Vicano il pragmatico che manda in tilt le coalizioni

Cosa c'è dietro al ritardo con cui Mauro Vicano si siederà al tavolo che sceglierà il candidato sindaco. Due road map diverse tra lui ed il Segretario Pd Fantini. Che cerca di costruire una coalizione larga. Mentre Vicano la vuole concreta. A costo di rinunciare a qualcosa

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Due road map diverse, due percorsi differenti per arrivare alle elezioni Comunali di Frosinone. Strade che non coincidono quelle sulle quali vogliono far passare il dibattito Luca Fantini (Segretario provinciale del Partito Democratico) e Mauro Vicano (ex Direttore Generale Asl ed ex presidente della Saf di Colfelice, candidato in pectore per il centrosinistra). Il primo vuole costruire un Campo Largo e trasversale, nel quale tenere Partiti della sinistra e civici trasversali con addentellature nella destra. Il secondo vuole vincere le elezioni e guidare una maggioranza compatta, nella quale non ci siano le fibrillazioni, legittime tra realtà troppo distanti tra loro.

In sintesi: Fantini vuole tenere tutti dentro la coalizione, Vicano non vuole farlo a tutti i costi. C’è una logica politica in questo ragionamento. La sinistra con la quale il Segretario sta dialogando si concilia molto poco con i civici di centrodestra che hanno sostenuto l’amministrazione Ottaviani e sono disposti ad un confronto con Vicano sul suo programma.

Candidato ma alle sue condizioni

Mauro Vicano

Sono le difficoltà dialettiche sulle quale Fantini sta lavorando con pazienza da settimane a lasciare perplesso il fronte di Vicano. Perché? Se il Segretario del Pd sta trovando difficoltà a raggiungere una sintesi con gli altri Partiti che comunque non gli sono distanti, come sarà possibile raggiungere una sintesi in una coalizione che avrà al suo interno civici di centrodestra? È il paradosso al quale Mauro Vicano non vuole arrivare. (Leggi qui Pizzutelli contro Vicano e Sinistra contro civiche: il caso Frosinone).

Una parte del ritardo nel sedersi al tavolo del centrosinistra sta qui. Vicano è pronto a fare il candidato di una coalizione ampia che abbia al suo interno il Pd, non intende fare il candidato del centrosinistra: vuole fare il candidato di una coalizione trasversale come lo fu quella di Memmo Marzi, come lo fu in parte anche quella di Michele Marini, come lo è stata quella di Nicola Ottaviani.

Sta qui la profonda differenza tra la road map di Fantini e quella di Vicano: il Segretario è più Zingarettiano dello stesso Nicola Zingaretti che è riuscito a realizzare l’unica giunta regionale in Italia che tenga insieme Dem e M5S.

Pragmatico e ingestibile

Mauro Vicano

Mentre Mauro Vicano è un pragmatico: è uno che è passato alla storia per avere mandato a quel paese il commissario della Sanità Enrico Bondi che in quella fase era uno degli uomini più potenti in Italia; non a caso Vicano venne silurato dalla direzione Asl nel giro di poche settimane.

È passato agli annali per quello che si mise di traverso alla nomina a Commissario del generale della Guardia di Finanza Vincenzo Suppa e non mollò finché il giudice non minacciò di far intervenire i carabinieri per restituire a Vicano la sua scrivania.

La mission impossible del Segretario Luca Fantini è tutta in questa sintesi da raggiungere. Tenere dentro tutto. Il rischio è che tutto sia troppo più che impossibile.

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