Il ‘Benito Stirpe’ pronto ad aprile, intitolazione a fine mese

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

La struttura vince anche la prova della Galleria del Vento: il club ha voluto un impianto ad alto profilo di sicurezza
Il ‘Benito Stirpe’ pronto ad aprile, intitolazione a fine mese
Il presidente Maurizio Stirpe, l’avvocato ceci e l’ingegner Vellucci relazionano sullo… stadio di avanzamento

 

Un’ora di conferenza stampa nella sala del Comunale. Il presidente Maurizio Stirpe al centro, l’avvocato Aldo Ceci alla sua destra e il dg Ernesto Salvini a sinistra. Presente anche l’ingegner Vellucci in rappresentanza delle imprese che operano sulla nascitura struttura.

Sul piatto di questo venerdì che prelude alla ripresa del campionato, due ‘step’ distinti e separati tra loro, come da tradizione ormai consolidata nelle conferenze stampa del massimo dirigente giallazzurro che aveva parlato l’ultima volta lo scorso 8 novembre. Allora durò esattamente novanta minuti. Questa volta l’arbitro – e sì perché c’era anche l’ex arbitro internazionale Carlo Longhi delegato da Coni e Lega  per l’impiantistica sportive – ha fischiato  mezz’ora prima. Due tempi per nulla uguali tra loro: 39′ e 34″ il primo, poco più di 20’ il secondo. Ironia a parte, Stirpe ha toccato tutti i temi.

Partendo dallo stadio. E dalle ultime novità. Stirpe detta l’agenda della mattinata, così come previsto: «Vi ringrazio innanzitutto della vostra presenza – si rivolge ai cronisti – in questo appuntamento che è ormai diventato il luogo dove possiamo darvi conto su tutte le vicende del Frosinone. La conferenza la divideremo in due parti: la questione riguardante la nascitura struttura e i fatti più vicino al campo».

Ed eccoci alle cose da… stadio, mentre nella parte frontale del tavolo dei relatori si intravede un plastico coperto da un telo. E’ lui, il modellino del ‘Benito Stirpe’ «Sul tema del nuovo impianto – riprende Stirpe -, il Comune in questi giorni ha deciso di intraprendere i passaggi ufficiali relativi alla intitolazione della struttura a Benito Stirpe nel prossimo consiglio comunale – esordisce Stirpe -. E ci sarà il momento in cui la struttura avrà il suo nome. Posso dire che rispetto al precedente cronoprogramma non ci saranno particolari variazioni. La parte delle grandi opere potrà terminare tra il 10 e il 20 marzo, come ci è stato detto dalla imprese costruttrici. La parte dell’impiantistica avrà delle partenze differenti: su una parte si potrà lavorare durante la fase concernente le cosiddette ‘grandi opere’, sull’altra ci si dovrà necessariamente agganciare al termine delle opere strutturali. Comunque non sono lavori notevoli. Anche perché a quel punto ci dovremo mettere di nuovo le mani per installare nel ‘Benito Stirpe’ quella parte che abbiamo in dotazione nell’attuale impianto. Ritengo che entro la fine del mese di aprile sarà pronta il 90% della struttura».

«Non ci sono temi che non abbiamo lasciato incompleti – prosegue Stirpe -. Tutte le imprese sono in pista, abbiamo affidato tutti i lavori. Ma su questa parte sarà più particolareggiato l’ingegner Vellucci (coordinatore delle imprese). Ci sono tutte le condizioni per rispettare i tempi e i modi. E mi piacerebbe – aggiunge Stirpe – che la prossima conferenza stampa si svolgesse nel nuovo stadio. Così mi auguro di potervi presentare la caratteristiche vere dell’impianto che finora abbiamo visto solo dai rendering».

La parola passa all’avvocato Ceci. Sembra di essere per un attimo nel salotto buono di Bruno Vespa, a ‘Porta a Porta’. Il re dei plastici. Il legale chiede di alzare il telo che avvolge un modello tridimensionale di quello che sarà, anzi è già il ‘Benito Stirpe’. «Questo che vedete esposto è un modello realizzato al Politecncico di Milano ed analizzato nella Galleria del Vento. Questo per darvi un’idea plastica di quello che sarà il nuovo impianto. E’ servito per avere un modello fisico del quale vi parlerà l’ingegner Vellucci».

Nello stesso momento iniziano a scorrere le ‘slides’ a video mentre la parola passa il professionista che rappresenta un gruppo di strutturisti: «Bisogna dire che non tutti i fenomeni fisici sono codificati nelle norme generali che regolano il nostro lavoro. Ogni sito ha la sua specificità, soprattutto quando ci si trova di fronte ad uno stadio. Debbo dire che rispondendo anche alle richieste che ci sono pervenute dal presidente Stirpe, abbiamo ottenuto il massimo della sicurezza. Questo modello esprime il massimo. Grazie ad una prova in Galleria del Vento durata un giorno. Per farvi un esempio – prosegue l’ingegner Vellucci – al Politecnico c’erano ancora i modelli dello stadio di Torino e di Milano. Adesso sono stati soppiantati dai modelli degli impianti di Dubai e lo stadio degli Emirati Arabi. Ecco, si è fatto il massimo: valutare la sicurezza in base ai dei modelli fisici in scala ridotta procurati in Galleria del Vento. E questo è servito sia per validare i nostri progetti e sia per affinarli».

Questa è una perla nel lavoro che porrà il ‘Benito Stirpe’ all’avanguardia mondiale in fatto di stadi di calcio: «Tutto ciò – dice ancora l’ingegner Vellucci mentre continuano a scorrere le immagini del cantiere – non costituisce obbligo di legge ma è tutto legato alla esperienza del progettista ed alla sensibilità del committente. Grazie a quella simulazione in Galleria del Vento siamo stati capaci di accertare il numero e il peso dei pannelli di copertura da apporre nelle singole parti dello stadio in funzione dell’esposizione al vento. L’analisi che si riesce a compiere è estremamente raffinata».

Riprende la parola l’avvocato Ceci. Che fa un collegamento con il passato recente: «Se possiamo fare una ‘chiusa’ dell’intervento dell’ingegner Vellucci diciamo che vogliamo passare dalla immagine della tribuna del Casaleno crollata per la neve di 5 anni fa a questa immagine di una struttura altamente innovativa».

«Le autorizzazioni – prosegue il legale – le abbiamo completate, ne manca solo una del Genio Civile che attiene in maniera specifica all’adeguamento statico ma si tratta di lavori abbastanza lievi. Vorrei anche ringraziare l’ingegner Longhi che ringraziamo per la collaborazione: abbiamo ricevuto l’autorizzazione da parte del Coni. Che ci ha permesso di attivare la pratica per la concessione del mutuo presso il Credito Sportivo per avere i fondi necessari per il completamento dell’opera».

L’avvocato divide il lavoro sull’impianto da parte delle Ditte impegnate in 5 fasi distinte tra di loro. Lavori, ci tiene a specificare, ampiamente coperti dalla società giallazzurra. «Per quanto riguarda il campo di gioco, manca solo il manto. Che è stato coltivato preventivamente. Va solo impiantato, se ne occuperà la Green House di Di Carlo. Dovrà venire a posizionarlo. E se non è stato fatto finora è stato dovuto sia per le condizioni climatiche e sia per l’andamento dei lavori che non debbono interagire con le altre opere che potrebbero rovinare il fondo del terreno. L’operazione dovrà essere fatta in un arco temporale che ci deve permettere di andare a giocare nella nuova struttura nel prossimo campionato».

«Gli altri lavori – prosegue l’avvocato – riguardano la platea di cemento, quelli che vengono comunemente chiamati ‘formaggini’. Riteniamo che questa parte che sta seguendo la ditta ‘Benito Stirpe’ sia ormai prossima ad essere completata, al massimo inizio di febbraio. La ‘Benito Stirpe’ realizzerà anche i basamenti sui quali verrà impiantata la tribuna centrale. Quando sarà completata la base in cemento allora interverrà la Ditta ‘Clarin’ che ha in dotazione le tribune metalliche, per il posizionamento delle stesse.

Quindi ci sono i lavori dentro la pancia della tribuna che dovranno permettere di fruire lo stadio 7 sette giorni su sette. La cosiddetta ‘pancia’ è divisa su tre livelli: il livello-base è quello dove era posizionata la vecchia palestra, lì verranno realizzati i nuovi spogliatoi, la sala stampa, i locali destinati ad arbitri, antidoping e sicurezza e verrà predisposta una palestra che nelle intenzioni della società dovrà essere affidata all’esterno per consentire anche allo syadio di vivere al di fuori dell’evento calcistico. Nei livelli superiori ci saranno le sale ospitality, i servizi commerciali e tutto quello che mancava al Comunale».

Il 20 gennaio è anche una data particolare. E’ lo stesso avvocato Ceci a darne conto: «All’interno della tribuna sta lavorando la Ditta ‘Ciuffarella’, la stessa che esattamente un anno fa ha permesso, grazie al suo lavoro, l’inaugurazione della Città dello Sport di Ferentino. Ci auguriamo che quell’opera così importante possa essere il viatico che ci consentirà di realizzare un impianto allo stesso modo di primissimo valore per l’intero mondo del calcio. Allo stesso tempo sono stati appaltati i lavori di impiantistica (impianto elettrico, di condizionamento, antincendio, gas, tecnologie varie, ndr), affidati alla Ditta ‘Secam Ter’ di Vacca, storico fornitore del Frosinone che probabilmente si avvarrà di altre consulenze esterne. Ad oggi possiamo dire che la macchina messa in piedi dal presidente Stirpe sta girando a pieno regime. Sappiamo che ci sono delle curve difficoltose da dover affrontare la vediamo il traguardo le raggiungeremo nei tempi prefissati».

L’avvocato Ceci vuole sottolineare anche la grande collaborazione trovata dal Frosinone: «E’ stata piena con tutte le Istituzioni: Comune, Coni, Prefettura, Questura, Genio Civile senza considerare tutti i collaudi che ci sono stati».

E’ di nuovo la volta di Maurizio Stirpe: «Il Credito Sportivo sta perfezionando l’istruttoria sul contributo da erogare. Sarà un intervento comunque marginale, circa il 30% del valore totale (circa 4 milioni se il costo sarà di 16-17 milioni, ndr)».

Anche sulla strada di collegamento al centro di alcuni ricorsi dei privati, uno dei nodi emersi da qualche mese, Stirpe è abbastanza sicuro: «Non ho novità a riguardo». L’avvocato Ceci specifica: «Non è un’opera in capo alle imprese che stanno lavorando. Io credo che il modo di far arrivare in sicurezza le tifoserie ospiti all’interno dello stadio si troveranno comunque». Stirpe aggiunge e chiude: «Penso che l’ipotesi alternativa c’è già».

Si parla di numeri di posti a disposizione nel settore Ospiti: «Al momento – rileva ancora l’avvocato Ceci – i numeri sui quali si sta ragionando sono quelli imposti dal Coni rispetto alla capienza iniziale di 16.000 posti che è vincolante. Abbiamo chiesto anche l’adeguamento dei posti per i ‘diversamente abili’ nel settore Ospiti, saranno anche loro i benvenuti».

Sul tavolo anche lo sfruttamento delle aree commerciali, una delle ‘perle’ del ‘Benito Stirpe’: «Noi stiamo facendo degli studi a proposito di sfruttamento delle aree commerciali. Ma partiamo dal presupposto – spiega Maurizio Stirpe – che avremo una struttura ben più accogliente. Qualcuno che oggi non viene allo stadio per i troppi impedimenti, avrà lo stimolo per farlo. Anche e non solo in occasione delle partite. Perché se uno vorrà mangiare, magari in un ristorante o in un bar, potrà farlo sette giorni si sette. E poi stiamo pensando a qualcosa che faccia parlare del Frosinone per tutta la settimana che permetta di cementare l’identità dei tifosi. Ma non è detto che saremo noi come società a gestire questi spazi, probabilmente andremo verso un affidamento esterno».

C’è di più: «Dalla parte del Settore Distinti ci sarà la possibilità di sviluppare le aree commerciali, questa è una questione che non abbiamo ancora preso in considerazione. Ma la struttura è pensata anche a sviluppare una serie di attività legate allo spettacolo. A Frosinone è sempre difficilissimo realizzare un concerto, in questo caso quelle barriere possono venire abbattute. E non dimentichiamo che avremo in dotazione una sala stampa nella quale poter organizzare dei mini-convegni».

C’è anche spazio per quantificare un aumento del ‘delta’-ricavi: «Credo che in funzione di questa crescita di spazi di fruibilità potrebbero aggirarsi sul 20%, così strutturati: l’aumento dell’afflusso delle persone allo stadio, le attività che possono sorgere e generare ricavi, le attività aggiuntive (gli eventi, ndr). Ci vuole una cabina di regia che sia in grado di cogliere le aspettative del mercato e coniugarlo con quanto si ha a disposizione».

Stirpe aggiunge anche dei particolari legati allo sfruttamento del nuovo sito: «Tenete presente che il Frosinone pagherà un canone all’interno di questa struttura, così come lo paga a Ferentino. L’attività infrastrutturale ha un costo, equo ma c’è. E poi l’aspetto della gestione delle strutture e quello della gestione della società costituiscono rapporti scissi. Con i paletti giusti: nel senso che nello stadio ci dovrà giocare il Frosinone e nel Centro Sportivo si dovrà allenare il Frosinone e le squadre del Frosinone».

Non solo il ‘Benito Stirpe’ ma anche il Centro Sportivo di Ferentino: «Dovremo fare dei lavori di ammodernamento. Spogliatoi aggiuntivi e aree di accoglienza per i genitori dei ragazzi che giocano nelle varie formazioni giovanili. Sono tutte strutture amovibili. Ho parlato con il sindaco Pompeo, mi ha assicurato che entro il 31 gennaio ci sarà la risposta positiva. Quella è una struttura che deve crescere con altri due campi per fare anche l’Academy ed avere quindi un corredo infrastrutturale adeguato».

Stirpe chiude la parte dello stadio spiegando anche alcuni dettagli che si legheranno all’attività commerciale: «Il Frosinone è strutturato così: la Together, la cassaforte della società, possiede il 100% del Frosinone e il 100% della Tis. Quindi la Tis potrebbe stipulare un contratto con un soggetto esterno che si occupi della parte promozione e marketing della struttura. Sarà sempre una delega ma mai qualcuno che subentra al 100%  perché in tal caso andrebbe fatta una cessione di concessione. Chi opererà lo farà nel perimetro di questa concessione che noi abbiamo, sarà delegato ad una serie di attività. Le scelte sono due: o affidi direttamente a chi opererà su un bar piuttosto che su un ristorante o su un’area commerciale oppure crei un collegamento con una organizzazione esterna che dovrà gestire le strutture. Ma al momento non ci stiamo lavorando, anche se sappiamo chi dobbiamo coinvolgere».

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