Se per la destra perfino le mascherine sono comuniste

Foto © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Sgarbi vuole denunciare Zingaretti per attentato alla Costituzione, Colosimo la butta in caciara. Ma l’Istituto di Sanità cita i dati e avverte: “Rischio di un rapido peggioramento epidemico”.

Il centrodestra attacca a testa bassa Zingaretti. Lo fa sull’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto. Dimostrando ancora una volta un atteggiamento molto diverso sul Covid. (Leggi qui Covid, è allarme bis: torna la mascherina per tutti).

Vittorio Sgarbi all’Adnkronos spara a palle incatenate. E dice: «Occorre agire immediatamente, con strumenti legali e incriminare Zingaretti per attentato alla Costituzione italiana. Bisogna denunciarlo perché limita le nostre libertà. Le sue sono solo formule di presunta garanzia, formule che non hanno nessuna efficienza di tutela. Invenzioni e basta. Se io cammino da solo per strada chi rischio di contagiare? È come se si imponesse ad una persona che dorme da sola di mettersi il preservativo».

Chiara Colosimo (FdI)

Il consigliere regionale del Lazio Chiara Colosimo (Fratelli d’Italia) scrive su Facebbok. «Tralasciando il fatto che appare quanto meno una decisione paradossale. Questo per chi all’inizio della pandemia andava a fare gli aperitivi a Milano. O chiedeva di abbracciare un cinese. E affidava milioni di euro a una ditta di lampadine per mascherine mai arrivate».

«Ci sembrerebbe più serio, prima di prendere una decisione così impattante, pubblicare tutti i dati. Dati sulla situazione attuale della pandemia nella Regione. Qual è il numero attuale dei malati? Quanti sono i ricoverati in rianimazione? Quanti posti letto sono a disposizione? Su quale studio scientifico si basa questo provvedimento?».

Sarebbe interessante sapere come il centrodestra affronterebbe la pandemia. Come Trump e Bolsonaro? Come Johnson

La cruda verità dell’ordinanza

Zingaretti mostra l’ordinanza Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

In realtà basta leggere l’ordinanza. Questo per capire i motivi scientifici e di prevenzione che hanno spinto Nicola Zingaretti ad adottare l’atto.

Poi c’è il monito lanciato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dal ministero della Salute. Monito nel report relativo al periodo 21-27 settembre, con dati aggiornati al giorno 29.

Eccolo. «Un rilassamento delle misure rende concreto il rischio di un rapido peggioramento epidemico. In particolare per eventi e iniziative a rischio aggregazione. In luoghi pubblici e privati. E dei comportamenti individuali, anche legati a momenti di aggregazione estemporanea». E poi. «La trasmissione locale del virus è diffusa su tutto il territorio nazionale. Con focolai di dimensioni rilevanti soprattutto in ambito domiciliare. Rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale. Circa il peggioramento della situazione epidemiologica. E sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure. Misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione».

Mascherine, solo scienza e politica

Cittadini con mascherine sterili contro l’influenza da Coronavirus © Imagoeconomica / Marco Cremonesi

«Misure quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico. La situazione descritta in questo report evidenzia importanti segnali di allerta. Sono legati ad un aumento della trasmissione locale. Al momento i dati confermano l’opportunità delle ulteriori misure di prevenzione. E di controllo adottate dalle Regioni/Province autonome. In più invitano ad essere pronti. Pronti all’attivazione di ulteriori interventi in caso di peggioramento».

Nicola Zingaretti ha fatto il presidente della Regione. Lo ha fatto dopo aver letto le relazioni scientifiche degli addetti ai lavori. Ma forse per il centrodestra virologi, infettivologi e scienziati sono tutti dei bolscevichi incalliti.

Ma poi una domanda. Perché chi cerca di contenere Covid dovrebbe essere per forza comunista?

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