente dal Consiglio regionale. Si trova nelle vicinanze di una particolare stazione di rilevamento dello smog: la centralina di Frosinone Scalo, dalle parti della stazione ferroviaria. Si è alternata per anni con quella di Ceccano Scalo ai vertici delle classifiche nazionali dei superamenti di quella dannata soglia limite di Pm10 da rispettare per legge. Come se fosse più per legge che per la salute, e fosse sicuro stare appena al di sotto del tetto consentito.  

Vicini alla centralina dello Scalo

La centralina Arpa di Frosinone Scalo

Buschini ha messo a confronto i dati di Frosinone Scalo di oggi con i tempi in cui diventò assessore regionale all’Ambiente: «Eravamo di fatto nel pieno di una crisi rispetto alle giornate di sforamento. Ci sono tempi in cui se ne registravano 80 se non 90 – ha rammentato -. Nel 2002 la centralina dello Scalo ha poi segnato 55 superamenti, come nel 2021, mentre quest’anno sono stati ad oggi 35».

Le conclusioni? Non ha detto soltanto che «le politiche messe in campo nel corso di questi anni hanno dato e stanno dando risultati importanti». Ha tenuto ovviamente conto anche dell’altro male che, dopo il Covid, non è venuto solo per nuocere: l’ulteriore surriscaldamento climatico e i rincari energetici.

Industrie, negozi, case: tutti stanno utilizzando i riscaldamenti più in là nel tempo e anche molto meno, ma per risparmiare. L’ambiente, come per il drastico calo del traffico veicolare durante il lockdown, non può che ringraziare.

Gli obiettivi del Piano contro lo smog

Mauro Buschini, consigliere regionale del Pd

«I dati ci dimostrano che sul territorio, oltre ovviamente al traffico, incidono negativamente i riscaldamenti sia domestici che industriali» ha evidenziato Buschini. «Influisce con maggiore entità il riscaldamento da biomassa, che fa alzare i livelli soprattutto nei periodi invernali». Serve anche a questo il tanto criticato Piano regionale per il risanamento della qualità dell’aria.  

È tra i principali obiettivi: «Aumentare e sostenere l’efficientamento energetico, una politica di effetto immediato – ha scandito Buschini -. Useremo risorse europee e fondi di bilancio regionale. Aumentare la mobilità sostenibile e sostenere le amministrazioni pubbliche nell’utilizzo di veicoli elettrici. Astral, ad esempio, ha fatto e farà bandi a favore dei Comuni per contribuire alla dotazione di scuolabus elettrici».

Ha anche rammentato che «la Regione ha sostenuto e sosterrà la riconversione degli impianti di riscaldamento, partendo dalle vecchie caldaie». Guardando, però, anche avanti: «Ora si deve passare anche a quella delle automobili per arrivare alle auspicate emissioni zero». Trenta milioni di euro, per dire, sono stati destinati anche al comparto agricolo e zootecnico: anche e soprattutto per contrastare l’uso di pesticidi e ammendanti chimici.

In fondo si sa anche che aria farà

centraline di Arpa Lazio

Anche perché, come riporta il consigliere regionale Buschini, «separiamo abilmente i rifiuti con la nostra raccolta differenziata, ma la parte organica, che ora fa giri clamorosi tra gli impianti di tutta Italia, può diventare un ammendante naturale straordinario con gli strumenti adatti, a favore dell’agricoltura e a sfavore delle emissioni di anidride carbonica».

Ad esempio si potrebbe fare con un impianto che tratta i rifiuti e li trasforma, oltre che in fertilizzanti, in gas pulito. Sì, proprio con un biodigestore. La Regione Lazio, intanto, tira fuori il suo fiore all’occhiello: le comunità energetiche. Mauro Buschini, coordinatore della maggioranza uscente dalla Regione, è stato lieto di annunciare che «Il bando ha ricevuto più di cinquecento adesioni e proposte».

«Sono una frontiera straordinaria per la produzione di energia pulita e la riduzione dell’impatto dei costi – ha evidenziato al termine della conferenza stampa -. Persone, famiglie, enti pubblici, aziende si possono mettere insieme e produrre sulla base delle esigenze specifiche, attraverso l’interscambio dell’energia prodotta».

Nel Lazio, se vogliono, i cittadini possono anche sapere che aria farà.  

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