Via mare: meno merci ma più segnali positivi

Foto © Archivio Traiana

I numeri del sistema portuale del Tirreno Centro Settentrionale. Bene Gaeta. Sale il traffico di prodotti metallurgici. In crescita anche i minerali grezzi e le rifuse (carbone, cereali, granaglie). Il calo dei volumi Fca ha inciso

Meno merci in transito ma più segnali positivi per il futuro: il sistema dei porti nel Lazio ha risentito del calo nelle esportazioni delle Alfa Romeo prodotte a Cassino Plant e della sensibile contrazione del traffico di carbone destinato alla centrale Enel di Civitavecchia. A dirlo sono i numeri emersi durante l’ultima seduta del Comitato di Gestione dell‘Autorità di Sistema Portuale.

Quwi numeri lasciano vedere elementi confortanti per il futuro del cluster del Mar Tirreno Centro Settentrionale. In pratica il sistema Civitavecchia – Gaeta – Fiumicino.

Cenere e carbone

Il 2019 è stato caratterizzato da una sostanziale stagnazione. Ha coinvolto gran parte del comparto dei Porti in tutta l’Italia. Ma le performance delle imprese mettono in luce una serie di profili competitivi per il futuro.

Il network dei Porti del Lazio ha fatto registrare nell’anno appena trascorso una flessione della movimentazione del traffico merci. A determinarla è stata esclusivamente dalla riduzione delle rinfuse solide cioè le merci come carbone, cereali, granaglie e così via. Analizzando i numeri si scopre che è una sola voce a generare il dato negativo: la sensibile contrazione del traffico di carbone destinato alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord.

Il traffico di carbone incide per circa l’80% sull’intero traffico delle rinfuse solide del porto di Civitavecchia. Il 2019 ha registrato una riduzione di carbone del 50% rispetto al 2018: è stato questo a trascinare verso il basso tutti gli altri indicatori. Due numeri danno la dimensione del caso: in un anno il calo totale è stato pari a 2 milioni di tonnellate di rinfuse solide, la flessione del traffico di carbone è stata pari a circa 1,9 milioni di tonnellate, incidendo quindi per oltre il 90% sulla flessione complessiva.

Segnali positivi

Ci sono però segnali positivi. Capaci di attenuare il dato negativo. In pratica c’è stato l’aumento dei traffici di altre merci alla rinfusa. Secondo le stime dei concessionari, dovrebbero ulteriormente aumentare nel corso del 2020.

Il porto di Civitavecchia, l’altra di Traiana © Archivio Traiana

In particolare, la storica società Traiana (opera nel porto di Civitavecchia dal 1945) recentemente ha ampliato l’area in concessione; eseguirà i lavori di riqualificazione della banchina 23 in modo da aumentare le proprie capacità operative. Per quale genere di merci? Principalmente per il ferrocromo, destinato alle acciaierie di Terni.

Nel programma operativo presentato all’Autorità di Sistema Portuale ha addirittura previsto nel 2020 di raddoppiare il tonnellaggio delle merci movimentate nel 2019.

I numeri illustrati dal presidente dell’Authority rilevano altri aumenti importanti: come quello del pet-coke di circa il 30% , minerali di ferro +3,3%, minerali grezzi, cementi e calci” +8,8%, fertilizzanti +16%.

Gaeta

In particolare nel porto di Gaeta si segnala il sensibile incremento del traffico di prodotti metallurgici e minerali. Sono passati dalle 27mila tonnellate del 2018 a quasi 100 mila tonnellate nel 2019. L’aumento è stato del 270%.

In crescita anche i volumi della categoria “minerali grezzi, cementi, calci“. Salgono del 20% arrivando a 140 mila tonnellate complessive.

Aumenta anche il traffico complessivo di rinfuse solide (+11%) del porto di Gaeta con buone prospettive di ulteriore crescita per il 2020. I segnali positivi arrivano sia dalle nuove imprese autorizzate e sia dalla prossima ultimazione dei lavori al porto commerciale: renderanno disponibili ulteriori 60mila metri quadrati di piazzali operativi.

In colli

Il segno ‘più‘ si registra anche nel traffico di merci movimentate “in colli”: sono i container, i mezzi pesanti, i palletts… Nel 2019 ha fatto registrare nuovi record storici tanto per quanto concerne il traffico complessivo (pari a oltre 6,5 milioni di tonnellate con un +4,5%), che per le singole categorie con i Ro/Ro (i traghetti a carico orizzontale nei garage) pari a oltre 5,5 milioni di tonnellate (+5%).

Il porto di Civitavecchia, l’area di carico / scarico Traiana © Archivio Traiana

Le merci in contenitore superano la soglia del milione di tonnellate e dei 100 mila TEU movimentati (il TEU è la misura standard per la misurazione dei container, risultano movimentati 112.249 TEU).

Anche il numero complessivo di automezzi sbarcati/imbarcati supera il milione di unità. In crescita tutte le tipologie di automezzi. L’incremento dei mezzi pesanti imbarcati è pari al 4,5%.

Quanto incide Fca Cassino

L’altro grande mercato del porto di Civitavecchia è quello legato al Ro/Ro (il traffico sviluppato sulle navi traghetto che imbarcano gli automezzi gommati facendoli entrare nel garage e caricano anche i rimorchi attraverso motrici di carico).

Per l’automotive i consuntivi del 2019 hanno fatto registrare un calo del 5%: significa circa 10mila auto in meno movimentate. A determinare il calo è stata la riduzione dei volumi prodotti nello stabilimento Fca Cassino Plant con le sue Alfa Romeo Stelvio, Giulia e Giulietta.

Invece le compagnie di navigazione Grimaldi e Grandi Navi Veloci hanno fatto registrare incrementi di traffico: sia per quanto riguarda i veicoli cargo, sia per il transito dei passeggeri. Le previsioni sono altamente positive per l’anno 2020. Ottimismo anche per il segmento dell’automotive.

Frutta e verdura

Un altro settore che registra segnali di sviluppo è quello della merce deperibile alimentare: come la frutta fresca esotica in importazione.

In valori assoluti è quasi raddoppiata la capacità produttiva. La recente acquisizione dell’interporto pone il magazzino della frutta della CFFT Spa in una forte posizione competitiva nel quadrante tirrenico.

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