Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 8 giugno 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende mercoledì 8 giugno 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende mercoledì 8 giugno 2022.

TOP

ALDO NOVE

Aldo Nove / Antonio Centanin (Foto: Alessandro Paris © Imagoeconomica)

Antonio Centanin è uno qualunque, Aldo Nove è uno qualunque al quadrato che ha qualcosa da dire. E che ha deciso di dirlo con un altro nome visto che Antonio ed Aldo rispondono ai battiti dello stesso cuore.

Il nome ha origini resistenti cristalline e viene dalla frase “Aldo dice 26 x 1“ con cui nel 1945 venne data in messaggio criptato la stura all’insurrezione dei partigiani torinesi dal Clnai. Ecco, Aldo già c’era e Nove è la somma di quei tre numeri, 2, 6, 1, presenti nel messaggio con cui i suoi nonni piemontesi bastonarono il nazifascismo.

Aldo è laureato in filosofia morale, è scrittore e poeta ed ha una bussola etica forte: lui crede che le storie umane vengano “da un luogo lontano dove siamo già stati“.

E partendo da quell’assunto ha iniziato la sua battaglia contro “l’integralismo materialista“. È stato a suo modo profeta di sciagure che abbiamo visto tutti scivolarci fra le dita soprattutto dopo la crisi dei subprime del 2008.

E Nove le sue denunce le ha lanciate usando tutti i mezzi possibili e migliori che la letteratura impegnata offre: versi, concetti, narrazioni fratte, l’etica di Fabrizio De André e le canzoni di Bugo.

Come quasi tutti quelli che hanno scelto le lettere per cambiare il mondo Aldo Nove non se la passa bene, il mondo di oggi non ha bandito il mecenatismo ma lo mette al servizio delle start up, non più e non certo di una cosa antica come un verso che scuote la coscienza del mondo.

Ad Aldo però è andato il vitalizio Bacchelli ed il Consiglio dei Ministri gli ha concesso di denunciare la fame di giustizia del mondo senza che lui patisca la fame di cibo. E noi ci aspettiamo grandi cose dalla sua sazietà.

Mangia, poi però scrivi.

NICOLA OTTAVIANI

L’invito è arrivato via mail dalla Lega provinciale. La prima volta lo hanno inviato nel pomeriggio di domenica scorsa: l’incontro del Comitato “Io dico sì – Cambiamo la giustizia” al Parco Matusa di Frosinone con “Le ragioni del Sì, del No e dell’Astensione”. Modera il sindaco Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega, e ci sono tutti i vertici provinciali del Carroccio. C’è anche l’avvocato e capolista di Azione Alessandra Sardellitti, ma ormai non sorprende più quanto sia di Centro(destra). In ogni caso no, non era una trappola: non è stato un appello unanime a votare Sì ai cinque quesiti del Referendum del 12 giugno. (Leggi qui Al Matusa i cinque Referendum sulla giustizia: questi sconosciuti ). 

In una delle sue ultime uscite pubbliche da due volte sindaco, che terminerà a livello istituzionale con l’inaugurazione di un busto, l’avvocato Ottaviani ha voluto parlare dei Referendum sulla Giustizia a Frosinone. Per distinguersi da migliaia di altri posti in cui non se n’è parlato e non se ne parla. Certo: c’è una guerra in corso in Ucraina e nessuno se la sente di escludere una terza guerra mondiale. Però sarebbe stato giusto, a tutti i livelli, informare il più possibile i cittadini su cosa si voterà domenica. 

Ma è mancata la Stampa, come ha detto il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, o sono mancati i Partiti? Lo ha detto anche l’avvocato Sardellitti, sulla tribuna del parco leghizzato, che «è venuto meno chi si è intestato i Referendum». Per merito di Ottaviani, al Parco Matusa non sono di certo mancati Organi e addetti ai lavori: c’era la Sezione Penale del Tribunale di Frosinone con il presidente Francesco Mancini; c’è la Camera Penale di Frosinone con il presidente Enrico Pavia; e c’è pura l’Ordine degli Avvocati di Cassino con il presidente Gianluca Giannichedda. Tutto il territorio provinciale complessivamente rappresentato da chi giudica, chi difende gli imputati e chi tutela i legali. C’è stato un contraddittorio

Al Matusa Ottaviani ha insegnato cosa significa uscire in grande stile: andando anche contro alcune posizioni del Partito, sapendo di essere ormai proiettato verso una candidatura al Parlamento. Conquistata quella, come dice il suo già vice Antonio Scaccia, «perché ha una testa a parte». Traducendo alla lettera, richiamando quella Ciociarità marchio di fabbrica di Ottaviani, «una ciocca a parte». (Leggi Scaccia: «Mi godo mia figlia, per fare il Sindaco c’è sempre tempo»).   

Ciocca a parte 

FLOP

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini

I suoi, sul territorio, ci provano in tutti i modi. Il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani che convoca un incontro bipartisan per confrontarsi sui referendum; la deputata Francesca Gerardi che organizza la presentazione dell’ultimo libro scritto da Luca Palamara utilizzandolo come spunto per discutere dei quesiti referendari. Mentre proprio lui, il capo supremo, Matteo Salvini come Penelope di notte sfascia ciò che i suoi hanno costruito.

Certo, va riconosciuto che il Capitano è anche un tantinello sfortunato. Che lui stia con la Russia è chiaro a tutti. E l’altro giorno ha citato come esempio di statista Dmitri Medvedev, ex presidente della Federazione Russa con il quale Vladimir Putin si scambiò l’incarico divenendo lui Primo ministro quando la Costituzione non gli permetteva altri mandati (poi la cambiò). Per Salvini, il buon Dimitri va ascoltato perché “la via del dialogo e della diplomazia per il ritorno alla pace è quella giusta”.

Ebbene, cosa ti combina Medvedev menre le dichiarazioni di Salvini sono ancora calde? Ti sgancia una dichiarazione bomba nella quale ammette di “odiare gli occidentali“, perché sono dei “bastardi degeneratie che lui farà di tutto per “farli sparire. Li odio”. 

Compagno Matteo.

BEPPE GRILLO

Beppe Grillo (Foto Paolo Cerroni © Imagoeconomica)

È un suo pallino da anni: nel 2016 ‘costrinse‘ i suoi candidati alle comunali di Torino ad assaggiarli. Ora è tornato alla carica, consapevole che pure l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura è favorevole. Beppe Grillo apre il suo blog con l’invito ad inserire nei menù grilli, larve e locuste 

Nelle scuole primarie del Regno Unito potrebbe avvenire presto. Ed il Garante del Movimento 5 stelle è entusiasta di questa alimentazione più sostenibile e attenta al pianeta. Auspica che i bambini imparino presto a cibarsi di «insetti — si legge nel post —, come grilli, cavallette, bachi da seta, locuste e vermi della farina».

Va bene tutto. Anche l’incomprensibile campagna secondo la quale le mucche da latte verrebbero maltrattate e per questo nei frigoriferi stanno trovando spazio latte di avena e di soia (scusate, ma le tette per mungerle dove stanno?).

Ma ogni Paese affonda le sue radici nelle proprie tradizioni. Anche e soprattutto quelle gastronomiche: il pane di casa è pur sempre il pane di casa tua. E quando vai in giro per il mondo sono due le cose che rimpiangi: il caffè espresso ed il pane. Nessun grillo potrà mai sostituire un semplicissimo piatto di spaghetti in bianco con il Parmigiano Reggiano: perché è casa, è il profumo con cui siamo cresciuti, è ciò con cui ci siamo fatti grandi.

Perché ci siamo affannati per decenni a pretendere produzioni sane, di qualità, protette dai marchi Dop e tracciabili. Costruendo filiere alimentari di eccellenza mondiale. E nessuna zuppa ai vermi della farina con bachi da seta potrà competere.

Meno Grillo e niente grilli.

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