L’elisir dell’eterno potere di Silvio Berlusconi

Il fondatore di Forza Italia, in un’intervista a La Repubblica, dice che non ci saranno cambi al timone del Partito. Resterà lui e deciderà per tutti. Ma a livello locale si aprono spazi per le candidature minori, dalle Regionali alle Comunali.

In un’intervista a La Repubblica Silvio Berlusconi dice che un cambio al timone di Forza Italia non è all’ordine del giorno e che lui rappresenterà il garante di Matteo Salvini in Europa. Inoltre il fondatore di Forza Italia aggiunge che il Partito sul territorio si sta affidando a sindaci e ad amministratori locali che hanno il compito di recuperare più voti possibili.

Silvio Berlusconi con Antonio Tajani

Dunque, niente di nuovo sotto il sole degli “azzurri”. Tutti quelli (compreso il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone) che avevano invocato o suggerito passi indietro e cambi di ruolo (da quello operativo a padre nobile) devono rassegnarsi. Forza Italia resta così, con Berlusconi unico padre-padrone.

I congressi non verranno celebrati, Antonio Tajani resterà tra i fedelissimi. La coalizione di appartenenza rimane il centrodestra e il riferimento alla necessità di una garanzia politica in Europa nei confronti della Lega di Matteo Salvini è un ulteriore elemento che fa capire bene l’obiettivo di Berlusconi: arrivare all’8% e assumere un ruolo strategico nel centrodestra futuro. In modo che senza i voti di Forza Italia non si possa avere la maggioranza. Né nel Paese né soprattutto in Parlamento.

Quando ci saranno le politiche verranno blindati una quarantina di seggi tra Camera e Senato. Tutto il resto verrà deciso guardando ai risultati nei singoli territori. Su questo terreno potranno giocarsi le loro carte tutti. Il vicecoordinatore regionale Gianluca Quadrini da mesi “ruspa” sul campo cercando di fare incetta di amministratori e di militanti che si erano allontanati dal partito. L’ultimo recupero in questo senso è stato quello di Peppe Patrizi.

Il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone

I tre commissari appena nominati potranno provare a dire la loro: il sindaco di Anagni Daniele Natalia, il presidente del consiglio comunale di Frosinone Adriano Piacentini, l’ex consigliere provinciale e comunale di Cassino Rossella Chiusaroli. Dovranno ottenere risultati nelle rispettive aree di competenza. E poi provare a giocarsi le loro carte quando si decideranno le candidature alle regionali, a sindaco o in enti intermedi più o meno strategici.

Per le politiche è difficile, considerando che una quarantina di seggi da blindare serviranno per garantire i fedelissimi. A meno che in Ciociaria non si facciano registrare percentuali enormemente più alte della media. Ma potrebbero non bastare.

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