Buschini: «La mia agenda non è vuota ma è green»

di Mauro BUSCHINI
Assessore Regionale
All’Ambiente

 

 

Gentile Direttore,

ho letto le sue osservazioni politiche traendone motivo di riflessione e la ringrazio per gli stimoli offerti ad un confronto che spero sia, nella dialettica del rispetto, proficuo per tutti noi. (leggi qui ‘L’agenda vuota della politica’ )

 

Mi astengo dal commentare le sue considerazioni e mi auguro possano esservi occasioni di approfondimento.

 

Vorrei segnalarle, tuttavia, che l’agenda del governo regionale, per la riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti del Lazio, non è vuota e anzi, ha registrato molte novità e altre ne potrà conseguire nei prossimi mesi.

 

Soltanto ricordo che questa amministrazione regionale ha chiuso la più grande discarica d’Europa (Malagrotta), che ha cancellato due inceneritori precedentemente previsti nel Piano Regionale (Malagrotta e Albano Laziale), che ha portato, grazie a 120 milioni di euro di contributi a fondo perduto, erogati ai comuni nell’ultimo triennio, la raccolta differenziata dal 18% al 41% e che, infine, ha conseguito il risultato di inviare tutti, ma proprio tutti i rifiuti indifferenziati al trattamento meccanico-biologico per evitare che fossero smaltiti “tal quali”, come avveniva prima del 2013.

 

Questa è stata la base su cui abbiamo poggiato le fondamenta di quella che vogliamo essere una “svolta green” nella gestione dei rifiuti laziali. Da settembre prossimo e in tre anni, daremo altri 58 milioni di euro ai comuni con i bandi della Regione presentati lo scorso giovedì per diffondere il compostaggio domestico e di comunità ed anche per realizzare centri di raccolta e isole ecologiche, il tutto a supporto di una raccolta differenziata sempre più capillare ed efficace i cui benefici, oltre che ambientali, dovranno essere percepiti dai cittadini secondo il principio “meno inquini, meno paghi”.

 

L’iniziativa ha destato interesse ed entusiasmo tra i circa 500 amministratori che hanno accolto il nostro invito alla presentazione dei bandi.

 

Confido fortemente che tutti i comuni della Ciociaria presentino progetti, finanziabili al 100% a fondo perduto, perché i vantaggi economici che potranno venirne per tutti i cittadini sono formidabili (meno 15% sulla tariffa che tutti paghiamo) e può cambiare l’organizzazione dei servizi di igiene urbana, anche con positivi riverberi sul decoro dei nostri paesi, sulla loro pulizia e capacità di accoglienza.

 

Insieme a questo, con il Presidente Zingaretti condividiamo l’urgenza di trasformare gli impianti TMB, come quello di Colfelice, in apparati industriali vocati al recupero di materie riciclabili estratte dai rifiuti indifferenziati. Nell’ultimo scorcio di legislatura, dedicheremo a questo il massimo sforzo con l’intenzione, dichiarata, di trasformare gli impianti TMB in modo che non siano più, come oggi accade, alimentatori di inceneritori e discariche.

 

Potrei dilungarmi sulle iniziative assunte per mitigare gli effetti delle immissioni in atmosfera di gas climalteranti o sulle bonifiche come sulle politiche per i parchi, ma ne avremo occasione in altri momenti.

 

Una cosa è certamente condivisibile: per la provincia di Frosinone serve una progettualità di spessore, una vision di qualità e un ruolo proiettato al futuro. La ricerca è aperta e non deve fermarsi, ma certo è vero che servono, ancor più, azioni concrete e coerenti sulle frontiere dell’innovazione e del progresso.

 

Se, come ci dice l’Unione Europea ed ogni “futurologo” vivente, la prospettiva è quella dell’economia circolare, contrapposta all’economia lineare (estrai risorse, consumale, gettale) dell’ultimo secolo, mi lasci sperare che la provincia di Frosinone, unica in Italia, possa essere quella nella quale i rifiuti organici, raccolti differenziati, vengono trattati nelle case e nei paesi per diventare compost, cioè un fertilizzante naturale da impiegare nei giardini come nei parchi. Evitando di spedire a lunghe distanze e a costi esorbitanti, una risorsa che possiamo trattenere sul territorio traendone benefici ecologici, economici e sociali.

 

Ecco, segnalarci sulla scena nazionale ed europea per essere la provincia che ha più diffuso la pratica dell’autocompostaggio, sarebbe una di quelle buone pratiche dell’economia circolare che farebbero parlare bene di noi, accreditarci con un “marchio verde” ed attrarre interesse.

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