I frammenti di Scelza, il pittore che visse due volte (CulturE)

La location della Villa Comunale di Frosinone si presenta piena di volti che contribuiscono a scrivere le pagine della storia dell’arte: pittori, scultori, architetti, fotografi, critici d’arte, intellettuali, giovani.

Hai la sensazione che la villa sia troppo piccola, non sai trovare una mattonella dove i tuoi piedi non si urtano. Uno ‘scusi‘ nella ressa è il filo conduttore delle conversazioni.

Gli inediti di Italo Scelza‘ è la ragione per cui la Villa si è trasformata nel tempio dell’arte. Per rendere omaggio ad uno dei mostri sacri dell’arte contemporanea, che scelse la Ciociaria come sua seconda patria.

Un’antologica che ripercorre la sua lunga carriera, con frammenti ritrovati nel suo studio, che narrano e contribuiscono a studiare l’artista. Fotografie, bozzetti, scritti, i pennelli, i tubetti dei suoi colori… L’arte rende eterni e nelle sale senti vibrare l’anima dell’artista, che della memoria storica fu l’interprete.

Una mostra che ti fa viaggiare nella storia. Perché Scelza è l’artista che dipinse lo sgomento dell’uomo davanti alle trasformazioni industriali, le alienazioni, ma raccontò anche le macerie, i morti, il dolore del disastro dell’80 in Irpinia, che cancellava le vite.

Una mostra da visitare in punta di piedi e farsi catturare ogni particella del corpo. Devi entrare dentro ogni ‘cosa esposta‘. Una calamita invisibile ti attrae, un filo di lana invisibile ti lega, senti vibrare un mixer di emozioni.

Narrare il vernissage significa narrare i tanti occhi lucidi che con i loro ricordi descrivevano l’uomo e l’artista. A far gli onori di casa (fino al 29 giugno è possibile visitare la mostra) è l’instancabile Alfio Borghese, il direttore della rassegna di arte visiva moderna e contemporanea. Ci sono gli eredi, i figli, ma anche Lei: la moglie, la compagna di una vita, perché accanto ai grandi uomini c’è sempre una donna eccezionale.

All’inaugurazione ci sono stati i saluti istituzionali degli assessori compunali Gianpiero Fabrizi e Rossella Testa. E poi l’intervento must di Marcello Carlino. Ma soprattutto tante voci: come non citare quella del senatore Massimo Struffi che sembra prendere metaforicamente sotto braccio Italo Scelza e ti conduce in una passeggiata della memoria, in cui è protagonista anche Giuseppe Bonaviri, lo scrittore siciliano, ma ciociaro d’ adozione, candidato al nobel della letteratura. Fernando Rea ti trascina all’ epoca del ‘gruppo dei cinque‘ il movimento fondato insieme ad Adolfo Loreti, Federico Gismondi, Emanuele Floridia.

Baciati dalla fortuna, diciamolo, i giovani artisti del Liceo Bracaglia, che espongono in questi giorni alla villa al piano di sotto.

Benvenuti in un’esplosione di arte.

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