Una commissione bipartisan per decidere il futuro della Farmacia

Una commissione composta da politici ed esperti, sia della maggioranza che dell'opposizione: individuerà il percorso migliore per la Farmacia comunale. Si potrebbe arrivare ad un documento unitario. Intanto per il rimpasto...

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Sarà una commissione consiliare ad hoc a sciogliere il nodo della farmacia comunale ed a decidere quale dei metodi per amministrarla, previsti dalla legge, si debba adottare dal primo gennaio 2020. È stato stabilito giovedì sera nella conferenza dei capigruppo allargata anche agli assessori, voluta dal sindaco di Sora Roberto De Donatis

Durante la riunione, a cui per gli assessori era presente solo Maria Gabriella Paolacci, è stata anche fissata la data del Consiglio comunale che era stato chiesto dalle opposizioni: verrà convocato per il 18 novembre

La farmacia comunale di Sora

La commissione, formata da esponenti di maggioranza e di opposizione, si metterà subito al lavoro, coadiuvata anche da due tecnici esperti del settore. Durante la riunione di giovedì sera, dopo la proposta del primo cittadino, anche i consiglieri di minoranza hanno chiesto la presenza di un proprio esperto per avere una “perizia di parte”. È un segnale politico fondamentale: il fatto di non limitare la Commissione solo ai politici ma allargarla a consulenti di fiducia della maggioranza e dell’opposizione, indica la volontà di individuare una soluzione che sia la migliore sotto il profilo tecnico, scavalcando i pregiudizi politici.

Un documento unitario

A questo punto non è da escludere che al termine dei lavori della Commissione, in consiglio comunale possa arrivare un unico documento condiviso da entrambi le parti. Del resto è ciò che dall’inizio ha auspicato il primo cittadino.

Un concetto, questo, che Roberto De Donatis ha ribadito anche giovedì sera, ossia il suo desiderio che si trovi unanimità nel decidere il destino della farmacia comunale. Allo stesso modo in cui si è trovato l’accordo alla alla fine del 2018 quando l’assise civica di Sora ha votato la delibera per dare un ulteriore anno di proroga alla società “Farmacia comunale srl” impegnandosi nel frattempo a trovare una soluzione.

Si parte da opinioni contrapposte
Il sindaco Roberto De Donatis

In realtà l’opposizione vorrebbe lasciare tutto com’è oggi e pubblicare semplicemente un bando per individuare il nuovo soggetto privato a cui assegnare il 49% delle quote della società mista pubblico-privata.

L’amministrazione comunale, invece, sta lavorando su due fronti, come spiegato dallo stesso sindaco in una conferenza stampa. La prima ipotesi, o metodo di gestione che dir si voglia, era stato definito dallo stesso sindaco «procedura a doppio oggetto, in cui la parte pubblica deve individuare la società e il farmacista». Poi il sindaco aveva specificato che una consulenza avuta dall’Anci (l’Associazione Comuni d’Italia) a titolo gratuito (quindi non aveva alcun interesse a privilegiare le opinioni di chi commissionava il lavoro) aveva indicato «che esiste anche il modello in house con gestione squisitamente comunale».

E aveva aggiunto: «ho avuto contatti con qualche consigliere comunale di opposizione che si sta adoperando per fare proposte» quasi a lasciar intendere a qualcuno della sua maggioranza che non era d’accordo con un eventuale gestione in house, che lui i numeri li avrebbe avuti comunque.

Poi aveva approfondito le differenze fra i due metodi: «Il modello a doppio oggetto dà un’impronta privatistica e la rende uguale ad altre farmacie con l’unica differenza che c’è un utile da investire nel sociale. Il modello in house invece ha utilità sociale nel servizio stesso: integrazione, servizi sanitari con prevenzione e assistenza al malato che vanno ad alleggerire il distretto Asl». Quindi aveva auspicato una sintesi in maggioranza fra questi due modelli. 

Le novità in giunta
Maria Gabriella Paolacci

Intanto fra lunedì e martedì il sindaco dovrebbe anche nominare il nuovo assessore Natalino Coletta. Appare sempre più certo, infatti, che ad uscire sarà soltanto Sandro Gemmiti (che verrebbe recuperato in altro modo). Mentre Maria Gabriella Paolacci uscirebbe e rientrerebbe nello stesso giro, attraverso un insolito meccanismo di sliding doors. (leggi qui le anticipazioni fatte nei giorni scorsi: Cinque nomi ed una ‘sliding door’ per la nuova giunta).

Ad entrare in consiglio comunale al posto di Coletta sarebbe a questo punto il secondo dei non eletti della lista Patto Democratico, Bruno Caldaroni. Perché non il primo? Appunto per via della sliding door: Maria Gabriella Paolacci esce dalla giunta, al suo posto entra Natalino Coletta che lascia il posto in Consiglio; la Paolacci – solo in teoria – dovrebbe andare in Aula al posto di Coletta in quanto prima dei non eletti; invece rientra in Giunta e rinuncia al Consiglio. Spianando la strada a Caldaroni.

Nel frattempo, da qui al 18 novembre, il sindaco avrebbe anche il tempo di mediare per una soluzione condivisa sul futuro della farmacia: soprattutto con Coletta, che era uno degli amministratori che insieme al ex sindaco Enzo Di Stefano aveva dato vita alla farmacia comunale. E che non ha mai nascondo di prediligere il modello già esistente a gestione mista pubblico-privata.   

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