Bardi e Dionisi fanno il miracolo, poi il buco in difesa – Le Pagelle (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Terranova, sabato da cestinare: fallisce il 2-0 e si addormenta su Favilli. Il fianco destro fa… male
Bardi e Dionisi fanno il miracolo, poi il buco in difesa
Il portiere salva sui Mignanelli e serve l’assist per il vantaggio. Soddimo, luce accesa e liscio clamoroso

 

Bardi: se non ci fosse stato lui il Frosinone forse nemmeno l’avrebbe pareggiata. Cominciamo da questo concetto fondamentale. Salva un gol fatto su Mignanelli dopo 75′ di spreco e dominio assoluto dei suoi compagni e si prende anche la briga di servire l’assist del vantaggio 70 metri più in là a Dionisi. Poi però arriva l’imponderabile, il pareggio dell’Ascoli con due palloni toccati di testa da altrettanti giocatori avversari a tre metri da lui con la difesa assente ingiustificata. Alla Scuola Calcio se una banda di ragazzini commette un errore del genere la fanno stare in campo fino a mandarla su Chi l’ha Visto.
Voto: 7

 

Terranova: senza avversario gioca una grande partita. Appena Favilli, che non è Hrubesh e nemmeno Gerd Muller o Paolo Rossi, gli mette pressione vera dentro l’area va in tilt come un flipper anni Settanta. La marcatura sul gol nemmeno in Terza Categoria si vede. E sull’1-0 fallisce un rigore in movimento. Il sabato da cestinare.
Voto: 4,5

 

Ariaudo: salva di qua e salva di là nel finale convulso, fa salire quel tanto che basta la difesa in occasione del gol annullato ad Orsolini poi il black-out totale. Un errore a partita c’è sempre, a volte anche due. E magari in settimana si parlerà ancora di dover lavorare per eliminarli, quando mancano 7 partite alla fine sembra una presa in giro.
Voto: 5

 

Russo: il colpo di testa di Perez per Favilli è partito da quella che in linea teorica doveva essere la sua zona di azione. Ma ancora prima l’Ascoli i problemi al Frosinone li aveva creati tutti sul fianco destro dove il difensore campano era lasciato solo.
Voto: 5

 

Fiamozzi: per lui esiste solo la fase offensiva, ormai non serve una conferma. Il resto sembra non debba essere di sua competenza. Nel secondo tempo non aveva fatto i conti con un Ascoli differente, sicuramente meno timoroso. Mignanelli lo capisce e si piazza fisso all’altezza della linea di centrocampo e attacca appena può la profondità. Tutti i guai del Frosinone arrivano da quella parte.
Voto: 5

 

Maiello: le doti tecniche non sono ormai una scoperta. Ma ogni tanto avrebbe bisogno anche di calarsi nella realtà, scendere dal piedistallo e affrontare l’avversario di turno come se fosse l’ultima battaglia della stagione. Gioca da interno destro, poi in cabina di regia e corre il rischio di lasciare due volte il segno: prima spreca un gol fatto mirando le mani di Lanni che era ancora a terra e poi spedisce davanti a Bardi l’esterno Mignanelli con un passaggio sbagliato dal quale scaturisce il contropiede del bianconero fermato miracolosamente da Bardi. Alla somma dei fatti, il suo talento è rimasto lettera mezza morta.
Voto: 5,5

 

Gori: meno di un’ora di assoluta normalità e controllo delle operazioni perché in mezzo al campo la squadra di Aglietti non esiste. Marino lo sostituisce pensando di dare maggiore qualità nella zona nevralgica. Ma  un giocatore in grado di dare quella quantità avrebbe fatto comunque comodo comunque là in mezzo, perché l’Ascoli nella ripresa era sceso in campo con altro tipo di atteggiamento.
Voto: 6

(dal 9′ st Sammarco): con lui in campo si innalza il tasso tecnico ma la battaglia aveva già preso un’altra piega. Qualche secondo prima del pari si vede negare da Lanni il gol del 2-0.
Voto: 5,5

 

Soddimo: una grande partita con la macchia di un gol già fatto, sbagliato perché vuole eccedere nella dimostrazione di essere un giocatore di classe.
Voto: 6

(dal 31′ st Kragl): serve una palla-gol incredibile a Terranova appena entrato, entra bene in partita ma si fa prendere d’infilata anche lui oltre la linea delle palla in quel finale thriller.
Voto: ng

 

Mazzotta: un coltello piantato nel fianco destro dell’Ascoli, serve assist e  palloni-gol ma anche a lui manca il classico punto per fare trentuno. Quinto come Fiamozzi ma praticamente ala di fatto anche se i danni l’Ascoli li combina dalla parte opposta.
Voto: 6

 

Mokulu: spreca in avvio un paio di palloni interessanti (destro morbido e colpo di testa mancato sull’uscita a vuoto di Lanni) poi inizia a prendere confidenza quando comprende che ha il compito di aprire la difesa ascolana con il movimento ad uscire o quello laterale ma nella fase più interessante del match arriva la sostituzione.
Voto: 6

(dal 21′ st Ciofani): anche non al meglio cerca di dare il suo contributo portandosi addosso più bianconeri possibile e spiana la strada al vantaggio firmato da Dionisi. Serve al ‘gemello’ un pallone di platino per il 2-0, palla gentilmente offerta ai tifosi canarini al seguito. In questa fase può dare quello che si vede, cioè solo tanto cuore. E’ sfortunato nell’ultimo assalto dell’Ascoli perché il primo colpo di testa nel tentativo di liberare dal pericolo è il suo. Ma non è bastato perché la difesa canarina la combina grossa.
Voto: 6

 

Dionisi: che dire di un giocatore che firma il gol numero 15 della stagione, che porta in vantaggio la propria squadra, che gioca a tutto campo, che si danna l’anima? Si può dire che con un pizzico di tranquillità in più avrebbe potuto scavalcare nella classifica cannonieri Pazzini. Semplicemente. Spreca l’inverosimile in 95′ – rete del vantaggio a parte – per cercare gol di potenza. Il pallone per lui sembra un nemico e invece sarebbe quasi da accarezzare per mandarlo in porta. E’ un valore ma il lavoro massacrante che si sobbarca in tutte le zone del campo gli annebbiano la vista nei tanti momenti decisivi che gli capitano.
Voto: 6

 

 

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