Top e Flop, i protagonisti del giorno: giovedì 29 dicembre 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di giovedì 29 dicembre 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di giovedì 29 dicembre 2022.

TOP

ANGELO ALIQUO’

Nonostante fosse lontano ci ha visto bene. Dalla Sicilia ha visto che a Frosinone c’era bisogno di un manager per guidare la Sanità ed Angelo Aliquò non si è lasciato scappare l’occasione. Occasione? Ai giornali, all’epoca in cui presentò la domanda di selezione, la definì proprio così. Guidare la sanità di Frosinone era come mettersi la volante di una berlina nuova e di lusso: grazie alla radicale trasformazione avviata negli ultimi anni. Ci ha visto bene lui. E la conferma nelle ore scorse è arrivata dal Canada.

A dirlo è il caso di Cristina Galgani: 52 anni, passaporto italiano e residenza canadese. Dallo scorso mese di maggio è volata per ben tre volte da Toronto a Frosinone per farsi visitare e poi operare nell’ospedale Spaziani di Frosinone dal team del professor Giancarlo D’Andrea, guru della neurochirurgia. (leggi qui: Dal ring alla sala operatoria: il medico che ha reso lo Spaziani un po’ Grey’s Anatomy).

Sono stati loro a rimuoverle un brutto tumore al cervello: a Toronto non c’erano riusciti. È stata una parente a raccontarle quello che fanno nell’ospedale di Frosinone: aveva letto la storia della cantante d’opera salvata da un caso simile. Operata da sveglia e parlando con i medici, aiutandoli ad individuare con precisione le aree del cervello su cui intervenire. (Leggi qui: La nuova Alba dell’Orsa: il canto della rinascita).

Certo, c’è molto da fare per ridisegnare una Sanità che una decina d’anni fa era scesa oramai a livelli poco europei. E se si va nei Pronto Soccorso si ha spesso l’impressione di essere finiti in un girone dantesco. Ma se dal Canada i pazienti volano fino a Frosinone per operazioni che a Toronto non riescono a fare, non dobbiamo essere gli ultimi al mondo. E Angelo Aliquò lo aveva capito: per questo ha voluto fare il manager Asl di Frosinone.

Il vizio di parlarci male addosso.

ORAZIO SCHILLACI

Orazio Schillaci (Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

Non era partito benissimo secondo molti osservatori, tuttavia nei suoi confronti aveva funzionato per lo più un meccanismo che con il team esecutivo di Giorgia Meloni ha sempre avuto un certo grip. E’ quello per cui ogni iniziativa veniva e viene attribuita ad una genesi di “retromarciarispetto ad una proposta di solito più dura ed incomprensibile, a volte illogica.

Con il ministro della Salute Orazio Schillaci era andata così già in ordine alla revoca delle multe per gli over 50 non vaccinati. Lui aveva toccato una volta il tema e per 10 giorni quel tema si era fatto Verbo e Decisione. La stessa cosa aveva preso abbrivio e sempre per Schillaci in merito ai termini per la stabilizzazione del personale sanitario assunto durante l’emergenza pandemica da Covid-19.

Dell’argomento, più spinoso di un roveto, se ne era parlato fino a Natale e con i toni del “ecco, adesso fanno come il Pos a 60 euro”, dove oggettivamente la retromarcia c’è stata. E invece le fonti a Palazzo Chigi di questi giorni dicono che c’è stata proprio una forte impuntatura di Schillaci dietro la scelta di inserire in Manovra la proroga di quei termini.

Una impuntatura che ha fatto saggio paio con uno specifico e molto saggio emendamento del Pd alla manovra approvato in commissione Bilancio della Camera. E facendo così Schillaci ha dimostrato due cose: innanzitutto che lui è medico prima che ministro, poi che è concreto prima che settario. E se una faccenda a lui gli arriva dall’opposizione poco cale, se di faccenda buona si tratta.

Quanto buona? Ecco, più o meno così: gli enti del Sistema sanitario nazionale potranno assumere a tempo indeterminato, entro il 31 dicembre 2024 anziché entro la fine del 2023.

E che Schillaci non sia, ovviamente non essendolo mai stato, il ministro di una certa Salute ma semplicemente il ministro della Salute, sarebbe ora che lo capissimo un po’ tutti adesso che dopo la sciampagna del 31 avremo cose serissime di cui occuparci. Tutti

Alla Salute.

FLOP

MAURIZIO FALCO

Il prefetto Maurizio Falco

Aveva ragione lei. E per sentiselo dire ha dovuto attendere sei mesi il sindaco di Roccagorga Nancy Piccaro. Era sbagliato il presupposto dal quale è derivato il l’allontanamento dalla sua carica, la nomina di un commissario prefettizio, la caduta dell’amministrazione, lo scioglimento del Consiglio comunale ed il ritorno alle elezioni.

A rimettere ordine nella sua vicenda amministrativa sono stati i giudici del tribunale Amministrativo Regionale. Hanno accolto il ricorso del sindaco. Che era stato dichiarato decaduto e commissariato dal prefetto Maurizio Falco all’inizio dello scorso mese di giugno. Perché? L’Amministrazione di Roccagorga non aveva approvato il Bilancio entro il 31 maggio.

E che i conti non fossero stati approvati è un’evidenza. Allora perché il Tar le ha dato ragione? Il sindaco ha spiegato ai giudici di avere informato a suo tempo il prefetto d’avere convocato il Consiglio al 6 giugno per approvare i conti ma di non averlo potuto fare perché tre giorni prima della seduta il prefetto Falco l’ha dichiarata decaduta, sostituendola con un commissario. Eppure i Comuni di San Felice Circeo e di Bassiano che erano nella stessa condizione, non avevano subito lo stesso provvedimento.

Il Tar ha stabilito che la scadenza dei termini non determina in modo automatico lo scioglimento del Consiglio: quel termine non è perentorio ma va considerato esclusivamente acceleratoriosollecitatorio. E chi lo dice se una data sia perentoria o solo sollecitatoria? Per il Tar i termini perentori devono essere espressamente indicati come tali da una previsione normativa.

In sostanza, anche se tardi, Roccagorga poteva approvare il Bilancio. E tutti i Comuni che in questi anni sono stati sciolti per lo stesso motivo? Nell’interpretazione del Tar, la norma impone di approvare i conti entro una certa data: se i Consiglieri trovano un accordo nei giorni successivi (come a Roccagorga, San Felice e Bassiano) va bene lo stesso; se il Prefetto si rende conto che non ci sono le condizioni per un accordo allora può procedere allo scioglimento (come avvenuto un paio di anni fa a Formia). Ed a Roccagorga la data per approvare il Bilancio era già stata individuata e fissata.

Tre Comuni, due misure.

I TRE GIRI DI VITE

Foto © Imagoeconomica, Vince Paolo Gerace

La garrota è uno strumento di tortura ed uccisione che solo quei perfidi di spagnoli potevano inventarsi. Essa fonda “sul giro di vite”, cioè sul fatto che dovunque ci sia una stretta c’è qualcosa che si chiude sempre più e sempre meglio. O sempre peggio se magari quella cosa è la carotide dove passa la tua aria.

Ed i tre giri di vite che il governo ha messo in manovra prima di Natale e che lì ha lasciato ora che il panettone si puccia a colazione nel latte sono esattamente quello: una metafora (metafora, sia chiaro) della garrota alla carotide di chi con il Reddito di Cittadinanza ci ha campato senza rubare o imbrogliare.

Senza entrare nel merito concettuale vediamoli, questi tre giri di vite, anzi: sentiamoli. Giro uno. Trrrac! Addio offerta congrua. Che significa? Che a partire dal 2023 che arriva, rifiutare le offerte di lavoro perché non sarebbero tali da garantire un sostentamento non si potrà più fare; altrimenti addio reddito.

Giro due Trrrac! La legge di Bilancio aveva già ridotto da 12 a 8 mesi la durata del sussidio a partire dal 2023. Si parla di “occupabili”, cioè quasi 860 mila beneficiari senza minori o anziani a carico e che siano in grado di lavorare. Poi si era scesi da da 8 a 7 e poi addio reddito.

Giro tre. Trrrac e su carotidi giovani che di aria ne cercano tanta. Per volere indefesso del vittoriano ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a decorrere dal primo gennaio 2023 l’erogazione del reddito di cittadinanza ai giovani tra i 18 e i 29 anni sarà condizionata al completamento del percorso della scuola dell’obbligo.

Cioè? I giovani che vorranno ricevere il RdC dovranno iscriversi “a percorsi formativi o comunque funzionali all’adempimento dell’obbligo”. Insomma, se non finisci la scuola o non fai ai corsi addio reddito. La garrota l’avranno pure inventata gli spagnoli, ma in Italia c’è chi la usa meglio di Torquemada.

Yo soy…

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