Il Frosinone torna in campo. Attenti alla trappola-Di Carlo

Dopo la mini-sosta, riprende il campionato. I giallazzurri di scena a Vicenza contro la squadra guidata dal tecnico cassinate. Nesta recupera quasi tutti i giocatori che erano stati contagiati dal covid ma deve valutare la loro condizione fisica. Il neo acquisto Millico verso il debutto dal 1’ nel 4-3-3

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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Spento il focolaio-covid, bisogna riaccendere la scintilla per riprendere la corsa in campionato dopo la mini-sosta invernale. Se il Frosinone ha affrontato l’emergenza-virus a testa alta e petto in fuori, è chiaro che mancano punti in classifica. I giallazzurri, scesi all’ottavo posto a 25, devono recuperare il terreno perduto. Nelle ultime quattro gare infatti solo 2 pareggi ed altrettante sconfitte. Venerdì nell’anticipo delle 21 a Vicenza serve uno squillo per rimettersi in carreggiata considerando anche che Nesta e soci hanno una partita in meno (la sfida col Pisa). Sulla strada un ostacolo ostico: il Vicenza, allenato dal cassinate Mimmo Di Carlo, e reduce dal colpaccio di Brescia.

Rebus-condizione fisica

La partita del 2017

Il Frosinone recupera tutti o quasi gli effettivi. Out i lungodegenti  Luciani e Baroni oltre che Ciano. Non convocati neppure Capuano e Volpe che hanno superato il covid ma non sono al meglio.

Tuttavia c’è l’incognita relativa alla tenuta atletica di quei giocatori reduci dal coronavirus. “Abbiamo avuto i rientri del primo gruppo e loro sono più avanti nella condizione – spiega Nesta durante la conferenza stampa – Altri sono un po’ indietro. Dopo 13-14 giorni di isolamento hanno solo 2-3 allenamenti nelle gambe. Per cui ci servirà qualche settimana per riportare tutti allo stesso livello”.

Insomma le scelte saranno condizionate. Così come il modulo. “Valuteremo bene dopo l’ultimo allenamento come stanno reagendo i ragazzi che erano stati fermi – continua il tecnico – In base a quanto emergerà decideremo. Un’idea comunque c’è. Abbiamo due moduli, possiamo iniziare in un modo e finire in un altro”.

Filtra poco, ma Nesta potrebbe andare avanti con il 4-3-3 utilizzato nelle ultime gare. Bardi dovrebbe riprendere il suo posto tra i pali. In difesa Salvi e Beghetto o Zampano sono destinati al ruolo di terzini. Al centro l’ex Brighenti e Syziminski a meno che Nesta non voglia rischiare uno tra Ariaudo e Curado. A centrocampo Gori, Maiello e Kastanos dietro un tridente composto da Tribuzzi, Novakovich o Parzyszek e Millico che potrebbe esordire. (Leggi qui Rabone, estro, tiri ad effetto: Millico vuole prendersi il Frosinone).

Nesta è sibillino: “Dobbiamo sempre vedere come stanno tutti. Comunque è un giocatore che ci dà diverse soluzioni: è veloce, salta l’uomo, un ottimo arrivo in definitiva”.

Una vita da mediano

L’allenatore cassinate Mimmo Di Carlo

Il Vicenza, tornato in Serie B in questa stagione, è una matricola solo di nome ma è un club dalla storia prestigiosa con una Coppa Italia in bacheca, 39 campionati di Serie A (seconda nel 1977-78) ed una semifinale di Coppa delle Coppe. Hanno vestito la maglia biancorossa campioni del calibro di Romeo Menti (al quale è intitolato lo stadio), Luis Vinicio, Sergio Campana, i Palloni d’Oro Paolo Rossi e Roberto Baggio, Massimo Briaschi e Marcelo Otero.

Tra i protagonisti della storia del Vicenza c’è proprio Mimmo Di Carlo che prima da calciatore e poi da allenatore ha legato a filo doppio il suo nome alle vicende del club veneto. Di Carlo, 268 presenze e 9 reti, ha vinto la Coppa Italia nel 1996-97 ed era in campo nella famosa semifinale di Coppa delle Coppe nell’anno seguente contro il Chelsea di Vialli e Zola. E la stagione scorsa da allenatore ha riportato il Vicenza tra i cadetti.

Nato a Cassino 56 anni fa, ha iniziato a giocare proprio nella città d’origine. Da anni è vicentino d’adozione anche se il legame con Cassino non si è mai spezzato. Per Mimmo di sicuro sarà non sarà una partita come le altre. 

Un Vicenza battagliero

Il Vicenza in casa finora ha fatto 8 punti

Diciannove punti in 16 partite (il derby con il Chievo da recuperare) sono un bottino che pone i veneti ai margini della zona rossa. L’analisi del cammino del Vicenza rivela che in casa è tra le peggiori formazioni della serie B con 8 punti (come la Reggiana, peggio solo Entella con 7 e Cosenza con 5) frutto di 1 vittoria, 5 pareggi e 1 sconfitta. Meglio in trasferta dove ha conquistato 11 punti (3 successi, 2 pareggi e 4 ko).

Rispetto al Frosinone ha segnato di più (23 reti contro 17). Tra l’altro solo una volta nella sua storia la squadra ciociara ne aveva realizzati meno a questo punto della stagione: 16, nel 2010/11, unico torneo in cui era poi retrocessa. Discorso diverso per la difesa: il Vicenza ha subito un maggior numero di gol (23 contro 16).

I veneti incassano reti da 18 partite casalinghe di campionato (è la serie più lunga per la Serie B). Di Carlo schiera suoi con il 4-4-2 o il 4-3-1-2, disegnato nella vittoriosa gara di Brescia.

Contro il Frosinone dovrebbe essere confermata la squadra con Giacomelli dietro le due punte (Meggiorini ed uno tra Marotta, Jallow e Gori). In porta ci sarà Grandi con Cappelletti o Bruscagin a destra, Barlocco sul fronte opposto e al centro il duo Padella-Pasini. In mediana il terzetto dovrebbe essere composto da Da Riva (giocatore più giovane ad aver firmato almeno 3 gol in questo campionato), Rigoni e Cinelli, ciociaro d’origine (la famiglia è di Monte San Giovanni Campano).

Nesta mette in guardia sul Vicenza. “Mi aspetto una partita ‘fastidiosa’ contro un avversario che ha un grande spirito – avverte l’allenatore – Abbiamo visto la partita di Brescia, dove la differenza l’ha fatta proprio la voglia che hanno messo in campo. Sarà una partita difficile anche per il momento che viviamo però sono convinto che possiamo giocarci tutte le carte che abbiamo”.

La fiducia di Mimmo Di Carlo

Mimmo Di Carlo durante la conferenza stampa

Di Carlo si è presentato in conferenza stampa sorridente ed ottimista. “Stiamo molto bene dopo la vittoria di Brescia arrivata con una prova di maturità e grazie ad una partita gestita con il giusto atteggiamento – afferma il tecnico del Vicenza – Inoltre cominciamo a recuperare qualche giocatore, saranno i nostri primi acquisti di gennaio”. Il successo al “Rigamonti” è stato il punto di partenza? “Tutti hanno messo qualcosa in più e domani con il Frosinone dovremo fare la stessa cosa – continua Di Carlo – A Brescia abbiamo espresso nel migliore dei modi il nostro potenziale. Ci sono state tante cose positive ma bisogna tenere i piedi per terra perché venerdì ci sarà un’altra battaglia che però affronteremo con più fiducia e consapevolezza”. Mimmo Di Carlo gioca in anticipo la sfida. “Se il Frosinone si presenterà con il 4-3-3 sarà molto chiuso ma ha anche la capacità di attaccare con più uomini – sostiene – Dovremo fare una partita disciplinata. Compatti ma anche aggressivi e coraggiosi. Vogliamo riscattare l’ultima sconfitta subita in casa (0-1 contro l’Entella ndr)”.

L’ultima volta firmata da Eder

Tutte le sfide tra Vicenza e Frosinone in Serie B si sono giocate negli anni 2000. Sei vittorie per i veneti, 5 per i ciociari (compresa l’ultima) e 3 pareggi. Dopo aver tenuto la porta inviolata in 6 dei primi nove precedenti con il Frosinone tra i cadetti, il Vicenza ha subito almeno 1 gol in tutti gli ultimi 5 (2 reti di media a match). 

Il Frosinone non vince sul campo del Vicenza da maggio 2009 (1-0, rete di Eder). Da allora 3 sconfitte e 1 pareggio, nel match più recente, in Serie B. 

Verso il giro di boa

Alessandro Nesta

Ad una giornata dalla fine del girone d’andata Nesta traccia un primo bilancio. Si ritiene moderatamente soddisfatto. “Ci sono stati degli alti e dei bassi come d’altronde è capitato alle avversarie ma mi ritengo soddisfatto – afferma il trainer – Siamo rimasti sulla scia delle prime, ultimamente abbiamo perso qualche punto anche per i problemi che sappiamo. Però siamo rimasti in corsa”.

Poi Nesta allarga il campo all’intero campionato. Un torneo molto equilibrato e condizionato dal covid e dalla mancanza dei tifosi che in alcuni stadi si fa sentire. Lo “Stirpe” è uno di questi.

Giochiamo un calcio diverso proprio perché non c’è il pubblico – conviene il trainer – Ci siamo abituati, è vero. Ma le partite sono più lente, la concentrazione è diversa e il pubblico manca a tutti. E poi non dimentichiamo che il nostro lavoro rientra nell’intrattenimento delle persone dentro uno stadio. Se non ci sono i tifosi ha davvero poco senso”.