Auguri. Si ma perché? Meno male che Maria si è fidata

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Perché ci facciamo gli auguri? È il segno della speranza. La strada da percorrere per salvare questo nostro mondo. Senza paure. Se Maria ne avesse avute e non si fosse fidata...

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

… lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia (Luca 2, 6-20)

Perché ci diamo gli auguri a Natale? Lo facciamo tutti, credenti e non credenti. Lo si può capire per i cristiani che celebrano il mistero dell’Incarnazione del loro signore Gesù Cristo, ma gli altri?

È soltanto una tradizione? Un prorompere di affetti, un desiderio di essere più buoni? Nostalgia dell’infanzia? No, non è soltanto questo: in quel bambino ciascuno di noi si identifica perché tutti siamo stati nelle sue condizioni. Tutti siamo stati affidati a qualcuno che ha avuto cura di noi, può essere stata nostra madre, o un’infermiera, o una suora di un brefotrofio. Se quelle persone non ci fossero state saremmo morti, abbandonati.

La cura delle persone attorno a noi ci ha salvati, ci ha consentito di crescere. di maturare, di essere quello che siamo. Noi viviamo perché altri si sono presi cura di noi, ci hanno avvolti in fasce e deposti nella mangiatoia.

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Quel bimbo nel presepe è dato a tutti, credenti e non credenti, è il segno della speranza, è l’augurio per tutti noi che ci sia qualcuno che si prenda cura di noi quando saremo nel bisogno e soprattutto è l’augurio che siamo disposti a prenderci cura degli altri.

È la cura la strada da percorrere per salvare questo nostro mondo, il preoccuparci degli altri, l’aver cura gli uni degli altri come fece Maria con quel fagottino che pure era il Figlio dell’Altissimo e che ha voluto condividere la nostra stessa sorte, essere affidati alla cura degli altri.

Maria e Giuseppe non ebbero paura di lasciare la loro terra per proteggere quel bambino dalle minacce di Erode. Anche in questo dobbiamo seguire Gesù, il saperci affidare e l’aver cura ci scostano dai nostri pregiudizi, dalle nostre fisime, dalle nostre paure.

Se Maria avesse avuto paura, se non si fosse fidata, avrebbe detto di no all’angelo. Il suo sì è invece l’espressione del coraggio e della fiducia nel futuro che ogni bambino esprime con la sua semplice esistenza.

Auguriamoci di avere il suo stesso coraggio e la sua stessa speranza.

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