Regionali, chi entra e chi esce: ecco come si fa il calcolo

Chi vincerà le elezioni Regionali del Lazio. Come si assegnano i seggi, come si calcolano i vincitori. Da 5 anni via il Metodo di Hondt per la ripartizione alla Francese. Ecco come funziona

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Tutto è cambiato cinque anni fa. Merito (o colpa, dipende dai punti di vista) di Mario Abbruzzese. A lui venne affidata la guida della Commissione Speciale per la riforma della Legge Elettorale per le Elezioni Regionali. Il Presidente ed i Consiglieri della Regione Lazio ora vengono eletti sulla base delle regole che Abbruzzese portò in Aula e lì poi vennero discusse, modificate, approvate. Dando vita alla Legge Regionale n°10 del 2017.

Quel testo ha radicalmente cambiato la precedente Legge Regionale n°2 del 2005. Il nuovo impianto normativo è già stato collaudato in occasione delle scorse elezioni Regionali il 4 marzo 2018. È rimasto invariato. Cosa è cambiato? E come si calcola chi entra in Consiglio Regionale?

I cambiamenti del 2017

Mario Abbruzzese

La Legge 10/17 ha abolito il “listino” con dieci candidati Consigliere che entravano in automatico senza dover prendere voti: seguivano il Governatore eletto, come premio di maggioranza. Ha introdotto la parità di genere: si possono dare due preferenze purché a candidati di genere diverso; intoltre è obbligatorio garantire che ci sia parità tra uomini e donne nelle candidature in lista. La Legge ha fissato a 2 il limite dei mandati consecutivi per il presidente della Regione. Viene garantita l’elezione di almeno un consigliere regionale per ogni provincia.

In quel testo è stata introdotta la norma che ha costretto Antonio Pompeo a dimettersi da sindaco di Ferentino per candidarsi alla Regione. Infatti sono l’ineleggibili in Consiglio Regionale per i sindaci dei comuni con più di 20 mila abitanti.

Come si calcolano i seggi Regionali

L’Aula della Regione Lazio

I consiglieri regionali del Lazio sono stati ridotti da 70 a 50. La Legge è del tipo proporzionale per 4/5. Che significa? Che 40 Consiglieri vengono eletti in proporzione ai voti riportati dal loro Partito. Per fare un esempio: Fratelli d’Italia negli ultimi sondaggi è accreditata del 34% dei voti, significa che elegge tra i 13 ed i 14 Consiglieri Regionali su 40. E così via gli altri Partiti.

Ci sono poi i seggi assegnati con i resti. Cioè: quando si va a fare la proporzione tra la percentuale presa dal Partito ed i 40 seggi da assegnare si ottiene un numero con la virgola; il numero è quello dei seggi, la parte dopo la virgola sono i resti, cioè i pezzi di seggio che non si possono assegnare perché non si è raggiunta la soglia per farlo scattare.

E gli altri dieci seggi per arrivare da 40 a 50? Vanno dati alla sola maggioranza, come premio; si assegnano in proprozione tra loro.

Se si votasse oggi chi verrebbe eletto?

La sede della Giunta Regionale del Lazio

Da qui ai prossimi giorni, sarà un susseguirsi di sondaggi, più o meno autorevoli ed accreditati, circa l’esito delle consultazioni Regionali del Lazio. L’ultimo sodaggio per ora a disposizione è quello realizzato dall’istituto Tecné per Agenzia Dire. Accredita Francesco Rocca (centrodestra) del 45,9% dei consensi, Alessio D’Amato (centrosinistra) del 35,3%, Donatella Bianchi (M5S) del 16%.

Ogni 2,5 punti percentuali si ottiene un seggio pieno. Questo significa che:

  • Fratelli d’Italia con il suo 35,3% avrebbe 14 seggi pieni ed un resto di 0,3 punti
  • Lega con il 4,1% prenderebbe 1 seggio pieno ed un resto di 1,7 punti
  • Forza Italia con il 3,8% prenderebbe 1 seggio pieno ed un resto di 1,3 punti
  • Civiche con il loro 1,7% prederebbero 0 seggi ed un resto di 1,7 punti
  • Noi Moderati con il loro 0,5% prederebbero 0 seggi ed un resto di 0,5.
  • Udc con il suo 0,5% prenderebbe 0 seggi ed un resto di 0,5 punti.
  • TOTALE per ROCCA 45,9%
Nel centrosinistra.
  • Partito Democratico con il 17,5% avrebbe 7 seggi pieni e 0 resti
  • Azione – Italia Viva con l’8,7% avrebbe 3 seggi pieni ed un resto di 1,2 punti
  • Verdi con il 2,7% avrebbero 1 seggio pieno ed un resto di 0,2 punti
  • +Europa con il 2,6% avrebbe 1 seggio pieno ed un resto di 0,1 punti
  • Civiche con il 2,5% avrebbero 1 seggio pieno ed un resto di 0 punti
  • Demos con lo 0,8% avrebbero 0 seggi ed un resto di 0,8 punti
  • Partito Socialista con lo 0,5% avrebbe 0 seggi ed un resto di 0,5 punti
  • TOTALE per D’AMATO 35,3%
Nel Movimento 5 Stelle
  • Movimento 5 Stelle con il 14% prenderebbe 5 seggi pieni ed un resto di 1,5 punti
  • Sinistra – Coordinamento 2050 con il 2% prenderebbe 0 seggi ed un resto di 2 punti
  • TOTALE per BIANCHI 16%

In questo modo verrebbero assegnati 34 seggi pieni e ne resterebbero da assegnare 6 con i resti. Vengono ripartiti non più con il famigerato Metodo di Hondt ma con il sistema di ripartizione alla francese. Che tiene conto della sommatoria dei resti, divisa per il numero dei seggi assegnati, moltiplicato per cento. I 6 che si avvicinano di più a quel quoziente ottengono il seggio. E solo tra i Partiti che hanno centrato almeno un seggio pieno. In questo caso:

  • 1 seggio va alla Lega,
  • 1 seggio va a Forza Italia
  • 1 seggio val Terzo Polo
  • gli altri tre sono troppo ravvicinati per assegnarli.

Ed i 10 seggi di premio? In base a queste percentuali andrebbero:

  • 8 a Fratelli d’Italia
  • 1 alla Lega
  • 1 a Forza Italia

Chi verrà eletto in provincia di Frosinone

Massimo Ruspandini e Nicola Ottaviani

Il sondaggio mette in evidenza un dato politico: Fratelli d’Italia fagocita il centrodestra. Il Partito di Giorgia Meloni con il 34%, prenderebbe più del triplo dei voti di Forza Italia e Lega messi insieme.

La Legge Elettorale Regionale inoltre assegna un numero certo di Consiglieri regionali ad ogni provincia. Ai quali si aggiungono gli altri con la ripartizione dei resti. In provincia di Frosinone vengono eletti con certezza 4 Consiglieri regionali. Come si assegnano? Una volta stabilito il numero di seggi che spettano ai singoli Partiti si va a vedere la percentuale che hanno preso nei singoli collegi

A Frosinone c’è già chi sta con la calcolatrice, le percentuali e le simulazioni alla mano. Fratelli d’Italia può puntare ad eleggere 2 Consiglieri se prenderà in provincia percentuali superiori al 32 – 33%. Stando ai sondaggi provinciali la possibilità è concreta e reale.

Pasquale Ciacciarelli

All’interno della Lega, invece, è scattato il livello di criticità. La partita si gioca tutta sul filo delle percentuali del carroccio e di Forza Italia. Qualora la Lega prendesse una percentuale regionale più bassa di Forza Italia il risultato sarebbe interpretato come un vero tracollo politico. Perché 1 seggio assegnato con i resti oscilla tra la provincia di Frosinone e di Latina. Per questo Pasquale Ciacciarelli & co. (in provincia di Frosinone) Angelo Tripodi & co (in provincia di Latina) devono prendere quanti più voti possibile sul territorio per essere sicuri che quel seggio vada a loro in virtù della percentuale più alta. La corsa della Lega è ad avere la percentuale più alta tra Frosinone e Latina.

Ecco perché i coordinatori Nicola Ottaviani e Claudio Fazzone hanno allestito liste fortissime. Poi, una volta che saranno riusciti a far scattare il seggio, chi ha preso più presenze nel Partito diventa Consigliere regionale.

Il buco nero è su Roma 

Francesco Rocca ed Alessio D’Amato (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

Se nella Capitale il Partito non tiene, o non tiene a sufficienza e va sotto il 4-5%, si porta a fondo nel naufragio generale, anche gli altri territori. Con il rischio di compromettere l’elezione di un Consigliere regionale della Lega: o a Frosinone o Latina. Ed a quel punto, l’allerta da giallo passerebbe a rosso.

Il disastro poi, sempre politico, sarebbe doppio se il seggio in Ciociaria scattasse per Forza Italia. Il che non dipende direttamente dalla corsa con la Lega ma (anche per Forza Italia) dal gioco delle percentuali e dalla tenuta su Roma.

In quel caso sarebbe inevitabile l’effetto tsunami del Partito anche sull’amministrazione Capoluogo, dove FdI presenterebbe il conto politico al sindaco Riccardo Mastrangeli, reclamando un riequilibrio degli assetti di Giunta.

Gli altri due seggi per la Regione (ricordiamo, la provincia di Frosinone ne elegge 4) sono contendibili da Partito Democratico (17%) e M5S (15%): ottime possibilità quindi per i due tridenti capitanati da Sara Battisti e Antonio Pompeo. Ma anche per le truppe guidate dal capogruppo pentastellto uscente Loreto Marcelli.

La vittoria alle Regionali è scontata?

Nicola Zingaretti (Foto © Imagoeconomica)

La vittoria di Francesco Rocca è scontata? Le percentuale ad oggi sono a favore del centrodestra e del suo candidato. Il centrosinistra però nel passato è stato protagonista di rimonte olimpiche: quella di Piero Marrazzo e quella di Piero Badaloni che partivano da dieci punti di distacco.

Inoltre c’è l’effetto dello Zingaretti 2. Insegna che è il candidato Governatore a vincere: cinque anni fa Zingaretti prese più voti e venne confermato Governatore del Lazio; ma i Partiti del centrodestra presero più voti e infatti per tutta la parte iniziale della Legislatura Zingaretti ha governato senza avere una sua maggioranza.

È per questo che Alessio D’Amato ha chiesto agli elettori del M5S di fare voto disgiunto: cioè votare lui come Governatore e dare la preferenza ai candidati Consigliere del Cinque Stelle. Il sondaggio Izi dell’altro giorno lo dà in rimonta, segno che il messaggio sta passando. Ma altri sondaggi, come quello Tecné / Dire dicono che ad oggi Francesco Rocca può dormire sonni tranquilli.

A Frosinone, in ogni caso, è già a livello di guardia. Per tutti.

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