L’enfant Macron (di L.Marziale)

Lucio Marziale

Idee Controcorrente

di Lucio MARZIALE
Opinionista
Controcorrente

 

 

Emanuel Macron è nato nel 1977.

In quell’anno, sindaco di Frosinone era Paolo Pesci, a Cassino governava Francesco Gigante. L’Università di Cassino sarebbe stata istituita appena due anni dopo, nel 1979. Il Frosinone Calcio era in Quarta Serie, classificandosi secondo dietro ai rivali storici del Latina, nonostante i venti gol del bomber Santarelli. La Nazionale italiana si preparava a raggiungere le finali del Mundial in Argentina

Il primo dato è questo: l’età.

Macron non ha un Partito alle spalle: ha fondato nell’aprile del 2016, quindi appena l’anno scorso, il suo movimento En Marche, ha raccolto da donazioni private 3,7 milioni di euro e si è candidato da indipendente alle elezioni presidenziali francesi.

Il secondo dato è questo: è un civico.

In Francia votano 47 milioni di persone, la partecipazione al voto è stata massiccia e capillare. Siamo nel cuore della civiltà politica europea, quindi mondiale. E i due grandi partiti storici, quello Socialista e quello Gollista, per la prima volta nella storia, sono entrambi fuori dai giochi per la elezione del Presidente della Repubblica francese.

Il terzo dato è questo: una nuova rappresentanza politica.

Macron ha studiato presso la prestigiosa Ena (École nationale d’administration), la fucina dei cervelli della politica e della alta amministrazione dello Stato francese. Ed ha lavorato con brillanti risultati -anche personali- presso la Banca Rotschild.

Il quarto dato è questo: studio, impegno, valore personale.

Macron è stato l’unico candidato a parlare di necessità e di valore dell’ Europa, e dei valori fondanti e caratterizzanti l’Europa. Si ritrova al ballottaggio in una Francia investita da mesi e mesi di attacchi sanguinari e devastanti da parte del terrorismo islamico.

Il quinto dato è questo: fiducia e speranza nei valori europei.

Nel suo primo discorso da candidato al ballottaggio ha rimarcato la necessità del cambiamento, dicendo ai francesi “siete questo viso del rinnovamento, il viso della speranza che voglio far vincere”.

Il sesto dato è questo: la gente sembra volere coltivare speranza e fiducia, proprio nel momento in cui sembrano prevalere paura e disincanto.

Adesso si attende il ballottaggio, lo scontro fra due visioni diverse e contrapposte non solo della Francia, ma della vita e della politica.

Nel 2002 la Francia bocciò il papà di Marine: il vecchio leone Jean Marie Le Pen venne sconfitto nettamente dall’allora Presidente uscente Jacques Chirac.

Ma era un’altra epoca, vigevano altri meccanismi decisionali, fondati sulla appartenenza partitica, oggi dissoltisi in maniera plateale.

Il 7 maggio sarà tutta un’altra storia, la speranza si batterà contro la paura.

Buon voto alla Francia, buona fortuna all’Europa.

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