Perché devi imparare anche a stare solo (di M.R.Scappaticci)

Maria Rita Scappaticci

Psicologa e blogger

Non si può stare bene con gli altri se prima non si impara a stare bene da soli”.

Una frase frequente, un banale eco che risuona nelle raccolte più famose di aforismi. Un consiglio, per alcuni, una metafora della vita poco chiara fino in fondo per farne un modus vivendi.

Privacy ed intimità nel mondo moderno fanno fatica ad emergere, inficiati dalla costante ricerca della relazione, dalla chiacchiera e dalla condivisione ossessiva.

E chi non partecipa è sotto l’occhio vigile ed inquisitorio della massa.

I solitari fanno paura, sono temuti perché non amano sempre la confusione o stare al centro dell’attenzione ma sanno stare anche da soli quando ne sentono il bisogno.

E allora cosa può significare che devo imparare a stare da solo per stare bene con gli altri se ho “bisogno” di stare sempre con tutti?

Esistono alcune persone che hanno necessità di ricavarsi attimi privati, intimi, di raccolta di idee sulle quali nessuno può entrarvi, perché poco chiare a chi le prova.

Si ha voglia di fare chiarezza sul proprio modo di essere, di pensare in privato e di capire di cosa davvero si ha bisogno e l’obiettivo da raggiungere. In questo modo si fa luce e si rende all’altro un’immagine ottimale del nostro vivere, senza timori e senza interferenze che possono minare la relazione stessa.

La solitudine, non è solo la privazione di socialità e lieti momenti conviviali. La solitudine ci permette un contatto con noi stessi intimo ed unico che vale la pena percorrere per conquistare il nostro volto migliore.

Chi non sa sperimentare questo stato di grazia gratuita, spesso, ha paura di ciò che potrebbe scoprire e colma dei vuoti che si porta dentro, a discapito dell’altro incontrato sulla propria strada.

Non ha scelto sulla base di propri desideri ma solo sulla necessità di evitare di stare solo.
Chi sa affrontare la solitudine con se stesso non si accontenta. Pretende e va alla ricerca della migliore scelta che possa fare e non teme il rifiuto perché ha ben chiaro cosa vuole ottenere.
E non parliamo di chi sceglie di rinchiudersi in se stesso per sempre ed evita qualsiasi contatto con gli altri.

Ci riferiamo a chi, di tanto in tanto, si chiede su di sé e va alla ricerca di parti inesplorate della sua identità alle quali solo egli steso può dare risposta. A chi, accanto ad una bella cena con gli amici, ogni tanto si prende del tempo per decidere. A chi, a volte, rinuncia, alla solita chiacchierata riempi tempo, per dedicarsi a parlare dei suoi ideali e di cosa può fare per ottenerli.

Non si possono raggiungere grandi mete se non si parte dalla propria base e ognuno ne ha una diversa che non può essere copiata da chi ci sta intorno.

E per capire cosa vogliamo, abbiamo bisogno di avere il nostro tempo. Per evitare di riempire degli spazi ma per erigere un bel trono a chi ci sarà vicino.

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