Gol, difesa ‘saldata’ e pure pallone in tribuna: quelle tre regole per vincere (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

La cosiddetta ‘prestazione’ ormai non può più bastare perché rischia di diventare un alibi
Gol, difesa ‘saldata’ e pure pallone in tribuna: quelle tre regole per vincere
A Bari duello tra attaccanti di primissimo piano. Al Frosinone mancano però i gol oltre… i bomber

 

Regola numero uno per vincere i campionati di tutte le specie: fare un gol più dell’avversario, meglio ancora due se vuoi evitare il ‘coccolone’ in corso d’opera. Regola numero uno-bis: saldare i boccaporti della difesa, possibilmente da un lato all’altro del campo in senso orizzontale. Regola numero uno-bis ex-aequo con le altre due: buttare la palla in tribuna alla bisogna, quindi evitare di giocarla quando meno si addice alla circostanza. Poi c’è tutto il resto. Ogni riferimento, per questa ultima regola, è puramente casuale. Il Frosinone primo in classifica con ampio merito, avrebbe potuto rafforzare le proprie credenziali solo aumentando quel poco che basta il livello di quei tre pre-requisiti. Inutile piangere sul latte versato, non serve alla causa.

 

SOLO LA ‘PRESTAZIONE’ NON BASTA PIU’ – Nemmeno è il caso di continuare a scomodare ancora la parola magica, la cosiddetta ‘prestazione’, che si sente ormai a cadenza fissa nelle dichiarazioni dei protagonisti. Visto che poi aumentano i rimpianti. E il Frosinone oltre a non limare quel famoso saldo negativo di Chiavari con almeno una vittoria in trasferta tra Pisa e Perugia, lascia altri due punti bagnatissimi, stavolta nel fortino di famiglia contro il Cittadella. Il termine ‘prestazione’ è stato sdoganato nel nuovo vocabolario del calcio e qualche volta non si coniuga come dovrebbe, quindi con la vittoria.

E’ lapalissiano che serva per mitigare la delusione di una partita che non ha preso la piega che invece avrebbe dovuto. Abbandonarla nelle dichiarazioni non sarebbe male, affinché non diventi pericoloso alibi in tempi di magra. Abbandonarla invece sul campo, questo no. Perché senza ombra di dubbio il Frosinone è sempre molto bello a vedersi. Anche quando non ottiene il massimo. E questo aspetto può essere un limite se ci si ferma alla sola ‘prestazione’. Bisogna solo che ci si convinca ad unirla ad una bella e corroborante vittoria.

 

LA MIRA DEI GIORNI MIGLIORI – Dionisi e Daniel Ciofani, dieci a testa. Un bel bottino per i due attaccanti. Senza le loro reti il Frosinone capolista soffre perché non riesce mai a chiudere le partite. E’ orfano di gol di tutti gli altri. Dall’inizio del girone di ritorno carta canta: 2 a testa per gli attaccanti,  1 rete di Ariaudo, 1 di Terranova e 1 di Kragl. Sette reti realizzate in 8 partite. Sono poche anche se hanno fruttato 15 punti. Massimo rendimento con il minimo sforzo ma c’è qualcosa che manca all’appello di una capolista. A cominciare dalle reti dei centrocampisti (finora 3 reti di Soddimo, appena 1 di Sammarco) per non considerare la variabile indefinita che poteva dare un giocatore come Paganini che in tribuna lunedi sera ha sofferto 90’ in piedi come un tifoso.

Dionisi (sfortunatissimo nella giocata da campione che ha colto la traversa) e Daniel Ciofani (a volte frettoloso) coppia del gol indiscutibile ma anche per loro vale nel particolare il discorso fatto in generale: la ‘prestazione’ non può più bastare a questo punto della stagione. Bisogna aggiustare la mira perché la giocata c’è. E se, tanto per ricordare, Dionisi vede ad esempio Soddimo ancora una volta lanciato sul binario che porta diretti al gol, ha il dovere di servirgli il pallone e mettere da parte il naturale egoismo dell’attaccante.

 

E’ IL BARI NON IL REAL – Dieci punti di differenza tra il Frosinone e la prossima avversaria nella giornata numero 30, il Bari di Stefano Colantuono. Squadra rivoluzionata dal mercato di gennaio, che ha pagato a Chiavari lo sforzo di una fase ascensionale molto marcata. Al ‘San Nicola’ il Frosinone troverà un avversario in più, i circa 25.000 spettatori attesi per sabato. Non può essere un esame di maturità per una squadra capolista e comunque al vertice da almeno 4 mesi ma è in ogni caso una prova nella quale i giallazzurri avranno la possibilità di ribadire forza e credenziali.

Colantuono ha capito che qualcosa difetta al centro della difesa che sul sintetico ligure lo ha tradito in blocco. Spera di recuperare Brienza mentre c’è già l’okay di Morleo che riprende il posto dopo il ‘fiasco’ di Cassani. Il Frosinone da parte sua avrebbe bisogno di un’impresa per rimettere in sesto il saldo e respingere le idee bellicose di Spal (in casa con il Cesena), Verona (in casa con l’Ascoli) e Benevento (in casa con l’Entella). Infine sfida incrociata tra Dionisi e Ciofani da una parte e Floro Flores dall’altra. Colpi in canna. E basta ricordarsi di quelle tre regolette…

 

Foto: copyright Mario Salati per gentile concessione

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