Se la nuova Stalingrado d’Italia è la Ciociaria

Anno Domini 2018. Le città 'rosse' sono cadute ad una ad una. La nuova Stalingrado d'Italia non è né in Toscana né in Romagna. Sta nella provincia di Frosinone. Ecco la mappa.

Il renzismo è stato annientato dal “triplete” della sconfitta perfetta: referendum costituzionale, Politiche e Amministrative. Le roccaforti rosse sono cadute l’una dopo l’altra, il Pd è passato dal 40% delle Europee al 18% delle Parlamentari, subendo una scissione e polverizzando la politica delle alleanze.

Eppure in provincia di Frosinone i Democrat resistono, resistono, resistono. Non soltanto sul fronte dei consensi (che comunque flettono dappertutto) quanto su quello delle posizioni di potere. Non ci credete?

Antonio Pompeo è presidente  della Provincia dal 2014. Francesco De Angelis siede sulla poltrona di presidente del Consorzio Asi da diversi anni. Alla guida della Saf si sono alternati Cesare Augusto Fardelli, Mauro Vicano e Lucio Migliorelli. Da ieri il presidente dell’Ater, l’Azienda territoriale dell’edilizia residenziale, è Sergio Cippitelli, il quale alle Regionali non si è candidato con il Pd (anche se avesse voluto non c’erano i posti a disposizione), ma comunque ha concorso in modo fattivo alle Regionali, nella lista Centro Solidale, a sostegno di Nicola Zingaretti.

Poi ci sono i due consiglieri regionali, Mauro Buschini e Sara Battisti, i quali però i consensi se li sono conquistati sul campo. Preferenza dopo preferenza. Con la regia di Francesco De Angelis naturalmente.

Un discorso a parte meritano anche i sindaci, che comunque restano numerosi nonostante le sconfitte a Frosinone, Cassino, Sora, Ceccano e Anagni. Ci sono infatti Antonio Pompeo (Ferentino), Marco Galli (Ceprano), Simone Cretaro (Veroli), Vincenzo Quadrini (Isola Liri) e tanti altri.

Sicuramente Francesco De Angelis si conferma centrale nel discorso della “resistenza” del Pd su questo territorio, ma anche Antonio Pompeo ha un ruolo importante.

Nel Lazio poi c’è stato il fenomeno Nicola Zingaretti, capace di vincere in controtendenza nel momento di “basso” storico del maggior partito della sinistra italia. Però in Ciociaria la capacità del Pd è soprattutto quella di risultare vincente negli enti intermedi, dove non votano i cittadini, ma gli amministratori (come nel caso della Provincia) oppure consessi dove sono i sindaci a determinare la maggioranza.

A pensarci bene forse questo è un ulteriore segnale della crisi di consenso derivante direttamente dal popolo sovrano. Ma intanto nell’anno del Signore 2018 la nuova “Stalingrado” d’Italia non sta né in Romagna né in Toscana. Sta in provincia di Frosinone.

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