Taglia & Cuci – Dal maglioncino Standa di Simone alla mise nera di Sara

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

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Tourtrissac

di CAMILLA de TOURTRISSAC
Tagliacucitrice e blogger

 

Ci sono segnali che vanno colti, decifrati, inseriti in un contesto se si vuole capire. Accade anche durante la direzione provinciale del Partito Democratico: quella che ha ufficializzato la Segreteria Politica intorno al rieletto Simone Costanzo, cercando di distogliere l’attenzione dal vero scopo della riunione. E cioè: risolvere il problema del candidato da schierare alle elezioni comunali di Cassino, evitando di scottarsi le dita e soprattutto di lasciare compromettenti impronte digitali su un’operazione che – bene che fosse andata – avrebbe scontentato tutti (leggi qui il precedente).

Il Simone Costanzo visto in Direzione assomiglia sempre più ad un consumato cabarrettista che gioca con il suo pubblico; sfoggia un maglione rosso fuoco che fino a pochi minuti prima della riunione faceva bella mostra di se in una vetrina della Standa. Stride di fronte alla eleganza finto – sobrio con la quale hanno tentato di mascherare la voglia di apparire le donne della sua segreteria. Tutte avvenenti e competenti: non si sa in che misura di proporzione.

Stupisce per una volta Sara Battisti: sveste i panni del Presidente del Partito ed indossa quelli da vice del Segretario. Si presenta in completo nero, suscitando in pari misura invidie e simpatie: le vere donne, dopotutto, fanno questo effetto e non suscitano mezze misure. Così, tra le sedie c’è chi sostiene abbia indossato un completo nero funebre (invidiose) e chi apprezza sia il taglio di capelli che finalmente la esalta e sia il suo stile (invidiose ma in maniera diversa: diffidare sempre di una donna che fa i complimenti ad un’altra). Eleganti e sorridenti alla Durbans Simona Boglione (fresca responsabile provinciale del Walfare e Terzo Settore), Giuliana Sardelli (alla quale hanno affidato il settore Giustizia), Antonella Di Pucchio che continua a costruire la sua strada verso una candidatura seria (nel frattempo si attesa sul dicastero interno Economia e Lavoro), Antonella D’Emilia fasciata nel suo castigato vestito da woman in black (titolare del dipartimento Scuola), Lucia Prati che è emozionata come se le avessero dato un Ministero e non il dipartimento interno su Università e Ricerca Scientifica.

I numeri parlano chiaro 5 su 15: Poche. Valgono gli stessi concetti espressi in occasione del Congresso (leggi qui il precedente). Pare che a Simone dal Maglione Rosso abbiano impiegato una notte intera per spiegarli che non poteva fare una Segreteria composta da sole donne e pare che, ironia della sorte, questo compito sia toccato proprio a Francesco De Angelis ed a Francesco Scalia, famosi in Federazione per la loro morigeratezza.

Alla fine Simone dal maglione Standa ha recuperato diversi giovanotti di belle speranze. Tra i maschietti della sua Segreteria spicca l’astro nascente della politica di Giuliano di Roma Aldo Antonetti, al quale è stata data la Delega ai Vigili del Fuoco (del quale è stato vice comandante provinciale prima di andare in pensione): carica che gli toccava honoris causa per gli incendi politici che negli anni è riuscito a domare. In sala, qualcuno ha fatto anche una grattatina scaramantica: la fase storica in Federazione è tranquilla ma non si sa mai: se dovesse riaccendersi l’incendio che ha spaccato per ani il Partito tra Francesco De Angelis e Francesco Scalia, un pompiere è sempre meglio averlo a portata di mano in Segreteria.

Costanzo però è furbo, una furbizia tutta democristiana: pare abbia preso lezioni di nascosto osservando i dvd con le azioni di Matteo Renzi. E così il buon Simone dal maglione rosso preso alla Standa delega tutto a tutti, pure l’aria fritta ha un delegato, così giocano un po’ con la delega e frazionando così tanto resta lui l’unico a comandare. Una volta si chiamava Divide et Imperat lui invece dice «Abbiamo messo su un partito aperto». Ma così si rischia la polmonite.

Simone però ha il suo maglioncino rosso e sta al caldo. Così delega pure il giovane studioso Ermisio Mazzocchi, archeologo politico che insieme all’immenso egittologo Howard Carter scoprì una tessera del glorioso Partito Comunista Italiano all’interno della tomba di Tutankhamon. Ma un Mazzocchi con la sua capacità di analisi è opportuno averlo dentro piuttosto che tenerlo fuori che poi rischi abbia poco da fare e ti parli male per occupare il tempo.

Nella direzione stracolma tutto tranquillo e sereno. Fino a quando si inizia a parlare delle comunali di Cassino. Che nel Pd fa rima con casino: tanto che è meglio uscire con discrezione dalla stanza prima d’essere scoperta.

Stendiamo un velo. Rosso. Magari comprato alla Standa.

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