Colpo di tacco * Marino: «Frosinone a guardia alta»

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Mai dire fuga, e Pasquale Marino –allenatore e uomo di mondo –è pur sempre siciliano. Ed è pure difficile se non impossibile mandarlo su di giri: «E’’ presto per parlare di fuga. Ho sempre detto che viviamo alla giornata, non cambio idea ora. E aggiungo che dobbiamo vivere alla giornata cercando di fare sempre il meglio. Certo tipo di valutazioni si possono fare a 10 dalla fine. La dimostrazione l’’ha data il Verona che aveva preso un margine abbastanza ampio ed ora siamo tutte nel calderone».

Palla al centro. Quindi dalla sua bocca la parola ‘fuga’ è bandita. Anche se la giornata potrebbe obiettivamente dare lo spunto ad hoc.

 

Un altro tasto che lo vede blindato come il caveau di BankItalia è quello legato alla formazione. Equilibrio in campo e undici-tipo più o meno standardizzato. E se le cose vanno bene, ancora di più. Fatta eccezione per i cosiddetti cambi fisiologici.
«Non dico la formazione -– ripete come un ‘mantra’ ormai da 16 giornate -. Abbiamo due o tre soluzioni per sostituire Paganini. Una è rappresentata da Csurko, una da Frara e una da Kragl. Io ancora tutti questi ragionamenti sinceramente non l’’ho fatti. Ripeto ancora quello che ho detto (prima di Novara, ndr): ogni settimana simuliamo come gioca l’’avversario. E faccio tante prove con i singoli. Provo diverse soluzioni dal 1’’ e in corsa. E poi tiriamo le somme. Vediamo tutto di un giocatore, dalla A alla Zeta. E poi – – qui Marino ironizza dando anche il meglio di sé – fino alla fine penso, rifletto. Stasera (venerdi, quindi santi i ritiri prepartita, ndr) vedo il video insieme alla squadra. E vi chiedo: se decidessi di cambiare un giocatore dopo che vi ho dato la formazione che faccio? Chiamo l’’addetto stampa per fare un giro di telefonate per farvi cambiare la formazione?».

 

Riecco la scaramanzia. Un rito per Marino. Che ormai ha capito l’’antifona. E visto che porta bene…, il Frosinone dopo l’’Ottovolante cerca la ‘nona?
«Faccio tutti gli scongiuri e una grattatina me la do. Speriamo di fare una partita come abbiamo interpretato le ultime. Vorrà dire che ne abbiamo fatto tesoro. Incontriamo un avversario reduce da una vittoria contro una squadra come la Virtus Entella che aveva fatto benissimo. E’’ vero che il risultato può dipendere da altri fattori ma dobbiamo continuare su questa squadra. E non va sottovalutato l’’entusiasmo giusto degli umbri».

 

Squadra che vince si cambia poco (Daniel Ciofani per Cocco, magari Pryyma di nuovo dentro, poi la sostituzione di Paganini). A Marino viene chiesto di Russo, ai margini del campo finora anche per i problemi fisici che lo hanno attanagliato per oltre due mesi.
«A volte leggo tante cose: mi si chiede di Russo, di Gucher e di altri. Per me sono tutti uguali. Magari voi cronisti siete più affezionati a giocatori che sono da più anni qui e che hanno fatto benissimo, scrivendo pagine di storia. Ed è anche una cosa bella. Ma un allenatore deve cercare di sbagliare il meno possibile nelle scelte e fare il bene del Frosinone. Io non guardo al singolo ma alla formazione da schierare. Russo? Ha ripreso da poco, dopo che si è fatto male alla seconda giornata. In questo momento la squadra sta facendo bene. Comprendo che per ritrovare una certa condizione debba giocare con continuità. Ma con Russo sta giocando poco anche Kragl, gioca pochissimo Gucher perché Sammarco fa benissimo. Noi in questo momento stiamo facendo risultati, non dimentichiamolo. E a me interessa il Frosinone. Ma dico anche che abbiamo bisogno di tutto l’’organico perché sarebbe impensabile far giocare 42 partite alle stesse persone».

 

Spunta la parola ‘scontentezza’. Marino non si scompone e attacca con… equilibrio.
«Certi argomenti va bene analizzarli ma non dimentichiamo che stiamo facendo benissimo. In ogni organico ci sono 25 giocatori. E io non dò contentini ma debbo scegliere per il meglio. Se c’’è gente che si appiattisce io sono il primo a cacciarla. Chi non è felice deve impegnarsi di più. Perché poi è peggio se, una volta chiamato in campo, non dovesse sfruttare quell’’opportunità. Io -– prosegue il tecnico canarino – debbo fare delle scelte, quando mando gente in panchina o tribuna. Noi dobbiamo essere felici di questo momento, non posso sentir parlare di gente scontenta. Prendiamo l’’esempio da Cocco, dal gol di Novara: tutti sono corsi ad abbracciarlo. Avevo letto che doveva andar via al prossimo mercato. Posso invece dire che la forza di questa squadra è il gruppo. Noi però – – ci tiene a puntualizzare Marino – gente triste non ne vogliamo…. Perché si dice: gente allegra Dio l’’aiuta. Qui d’’altronde c’’è una società che ti fa stare tranquillo, ambiente ideale per fare bene».

 

C’è anche spazio per parlare di Ternana. Un osso duro.
«La cosa più importante sarà l’’atteggiamento in campo che proviene da un’’attenta preparazione della gara e dalla cura dei dettagli. Gli avversari hanno un potenziale offensivo importante. Giocano con quasi tre attaccanti, significa che non verranno qui a fare le barricate. Potrebbe essere una partita giocata a viso aperto e non dobbiamo giocare in maniera scriteriata. Non escludo però che loro possano giocare anche con Faletti dietro Avenatti (quindi con il 4-4-1-1, ndr). L’’attaccante è un giocatore importante, sicuramente sui calci piazzati verrà fatta su di lui una marcatura ad uomo. Per il resto il nostro atteggiamento sarà con la copertura adeguata degli spazi, marcheremo diciamo ad uomo nella zona di pertinenza. Ma nessuna marcatura personalizzata».

 

Un’’occhiata anche in casa d’’altri. A quella del coinquilino Verona.
«La differenza tra la partita nostra e quella del Verona con il Bari in casa? Stesso coefficiente di difficoltà. Ci vuole molta attenzione per entrambe».

QUI TERNI – Il tecnico dei grifoni, Carbone, invece ci crede a tutto tondo anche se bluffa amabilmente: «La partita di Frosinone si prepara con una motivazione in più. Loro non vanno presentati, sono fortissimi e guidati da un ottimo tecnico. Noi dobbiamo essere cattivi e concentrati. Non ci nascondiamo perché andiamo per vincere la partita. Il Frosinone ha giocatori come Dionisi, Daniel Ciofani e Soddimo in grado di decidere il corso di un match in qualsiasi momento ma non noi non andremo a fare barricate tantomeno saremo presuntuosi».

Palombi, in forse fino a mercoledì, sarà della gara, almeno a quanto racconta il tecnico. Carbone così tira un sospiro di sollievo: «C’è stato un grande lavoro dello staff medico che lo ha recuperato».

Carbone pigia il tasto della partenza rapida. E’’ andata malissimo a Salerno, benissimo con l’’Entella.
«Non credo che il Frosinone possa sottovalutare la Ternana o una qualunque altra squadra. Marino ha esperienza e queste dinamiche le conosce benissimo. Dobbiamo far capire al Frosinone che vogliamo vincere sin da subito e che se vogliono farlo loro dovranno dare tanto di più».

E poi: «Dionisi è un giocatore da serie A, uno carismatico. E’ il giocatore più pericoloso in assoluto del Frosinone».

E poi svela in un certo senso quello che sarà un canovaccio della gara impostata per Frosinone: «Dovremo essere bravi a far arrivare la palla a Falletti. Loro attaccano anche con i due mediani, giocano sempre la palla. Possiamo fargli male con le ripartenze. Non mi preoccupo».

E per fortuna che aveva detto che non dovranno essere presuntuosi…

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