Un papa straniero per il centrodestra

Questa sera la prima riunione del centrodestra per costruire la strategia in vista delle Comunali. Con un'orecchio alle divisioni del centrosinistra. Per garantirsi il ballottaggio. Ma anche per valutare la possibilità di un 'papa straniero'

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

I pezzi del mosaico provano a metterli insieme questa sera. Ognuno dei Partiti del centrodestra di Ferentino porterà le sue tessere. L’obiettivo è quello di realizzare una coalizione solida ed alternativa con cui riprendere il controllo del Comune dopo vent’anni di sindaci del centrosinistra.

Prima però bisognerà ricompattarsi e superare le divisioni: quelle tra i Partiti e quelle interne. Perché in questi anni Fratelli d’Italia ha avuto una linea più intransigente di quella espressa in Aula dalla Lega: c’è freddo tra i due ‘alleati’; e l’assenza di una leadership forte in Forza Italia ha tolto dal dibattito uno degli interlocutori. Poi ci sono le diverse sensibilità interne: soprattutto nelle Lega ed in Fdi.

Servirà soprattutto a questo la prima riunione programmatica che questa sera a Ferentino metterà insieme Fdi, Forza Italia e Lega.

Le posizioni in campo

Maurizio Berretta

Nella Lega ci sono sostanzialmente due posizioni: quella del capogruppo Maurizio Berretta che è politicamente vicino al consigliere provinciale Gianluca Quadrini; e quella di Luca Zaccari da sempre in sintonia con Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese.

Questa sera, Berretta e Zaccari si siederanno allo stesso tavolo. Partendo da un presupposto: a differenza dei vent’anni scorsi c’è ora un centrosinistra diviso e senza un progetto di successione costruito già da tempo. Pertanto è un centrosinistra battibile se affrontato con una coalizione compatta, un progetto credibile, un nome di peso.

La divisione più netta ed evidente è quella che da tempo tiene lontani il sindaco Antonio Pompeo ed il suo predecessore Piergianni Fiorletta. Non è una distanza ideologica, legata al fatto che Pompeo sia esponente degli ex renziani di Base Riformista mentre Fiorletta si riconosca in Pensare Democratico. Il gelo nasce dalla convinzione che Fiorletta abbia tentato di allargare il suo gruppo consiliare con l’intento di mettere sotto scacco il sindaco.

Un’altra divisione è quella che sta rischiando di aprirsi sul dibattito per l’individuazione del candidato di centrosinistra. Nella maggioranza, non tutti hanno gradito i contatti tra Antonio Pompeo e l’avvocato Vincenzo Galassi: uno dei principi del Foro di Frosinone. Non per il nome ma per il metodo. (Leggi qui: Galassi… ed è subito maretta).

Un papa straniero

Lucio Fiordalisio (a dx) con il sindaco di Ceccano

La convinzione nel centrodestra è che quelle divisioni torneranno molto utili. Con la quasi certezza di arrivare al ballottaggio. E lì giocarsi la partita nel corpo a corpo tra i due candidati più votati.

Per la Lega alla riunione di questa sera sarà presente anche il Segretario cittadino Patrizio Coppotelli. Ci sarà Forza Italia che dopo anni di assenza è tornata a strutturarsi affidandosi all’ex sindacalista Franco Sisti. Per Fratelli d’Italia ci sarà il commissario Lucio Fiordalisio con il consigliere Franco Collalti; anche in Fdi le posizioni non sono mai state unanimi, il Commissario sta lavorando ad una sintesi politica interna.

Ed il candidato sindaco? La versione ufficiale è prima la coalizione e poi il candidato. Con un’indiscrezione autorevole: il nome verrà indicato dopo la scelta del centrosinistra. Perché? Si spera molto nelle divisioni: gli echi del dibattito avvenuto all’inizio della settimana in Provincia tra Antonio Pompeo ed i suoi alleati lasciano intuire che ci sia molta maretta.

Tanta da lasciar ipotizzare a Luca Zaccari la possibilità ci avere un papa straniero. Cioè una figura politica che ha avuto esperienze civiche con il governo uscente e che ora potrebbe essere sul punto di rottura.

Zaccari ha intercettato rumors su una possibile ribellione verso Antonio Pompeo, malumori talmente profondi da poter abbandonare la maggioranza a pochi giorni dalle dimissioni del sindaco per candidarsi alle Regionali. Ha compiuto una serie di telefonate. Che hanno confermato il malumore. Per il papato… si dovrà attendere.

La riunione del centrosinistra

Giuseppe Virgili, leader di Uniti per Ferentino

Ma com’è andata la riunione del Centrosinistra? Non è stata una passeggiata. per una questione di metodo. È stata come una partita a poker nella quale tutti hanno tenuto coperte le loro carte. E cercato di far scoprire quelle degli altri.

La carta lanciata sul tavolo nelle ore precedenti la riunione è stata quella su cui s’è giocata tutta la partita. Il nome è quello dell’avvocato Vincenzo Galassi. Ineccepibile. “Ma chi se lo intesta, tu Antò?” ha domandato al sindaco uno dei Gruppi presenti. Domanda a doppio taglio: ammettere che da luglio Antonio Pompeo sta costruendo l’accordo per la candidatura del penalista equivarrebbe ad ammettere di avere tagliato fuori tutti gli altri, agendo alle loro spalle. Significherebbe rompere l’alleanza, dare il pretesto per farlo.

No, non ho fatto uscire io la notizia per quanto Galassia sia una straordinaria candidatura”. Mossa dagli alleati: “C’è qualcuno che si intesta la candidatura Galassi?”. No. “Allora il tema non è all’ordine del giorno”.

La realtà è ben diversa. Per capirla bisogna entrare nei riti e nelle liturgie della politica. Galassi è il candidato che tutti prenderebbero in considerazione se scaturisse da un ragionamento collegiale. Che tenesse conto degli equilibri da assicurare nei prossimi cinque anni. Proprio il fatto che questo non sia avvenuto ha fatto chiudere la partita con un pari e patta.

Ma il dibattito è tutt’altro che chiuso. Dopo avere sparigliato, Pompeo sta ricomponendo. Ed il fine settimana potrebbe essere decisivo.

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