Frosinone cerca la ‘ripartenza’ lanciata (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Inizia il girone di ritorno da Chiavari dove l’Entella non perde da un anno. Il ‘maquillage’ di mercato ha aumentato il valore dei giallazzurri
Frosinone cerca la ‘ripartenza’ lanciata
Marino dovrebbe affidarsi al 3-5-2. Ballottaggio Fiamozzi-M. Ciofani a destra e Maiello-Frara in mediana anche se con compiti diversi

 

Ciak, si… rigira. E chi ben (ri)comincia è a metà dell’opera. La serie B scavalca il “mezzo del cammin di sua vita” di dantesca memoria. Ventidue giorni dopo l’ultima uscita del 2016 nella quale il Frosinone ha trangugiato la sconfitta dall’amaro calice nella notte gelida di Vercelli. Secondo posto in cassaforte, però. Con 38 punti, a -3 dalla capolista Verona. Ma anche a + 2 dal Spal e Benevento. I giallazzurri rimettono in moto da Chiavari. Squadra strana e sbarazzina quella di Breda che il Frosinone regolò alla prima giornata di andata non senza qualche difficoltà. L’ottavo posto alla fine del girone di andata pone Iacobucci & Co. sul treno dei playoff. I 9 punti di differenza tra le due squadre ci sono tutti ma il Frosinone deve temere solo se stesso. E soprattutto non ripetere sotto il profilo mentale la partita di Vercelli.

IL CANTIERE LIGURE – Si riparte dunque, con il mercato aperto. Con tutte le squadre che si rivoltano come un calzino. I liguri hanno perso il terzino Keita passato al Birmingham, Cutolo passato alla Juve Stabia e l’attaccante Beretta ceduto al Carpi. In mezzo al campo c’è la dinamicità di Ardizzone che però va in panchina. Contro i giallazzurri potrebbe essere anche l’ultima partita in maglia bianca dell’ex Masucci (destinato al Pisa, con De Luca in arrivo dal Bari) e i precedenti insegnano che sul giocatore di Cava de’ Tirreni bisognerà raddoppiare l’attenzione senza perdere di vista il bomber Caputo e il ‘finisseur’ Tremolada. Non parliamo di Real Madrid ma di una squadra che sa esaltarsi. Il Frosinone dovrà stroncare sul nascere quel tipo di velleità. Qualitivamente c’è differenza, ora ancora di più dopo il ‘maquillage’ di mercato per entrambe. Questo girone di ritorno è tutta un’altra storia come cantava Pino Daniele ma è anche un altro Frosinone.

APPLAUSI SOLO A CHI VESTE GIALLAZZURRO – Quanto al Frosinone ha fatto le cose per bene, almeno nella tempistica, fino alla prova del campo: la porta d’ingresso si è aperta per 4 nuovi arrivi e… mezzo che da 10 giorni si allenano già con i nuovi compagni. Al riparo da trattative estenuanti, cinque mosse importanti.

Tutti contrattizzati (i difensori Fiamozzi e Krajnc, l’attaccante Mokulu, il centrocampista Maiello) e già a disposizione per la trasferta in terra ligure. Il quinto, il portiere rumeno Cojocaru (’95), appena si definirà il suo status con il Crotone (il suo agente era a Frosinone due giorni fa) permetterà di liberare un posto over e soprattutto, se le cose dovessero andare ‘a dama’ a fine maggio, potrebbe dare al Frosinone un portiere giovane, di grande affidamento e di proprietà.

E’ partito Gucher. Un separato in casa del quale si è detto tanto, e sul quale sicuramente si è speso tanto inchiostro in questo ultimo mese più di quanto non ne abbia fatto spendere il giocatore per le sue prestazioni in giallazzurro, che si sono perse nelle notte dei tempi. E’ scortese parlare degli assenti ma l’austriaco sa benissimo che il suo è un lavoro professionistico, oggi qui e domani là. Altrimenti avrebbe potuto scegliere di fare l’impiegato di un Ente statale austriaco e restare 40 anni nella sede a lui più congeniale senza far strappare lacrime e capelli alle ‘vedove’ per partito preso. Il Frosinone resta, i giocatori passano. Ed è un concetto che non può non passare in un momento in cui lo sforzo di tutti – tifosi compresi – deve essere rivolto all’obiettivo superiore e non alle aspettative deluse di uno o due singoli.

LA GIORNATA – Sabato 8 partite, domenica una, lunedì sera l’ultima della giornata numero 22. Occhi puntati sul Verona (aspetta Zuculini dal Manchester City e il terzino Mattiello dal Chievo, reduce dal brutto infortunio di un anno fa) fa visita al Latina (a +1 dalla zona playout) e i tifosi canarini vorrebbero tanto fare tifo per ‘cugini’ per una volta ma squadra e società che vivono uno psicodramma figlio legittimo di un calcio malato. Il Tribunale ha chiesto il fallimento della società neroazzurra piegata sotto un fardello di circa 6,5 milioni di debiti, dei quali la metà con l’Erario. (leggi qui il precedente) La stranezza è che il Latina – da quanto scrivono i giudici – è un default tecnico da diverse stagioni. Ma nel frattempo ha vinto campionati e si è regolarmente iscritta a quelli successivi. Il passaggio di proprietà dovrebbe solo aver diluito i tempi di un’agonia irreversibile in quanto tale. Vedremo cosa accadrà ma il rischio di un Parma-2 c’è tutto, considerato anche chi è passato nei due club.

Un’attenzione speciale anche per il big match del ‘Mazza’ tra la Spal che ha preso Floccari e il Benevento. Ma anche in Carpi-Vicenza dove gli emiliani aspettano il ritorno del figlio prodigo Mbakogu e i veneti stanno per salutare Raicevic (sfida tra Crotone e Pescara, in pratica due retrocesse) e in Cittadella-Bari dove Colantuono si trova subito a misurare la rivoluzione di gennaio in attesa di Floro Flores mentre Venturato – persi per infortunio Lora e Kouame – si ritrova l’attaccante Iunco che da quelle parti ha già giocato.

In Brescia-Avellino c’è il ritorno alle origini dell’ex laziale Mauri e bisognerà vedere come un gruppo giovane come quello di Brocchi accoglierà un veterano. Sfida salvezza tra Pisa e Ternana, distanziate di appena un punto mentre il Trapani che ha reintegrato Curiale e si affida a Pigliacelli tra i pali deve battere il Novara che viaggia a -1 dalla zona playoff. Perugia-Cesena (lunedi alle ore 20.30) e Salernitana-Spezia (domenica alle ore 17.30) chiudono il turno. Non si gioca Ascoli-Pro Vercelli per i problemi dovuti a neve e terremoto che hanno flagellato l’Italia centrale.

IN CAMPO – Breda in conferenza stampa è stato abbastanza abbottonato. «Gara avvincente, il Frosinone è ancora più forte dell’andata. Cercheremo di usare le nostre armi, poi vedremo chi è più bravo. Ardizzone sta bene, ha bisogno di conoscerci e comunque l’atteggiamento è quello giusto. Ed è un giocatore che mancava al nostro organico. Keita così come Beretta e Cutolo colgo l’occasione per salutarli nella nuova avventura. I loro sostituti? Vedremo, ci sono ampie soluzioni». Qualcosa trapela sulla formazione. Davanti a Iacobucci i quattro dovrebbero essere Iacoponi. Ceccarelli, Pellizzer e Baraje. In mezzo al campo Palermo, Troiano e Moscati con Tremolada alle spalle di Caputo e Masucci.

Marino da parte sua si trova a dover bilanciare gli ingredienti a disposizione, che non sono pochi e sono tutti di qualità. E soprattutto a dare continuità al 3-5-2. L’assenza di Gori dovrebbe lanciare in campo Maiello dal 1′ nella posizione di regista basso, con Sammarco e Soddimo interni. Ma c’è anche la carta-Frara nel ruolo a lui più congeniale, con Sammarco in posizione più centrale in tal caso. Sugli out alti scontata la presenza dell’unico disponibile a sinistra, quindi di Mazzotta (Crivello verso Avellino, in arrivo l’ex Pavlovic dalla Sampdoria) mentre a destra il ballottaggio tra Matteo Ciofani e Fiamozzi vede il genoano in vantaggio. In mezzo alla difesa esordio di Krajnc, centrale di sinistra, rientra alla guida del reparto Ariaudo, chiude il pacchetto Brighenti. Con Mokulu pronto in agguato, in attacco Dionisi e Daniel Ciofani in fila indiana o uno accanto all’altro, la sostanza non cambia.

Ciak, dunque si rigira. Fino alla fine sarà un altro campionato. Ma chi ben (ri)comincia si dice sia a metà dell’opera.

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