Una campagna senza… Matarazzo

La diaspora leghista. Che divide i suoi candidati tra almeno tre liste. In più di uno schieramento. Il ruolo di Matarazzo. Ed i malumori che crea la possibilità di un polo di forza con cui condizionare la futura maggioranza

Doveva essere il candidato sindaco della Lega: ma il Carroccio si è letteralmente smontato lungo il percorso e lui è rimasto a piedi. Doveva essere allora una delle punte in una lista civica a sostegno del candidato sindaco che voleva combattere: ma ora il suo nome è al centro di un confronto che molti definiscono “serrato e nervoso” nella coalizione di Cristian Leccese, l’erede designato del sindaco Cosimino Mitrano. La campagna elettorale al comune di Gaeta potrebbe fare a meno dell’ex sindaco centrista Giuseppe Matarazzo.

Rimasto senza Partito dopo la decisione della Lega di sciogliersi, il nome dell’avvocato civilista Giuseppe Matarazzo ha acceso uno scontro interno alla coalizione.

La minoranza interna

Cristian Leccese e Cosmo Mitrano

Quelli in corso sono giorni delicati per la formazione delle liste. Cristian Leccese punta alla vittoria al primo turno. Confida nella frammentazione del centrosinistra diviso tra Sabina Mitrano e Silvio D’Amante, più ancora confida nella forza delle 8 liste che sta mettendo in campo. (Leggi qui La prof lancia l’appello, il Pd in settimana lo raccoglie).

Cosa ha innescato le scintille sul nome di Matarazzo? Nell’entourage di Cristian Leccese sospettano che l’ex primo cittadino Dc-Udc voglia creare una minoranza interna nella maggioranza in supporto di Cristian Leccese.  I sospetti sono rivolti verso due candidati al Consiglio che Matarazzo sosterrebbe, rinunciando alla sua cadidatura e riversando su di loro i suoi voti. Il tutto con l’obiettivo di creare un contrappeso politico nella nuova maggioranza di governo

È un’evidenza che le prossime elezioni determineranno il nome di un sindaco diverso (Cosmo Mitrano è giunto al limite dei due mandati consecutivi previsti dalla Legge). Ma soprattutto una maggioranza con equilibri diversi da quella attuale.

La diaspora leghista

Vittorio Ciaramaglia

La Lega e la sua frammentazione possono giocare un ruolo importante. Il Carroccio non esiste più a Gaeta: è stato messo in liquidazione dallo suo coordinamento comunale che non ha accettato la linea indicata dal Commissario provinciale Gianfranco Rufa e dal Segretario regionale Claudio Durigon; si è dimesso praticamente in blocco.

Ora è stata ufficializzata la decisione di effettuare un dietrofront accogliendo l’indicazione del senatore di Veroli: quattro ex dirigenti leghisti si sono accasati praticamente nella coalizione di Cristian Leccese. Se il potenziale candidato sindaco leghista Italo Taglialatela ha confermato di non candidarsi neppure al Consiglio comunale, il coordinatore cittadino Vittorio Ciaramaglia e due dei suoi più stretti collaboratori – Tommaso Di Nitto e Simona Panza –  saranno in lizza con “Leali per Gaeta”, una delle otto liste di Leccese guidata dal consigliere comunale uscente Luigi Marzullo.

Il popolo leghista in libera uscita è frammentato. Come dimostra la decisione dell’esponente leghista Mauro Pecchia di candidarsi nella civica “Lab 32”, un’altra delle otto di Leccese.  

L’unico che ha deciso di non essere coinvolto in prima persona è stato l’ex sindaco Matarazzo.

Coerenza zero

Giuseppe Matarazzo

Velenosa è stata la sua analisi, affidata ad un post su Facebook. “Qualcuno mi criticava ma io non cambio idea. Vi sono persone che si candidano con chi prima hanno ‘criticato’: mi disgusta. Coerenza zero. Mi dispiace per loro”.

In questa prospettiva Giuseppe Matarazzo domenica mattina ha accolto l’invito della professoressa Sabina Mitrano. Ha partecipato alla presentazione della candidatura a sindaco con la quale la prof si contrappone a Cosmo Mitrano ed al suo erede. L’avvocato si è accomodato nell’ultima fila e da lì ha ascoltato gli interventi della candidata sindaco e del consigliere di Una Nuova stagione Emiliano Scinicariello

Matarazzo è andato via affermando di non essere stato “entusiasta per le cose che viste ed ascoltate”. Si è limitato a dire, congedandosi dalla Mitrano,  che a giorni le darà una risposta se candidarsi in prima persona. Matarazzo, in effetti, qualche settimana aveva preso anche in considerazione l’ipotesi di competere nel campo progressista avverso a quello della Mitrano. È il campo che vorrebbe candidare l’ex sindaco Pds Silvio D’Amante.

Silvio D’Amante

In questa prospettiva l’ex sindaco centrista ha fatto tesserare con il Pd un suo fidato luogotenente, in quota componente Silvio D’Amante in vista del congresso che poi ha nominato segretario Gianluca Conte. L’ipotesi di D’Amante candidato sindaco però è rimasta in sospeso per il merito della professoressa Mitrano di ‘anestetizzare’ il Pd.

Da qui l’ultima opzione rimasta sul tappeto: fare da cavallo di Troia nella coalizione di Leccese, costretto a vincere senza ricorrere agli straordinari. E con un interrogativo su tutti: una campagna elettorale al comune di Gaeta può farà a meno dell’avvocato Giuseppe Matarazzo? 

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