Top e Flop, i protagonisti del giorno: sabato 19 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo sabato 19 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo sabato 19 febbraio 2022

TOP

DE ANGELIS-POMPEO

Francesco De Angelis con Antonio Pompeo

Il nuovo potente asse all’interno del Pd ormai dalla scorsa estate è quello formato da Francesco De Angelis e Antonio Pompeo. I due ieri sera erano a Torino per assistere al derby della Mole tra la Juventus di Allegri e i granata di Juric. Derby finito in parità.

È un doppio segnale politico. I due leader Dem hanno voluto rendere evidente che loro non stanno interferendo sulle scelte del centrosinistra per le elezioni Comunali di Frosinone. E che questa volta non interverranno con nessuna opera di pacificazione e tantomeno con soluzioni già confezionate. Stanno lasciando il Circolo Pd e l’intero centrosinistra cittadino di fronte alla sua prova di maturità.

La foto allo stadio è un segnale forte ed evidente. perché ormai De Angelis e Pompeo condizionano le scelte più importanti del Partito. Si è visto alle comunali di Sora e poi alle Provinciali. Si vedrà tra un anno alle Politiche e alle Regionali.

All’inizio il rapporto partì male, con Pompeo candidato alla Provincia “contro” l’intera area di Francesco De Angelis. Lo scontro fu durissimo e per diverso tempo i due neppure si rivolgevano la parola. Successivamente piano piano la situazione è cambiata, fino al patto siglato questa estate in una ormai famosa cena nel cassinate. Da lì è cominciata una fase diversa. (Leggi qui La guerra nel Pd è finita, votate in pace).

De Angelis e Pompeo decideranno la linea del Pd per i prossimi anni. Praticamente su tutto.

Coppia da poker.

GIULIA GRILLO

Giulia Grillo (Foto: Alessia Mastropietro / Imagoeconomica)

Ha preso tutti in contropiede nei Cinque Stelle, dicendo che in ogni caso lei si fermerà qui. Al secondo mandato da parlamentare. Come era nei patti siglati all’origine del Movimento, sotto l’egida di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Tornerà al suo lavoro di medico legale oppure intraprenderà una nuova carriera.

Ha detto che chi si ostina a non riconoscere la validità del principio dei due mandati trasmette la sensazione di non poter vivere senza la politica e questo non va bene. Ha pure affermato che a suo giudizio Beppe Grillo è fermamente convinto che la regola dei due mandati debba rimanere.

Giulia Grillo ha affrontato il toro prendendolo per le corna, anche perché è orami palese che la contrapposizione all’interno del Movimento, soprattutto tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, è soprattutto dovuta ai due mandati parlamentari. Dopo i quali ci si ferma. Giulia Grillo ha preso lei l’iniziativa.

Addio politica.

FLOP

GOFFREDO BETTINI

Goffredo Bettini. Foto © Imagoeconomica

È abituato a stupire e spesso vede prima quello che poi succede dopo diverso tempo. A volte però sbaglia pronostico. L’ultima profezia di Goffredo Bettini è probabilmente destinata a rimanere una semplice esternazione. Ci riferiamo alla possibilità che Pd e Lega possano governare insieme, perché in questo momento la priorità è fermare i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Vero che Matteo Salvini sta cercando di sfondare al centro, ma come sarà mai possibile che il Pd e la Lega possano governare stabilmente insieme processi come l’immigrazione o il contrasto alla pandemia? Oggi ci sta riuscendo Mario Draghi, ma in ogni seduta del consiglio dei ministri le polemiche fioccano.

Enrico Letta non sta cambiando il Pd per renderlo compatibile al governo con la Lega. Succede che anche un fuoriclasse come Bettini a volte rimanga troppo innamorato dal ruolo.

Esagerato.

LUCA ZAIA

Luca Zaia (Foto: Imagoeconomica / Canio Romaniello)

Che fine ha fatto il bravissimo e potentissimo Governatore del Veneto? L’uomo che un anno fa poteva rappresentare l’alternativa politica a Matteo Salvini alla guida della Lega?

Il Carroccio è in una fase particolare: da un lato sente la responsabilità di stare al governo, dall’altra il richiamo della foresta della piazza. Ma intanto continua ad arretrare nei sondaggi e ad accumulare sconfitte politiche come quella delle amministrative prima e dell’elezione del presidente della Repubblica dopo.

Giancarlo Giorgetti ha fatto almeno dieci passi indietro e perfino il suo feeling con Mario Draghi non è più quello di un tempo. Luca Zaia potrebbe provare a prendere in mano la situazione nel Partito, ma preferisce restare in seconda linea.

Al coperto.

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