Litigano sull’ospedale che non c’è: come per il teatro mai fatto

Lo scontro tra Lega e Pd per i meriti sul nuovo ospedale di Sora sfiorano la farsa. Perché L’ospedale non c’è, i fondi non si sa quando saranno disponibili e l’opera cantierabile. Il triste precedente del Teatro con Carla Fracci e Gigi Proietti

Luciano D’Arpino per IL MESSAGGERO

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Ospedale nuovo di Sora: la struttura, che dovrebbe essere a prova di terremoto, ancora non c’è e i politici già si accapigliano per attribuirsene la paternità. L’ultima occasione è stata giovedì scorso quando i parlamentari ciociari della Lega hanno diramato una nota con cui hanno comunicato urbi et orbi che il Governo, con la manovra finanziaria, ha inserito l’opera nel piano triennale Inail stanziando 99 milioni di euro.

«La provincia di Frosinone è finalmente tornata protagonista», hanno esultato. La cosa ha fatto drizzare i capelli agli esponenti del Pd, in primis al capogruppo in Consiglio regionale Mauro Buschini, che venerdì ha replicato a muso duro: «E’ un maldestro tentativo di prendersi meriti altrui!» Questo perché, come ha spiegato l’assessore regionale D’Amato: «Gli investimenti per l’ospedale di Sora sono previsti sin dal 2017 nella programmazione regionale. Senza la programmazione regionale non ci sarebbe stata alcuna iniziativa per utilizzare le risorse messe a disposizione già dal precedente Governo attraverso l’Inail».

Il merito, quindi, non sarebbe del Governo nazionale gialloverde, ma della giunta di centrosinistra che governa la Regione Lazio con Zingaretti.

Ma il merito per cosa? L’ospedale ancora non c’è, eppure se ne parla dal 2016 e ancora non si è mossa foglia. I fondi non si sa quando saranno effettivamente disponibili e l’opera concretamente cantierabile, eppure già si litiga furiosamente. Cosa accadrà quando ci sarà la posa della prima pietra?

Speriamo non quello che è avvenuto a Frosinone il 30 settembre del 2011. L’ex sindaco Michele Marini del Pd fece venire a Frosinone Carla Fracci e Gigi Proietti per presentare in pompa magna il progetto del futuro teatro comunale che doveva sorgere, nell’area del Casaleno, tra il Conservatorio e il Provveditorato. C’era l’aria delle grandi occasioni e allora si sbilanciò: «Sono emozionato – disse il primo cittadino – perché stiamo finalmente portando a termine la principale opera pubblica che questa amministrazione si è prefissata di raggiungere».

Il sindaco fu del tutto incurante delle critiche ricevute per la location decisamente lontana dal centro storico cittadino. Ci fu anche la posa della prima pietra. Ma Gigi Proietti, più navigato dell’ex sindaco, mise tutti sull’attenti: «Stategli dietro – disse alla gente – perché la posa della prima, della seconda e della terza pietra è scontata, i problemi arrivano all’undicesima».

E fu facile profeta perché quel teatro comunale non è mai nato.

Infine indichiamo due opere pubbliche su cui i politici nostrani potrebbero accapigliarsi nei prossimi mesi, se mai riusciranno a far stanziare dei fondi: nuova strada d’accesso allo stadio e bonifica dei Piloni di via De Gasperi.

Ci riusciranno? Si accettano scommesse. 

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