Allo “Stirpe” l’esordio del neo tecnico Grosso

Dopo la sosta, i canarini venerdì tornano in campo guidati dall’allenatore abruzzese che ha sostituito Nesta. I giallazzurri sono attesi da una prova di carattere e devono provare a sfatare il tabù-interno (tra le mura amiche non vincono dal 5 dicembre scorso).

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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È la “prima” di Fabio Grosso sulla panchina del Frosinone dopo la scossa voluta dal presidente Maurizio Stirpe e l’esonero di Alessandro Nesta. Basterebbe forse questo per presentare la sfida di venerdì pomeriggio allo “Stirpe” contro la Reggiana. Ma, ad 8 giornate dalla fine e con un campionato ancora tutto da giocare, sarebbe riduttivo limitarsi all’esordio del neo tecnico.

In palio infatti ci sono 3 punti pesantissimi in un finale di stagione che si preannuncia come al solito molto incerto. Il Frosinone, reduce da 1 punto nelle ultime 3 gare, deve rialzare la testa e muovere la classifica. Fermi a quota 38, a -6 dai playoff e a +9 dai playout, i canarini sono chiamati a dare un senso al loro torneo finora deludente.

Fabio Grosso

Inoltre c’è il tabù-Stirpe da sfatare: i giallazzurri non vincono da 9 partite (5 dicembre 3-2 al Chievo) e potrebbero restare senza successi per 10 match interni consecutivi per la prima volta nella loro storia in Serie B. E poi c’è una Reggiana in crisi (2 punti negli ultimi 6 turni) ed in piena lotta per la salvezza che cercherà disperatamente uno scatto. “Mi aspetto una grande risposta”, ha caricato il tecnico emiliano Massimiliano Alvini fresco vincitore della “Panchina d’Oro” di Serie C. 

LA CURA-GROSSO

Il Frosinone arriva al match dopo 10 giorni di lavoro agli ordini dell’allenatore abruzzese. Allenamenti tra l’altro blindati nel ritiro di Ferentino dove la squadra ha potuto ritrovare concentrazione e compattezza. La sfida con la Reggiana quindi rappresenterà già un test per valutare l’operato di Grosso.

Al di là degli aspetti tecnico-tattici, il trainer ha avuto il compito di rigenerare un gruppo apparso fragile e privo di certezze. “Voglio una squadra che abbia energia, coraggio ed entusiasmo – ha detto Grosso nella conferenza stampa di presentazione – Dobbiamo meritarci il sostegno e l’incoraggiamento uscendo dal campo sempre a testa alta. Serve senso di responsabilità perché rappresentiamo un club serio ed una piazza passionale”.

Fabio Grosso

Il neo allenatore vuole un Frosinone agguerrito e soprattutto unito. “La condivisione dei sacrifici è fondamentale. Vince il gruppo e non il modulo – ha affermato Grosso – La rosa è forte ma deve ritrovarsi”. Ci si aspetta quindi un altro Frosinone. Più intraprendente e coraggioso come ha sottolineato Guido Angelozzi: “Con Fabio vogliamo dare una mentalità diversa ed un gioco più propositivo”.  

REBUS-TATTICO

Come sarà il primo Frosinone targato Fabio Grosso? Difficile dirlo considerando che la squadra si è preparata lontana da occhi indiscreti. Di sicuro ci sono le assenze di Baroni, Vettorel, Boloca e Luigi Vitale che mercoledì si è procurato una distrazione muscolare al bicipite femorale della gamba sinistra.

Inoltre Kastanos, reduce dagli impegni con la nazionale cipriota, dovrebbe al massimo andare in panchina. In conferenza Grosso non si è sbilanciato e ha confidato di non dare troppa importanza ai numeri. “Mi piace, come ho detto ai ragazzi al primo allenamento, non stravolgere le situazioni – ha spiegato – Rispetto il lavoro che è stato fatto. Quello che ho detto ai giocatori è che voglio conoscerli meglio, capire le loro potenzialità e come sono capaci di esprimerle”.

Fabio Grosso

Quindi formazione top secret. Facendo un’ipotesi, Grosso potrebbe passare al 4-3-3 suo modulo di riferimento. In porta ovviamente ci sarà Bardi e non si sono dubbi. In difesa i terzini dovrebbero essere Salvi e Zampano con D’Elia sullo sfondo. Al centro più scelta anche se alla fine potrebbero iniziare Brighenti e Ariaudo. A centrocampo Maiello sembra avere il posto assicurato. Al suo fianco Gori e Rohden che ha smaltito l’infortunio al ginocchio. Qualche chance anche per Mattia Vitale (è stato allenato da Grosso alla Primavera della Juve) e Carraro. In attacco probabile tridente con Ciano, Iemmello e Tribuzzi

LA REGGIANA INCEROTTATA

La squadra di Alvini ha finora stentato fuori casa. Solo 10 punti (peggio solo l’Entella con 9) ed è la squadra che ha perso più trasferte, ben 11 sulle 15 giocate finora. Le ultime neopromosse ad aver collezionato più ko nelle prime 15 gare esterne sono state l’Avellino e il Ravenna nel 2007/08 (12 entrambe).

Inoltre scende a Frosinone con diverse assenze come ha detto il tecnico nella conferenza prima di partire alla volta della Ciociaria. “La positività di Siligardi e del diesse Tosi non ci voleva: in campo siamo privi di un giocatore che aveva trovato continuità, è importante per noi e spero di riaverlo presto. Ma abbiamo anche bisogno del supporto del direttore – afferma il trainer – Out anche Gyamfi e Martinelli. Ajeti (uno degli ex insieme ad Ardemagni ndr) è di ritorno dalla nazionale albanese e ci raggiungerà a Frosinone ma chiaramente non potrò impiegarlo. Per quanto riguarda Kargbo è recuperato, Rossi è a mezzo servizio. Da valutare il difensore Yao che ha avuto un problema negli ultimi allenamenti”.

Massimiliano Alvini

A ogni modo dalla squadra mi aspetto una risposta importante, ci siamo allenati bene e tutti dovranno dare il meglio di sé stessi: c’è da fare una prestazione di squadra, voglio vedere una prestazione di forza, chi va in campo domani è in grado di farlo”.

La Reggiana dovrebbe schierarsi con un 4-3-1-2. In porta ci sarà Venturi. La difesa dovrebbe prevedere Libutti, Costa, Rozzio e Yao. A centrocampo il trio Del Pinto, Radrezza e Varone. Dietro le punte Laribi che ha il Frosinone come sua vittima preferita in Serie B. Ha segnato ai giallazzurri 3 reti, compresa la sua ultima doppietta nel torneo cadetto, firmata nel dicembre 2017, con la maglia del Cesena, al Benito Stirpe. In attacco Kargbo e l’ex Ardemagni