Regionali, svolta M5S: Conte ora ragiona sull’opzione Leodori

Il vertice del M5S. Eletti al parlamento nel Lazio e consiglieri Regionali discutono sul possibile appoggio al Pd. L'ipotesi Leodori. Il nuovo incontro la prossima settimana

La differenza è sottile, sta tutta in una piccolissima aggiunta in coda alla frase ripetuta finora sempre identica da Giuseppe Conte. Cambia il senso, lo amplia: spalanca la strada ad un’alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sul nome di Daniele Leodori alle prossime elezioni Regionali del Lazio.

La frase è: “Alle prossime Regionali il M5S non accetterà alcuna proposta di candidatura proveniente dal Pd”. L’aggiunta che cambia tutto è: “che sia frutto di uno scontro tra correnti e che il M5S si ritroverebbe di fatto a subire”.

Un cambio totale di orizzonte, una prospettiva che riapre la strada al Modello Lazio che ha governato in questi anni la Regione, tenendo insieme tutte le forze Progressiste intorno ad un progetto di sviluppo.

L’analisi del Movimento

Giuseppe Conte (Foto: Andrea Panegrossi © Imagoeconomica)

È su quell’aggiunta che hanno discusso i parlamentari del Movimento 5 Stelle eletti nel Lazio il 25 settembre ed il Gruppo che siede in Consiglio Regionale. Lo hanno fatto in presenza di Giuseppe Conte, nel corso del week end.

Hanno preso in esame gli argomenti sollevati in queste settimane dal Segretario Regionale Bruno Astorre. Quelli di ordine numerico: presentarsi divisi alle prossime Regionali contro un centrodestra unito non lascia margini di vittoria. Quelli di ordine politico: in questi anni la collaborazione tra Pd ed M5S in Regione Lazio è stata leale ed efficace, al punto da portare all’approvazione di numerosi provvedimenti costruiti in maniera congiunta.

Il punto tracciato insieme al capo politico del M5S parte dalla sua posizione. Dichiarata e confermata in ogni sede. E cioè: confrontarsi su un bis dell’alleanza è possibile ma a condizione che ci sia totale condivisione dei programmi e che il candidato non sia espressione del Partito Democratico. Per questo sino ad oggi si è detto che Conte reclamava un candidato terzo, un civico che non fosse espressione né dei Dem né del M5S.

La variabile

Nicola Zingaretti con Roberta Lombardi e Valentina Corrado (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Un tema sul quale Giuseppe Conte ha avuto in questi giorni più d’un confronto. Le indiscrezioni assicurano che abbia avuto uno scambio di opinioni con l’onorevole Francesco Boccia, Responsabile Autonomie Territoriali ed Enti Locali della Segreteria nazionale del Pd. Che ne abbia parlato con Goffredo Bettini, ideologo dell’ala sinistra del Pd e con il quale spesso è stato in sintonia Nicola Zingaretti.  

Ma più di tutti a portare gli argomenti politici ed amministrativi che sono riusciti a catturare Giuseppe Conte sarebbero state la leader regionale Roberta Lombardi e la coordinatrice del Lazio Valentina Corrado. Entrambe hanno lavorato a strettissimo contatto con Nicola Zingaretti, fanno parte della sua giunta. Al capo politico del M5S hanno spiegato che in Regione Lazio non c’è alcuna subalternità: né del M5S sotto al Pd e nemmeno del Pd sotto al M5S. Ma c’è una serie di punti: chiari e condivisi.

Una lealtà dimostrata dalla recente approvazione della nuova direttiva regionale sulla qualità dell’Aria. Alcuni settori del Pd hanno lavorato per apportare radicali modifiche al testo: l’assessore alla Transizione Ecologica Roberta Lombardi ha emendato le parti che effettivamente potevano migliorare il testo, ma su quelle che andavano ad incidere sui punti chiari e condivisi non c’è stata discussione.

Un candidato che non sia frutto di scontro

Daniele Leodori

Elementi che potrebbero portare quindi alla fatidica aggiunta alla frase: “Non verrà accettata alcuna proposta di candidatura proveniente dal Pd che sia frutto di uno scontro tra correnti”. Significa: noi siamo disposti a starci ma i primi ad essere uniti dovete essere voi, dentro al Pd.

C’è poi un’indiscrezione dell’Agenzia Dire. Secondo la quale Giuseppe Conte non ha ordinato la rottura dei ponti con il Pd. Ma ha lasciato ancora percorribile l’opzione che i 5 Stelle del Lazio avevano avanzato prima della pausa estiva. E cioè il nome del vice presidente in carica Daniele Leodori: l’uomo che in questi anni ha costruito, pezzo dopo pezzo, il Modello Lazio.

L’uomo di garanzia per il Movimento 5 Stelle potrebbe essere Daniele Leodori. Perché? Oltre alla patente di affidabilità politica che si è guadagnato in questi anni ha il vantaggio di essere trasversale. Perché parte dalla corrente centrista di AreaDem (quella dell’ex ministro Dario Franceschini e del Segretario Bruno Astorre). Ma ha l’appoggio dei territori: presidenti di Provincia e sindaci di grandi città si sono già espressi a favore, prescindendo dalle correnti. Un appoggio che lo rende espressione non di una sola parte del Pd.

Ma ancora niente nomi

Loreto Marcelli (Foto: Alessia Mastropietro)

Il dibattito interno al Movimento 5 Stelle ancora non è arrivato ai nomi. In questo quadro va tenuto conto anche di altri 2 elementi. Il primo: nel 2023 andranno al voto il Lazio, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia ed il Molise; qui il M5S alle ultime Politiche di settembre ha preso il 24,32%, cioè un punto in più del centrosinistra. Nell’ottica di un ragionamento complessivo di coalizione, c’è l’ipotesi di una disponibilità del M5S verso una candidatura d’equilibrio come quella di Daniele Leodori nel Lazio in cambio di una analoga disponibilità del Pd verso un candidato d’equilibrio pentastellato in Molise.

Ci sono poi le norme costruite insieme da Pd e M5S nel Lazio. Per paradosso rendono più difficile una separazione. La riforma del Diritto allo Studio, le nuove norme ambientali, le istituzioni di nuovi parchi e molto altro nascono da lì.

C’è un elemento di rischio per il Movimento 5 Stelle. La norma sul doppio mandato determinerà un radicale ricambio del gruppo pentastellato in Regione. Degli attuali 7 Consiglieri solo il capogruppo Loreto Marcelli e Valerio Novelli potranno ricandidarsi. I volti in lista saranno quasi tutti nuovi e questo renderà meno competitivo il team se dovesse presentarsi senza poter rivendicare le cose fatte in questi anni di governo regionale.

Nuovo vertice in agenda

Il percorso in casa 5 Stelle è appena iniziato. Un nuovo incontro dovrebbe tenersi tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima.

Le elezioni Regionali invece dovrebbero svolgersi nell’ultima decade di febbraio. Difficilmente l’Aula della Pisana approverà prima dell’inizio di novembre il Collegato al Bilancio: è ultimo atto prima delle dimissioni di Nicola Zingaretti da governatore del Lazio. Da quel momento inizierà il conto alla rovescia per la sua successione.

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