Cambiare costa, ecco perché lo dici ma non lo fai mai

Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

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di MARIA RITA SCAPPATICCI
Psicologa e blogger

 

La speranza più grande per un uomo è che qualcosa possa cambiare e si renda migliore.
Il lavoro, la casa, una relazione, una situazione scomoda. Sarà la frase più pronunciata nelle prossime settimane e l’auspicio di molti allo scoccare del nuovo anno: un nuovo inizio.

Quando siamo arrabbiati, ancora di più ci sentiamo predisposti a volere un cambiamento radicale. A mescolare le carte e ricominciare. E ci facciamo tante promesse, ci riempiamo la mente di parole, belle frasi, fantastici propositi per una nuova vita. Ma poi puntualmente, scomparsa la rabbia, ci ritroviamo nella stessa posizione, con lo stesso modo di fare e con gli stessi pensieri che facevamo prima, dimenticando di quanto ci era apparso scomodo quell’atteggiamento. Ci sentiamo stanchi di qualcosa ma, tutto sommato, un paio d’ore di lamentele quotidiane riescono a placare la tristezza della routine che ci dispiace ma facciamo fatica ad abbandonare.

Se ragioniamo in questi termini siamo noi stessi a mettere un freno alle cose che desideriamo. E, forse, più che cambiare, vogliamo renderci passivi e crogiolarci su quanto è ingiusta la vita e quante sciagure si sono abbattute in passato sulla nostra testa.

Cambiare è un’altra cosa.

Costa fatica, sacrifici, voglia di mettersi in gioco e ricominciare. Significa darsi un’opportunità che non busserà mai alla nostra porta mentre siamo comodamente in attesa sul nostro divano.

Cambiare davvero significa riedificare i nostri schemi mentali, il nostro stile, dare spazio a nuovi pensieri e rappresenta un dispendio di energie non indifferente.

Per questo molte persone rinunciano, pur continuando a lamentarsi di qualcosa che non va. O peggio ancora attribuiscono un potere estremo alle cose esterne che impediscono il cambiamento.

Siamo noi i responsabili della nostra vita. Ognuno di noi ha possibilità di scelta e di dirigere le attenzioni verso qualcosa. Sta a noi scegliere se continuare a vivere nell’inganno che ci autoinfliggiamo oppure ruotare la rotta e avviarsi verso ciò che davvero vogliamo si realizzi.

La fortuna sfacciata del Gastone disneyano non esiste. E continuare a sperare che arrivi come unico modo per essere migliori è solo un’illusione che alimenta il nostro cervello e lo nasconde dalle responsabilità.

Essere inermi convincendosi che siamo in balia degli altri lascia andare i nostri pensieri all’incapacità di agire e si sa il nostro cervello ci mette poco ad abituarsi alle comodità.

Ma quanta fatica costa cambiare davvero? Un’enorme salto nel buio dell’ignoto che fa paura e ci ritrae al minimo passo falso. Eppure è il miglior modo di essere.

Quante cose non sapete di voi stessi. E ciò che sapete lo avete appreso proprio in una situazione strana rispetto alla normalità. Ebbene è questo il giusto modo per fronteggiare quello che non ci sta bene.

Bisogna volerlo davvero, bisogna essere pronti e ci vuole una bella dose di consapevolezza e autodeterminazione.

Continuare a fare le stesse cose ci mette al riparo, ci dà la tranquillità di non esporsi al rischio.

Ma permettetemi di dire: quanta materia grigia persa!

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