Paganini non ripete e riparte dal Lecce

Non ci sarà quel colpo di scena sperato da molti tifosi. L’esterno lascia la Ciociaria dopo oltre due lustri e giocherà nelle file della squadra giallorossa allenata da Eugenio Corini che lo aveva fatto debuttare tra i professionisti nel 2011. Partito dal settore giovanile giallazzurro, Luca è arrivato a conquistare tre promozioni di cui due in serie A e l’altra in B. Nel prossimo campionato sfiderà i canarini nella corsa per i primi posti.

Alessandro Salines

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Uno strano scherzo del destino. Una semplice coincidenza. O chissà cos’altro. Fatto sta che al Lecce ha segnato uno dei gol più importanti della sua carriera. Ed ora al Lecce continuerà la sua avventura con un pallone tra i piedi dopo oltre 2 lustri al Frosinone. Da ieri non ci sono più dubbi: Luca Paganini lascia la Ciociaria dove è cresciuto come calciatore e uomo. Collezionando 195 presenze e 28 reti tra serie A, B e C.

Andrà nel Salento nelle file di una delle “big” della serie B, appena retrocessa, e verrà allenato da Eugenio Corini che il 18 dicembre del 2011 lo fece debuttare tra i professionisti (Prima divisione, oggi serie C) in Frosinone-Siracusa 2-0. Un altro scherzo del destino.

Paganini il 31 agosto si era svincolato dal Frosinone e le strade si erano separate anche se molti tifosi speravano in un colpo di scena che non c’è stato. “Dopo tanti anni con la stessa maglia, è giunto il momento di misurarmi con altre realtà, di cercare di fare bene in contesti nuovi”, aveva spiegato l’esterno in una  recente intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. E così è stato. 

Una vita in giallazzurro

Luca Paganini. © Foto Casinelli

Paganini è stato uno dei simboli del Frosinone che ha bruciato tutte le tappe conquistando due promozioni in serie A e una in B nel giro di quattro anni dal 2014 al 2018.

Luca è stato tra i protagonisti della storica doppia promozione dalla C alla A con Roberto Stellone in panchina. Uno dei “canterani” insieme a Gori che dal settore giovanile è arrivato a debuttare nel massimo campionato.

Una vera e propria favola. Al Frosinone è approdato che aveva poco più di 16 anni. La Roma lo aveva svincolato dopo 6 stagioni ed Ernesto Salvini non si è fatto scappare l’occasione di portarlo in Ciociaria. Una scelta indovinatissima anche se i sacrifici non sono mancati con la mamma (la ballerina Debora Morina) che ogni giorno si sobbarcava 200 chilometri per accompagnarlo agli allenamenti. 

Scudetto e promozioni

Frosinone calcio la promozione

Paganini si mette ben presto in luce per doti tecniche ed atletiche. Nel 2015 diventa campione d’Italia con la Berretti allenata da Roberto Stellone. Due anni prima comunque aveva debuttato in prima squadra contro la Reggina in Coppa Italia.

Inizia come attaccante laterale ma con il passare del tempo arretra il suo raggio d’azione diventando un esterno di centrocampo molto forte. Grandi qualità fisiche, veloce, resistente, ottima tecnica, dribbling secco. Tra le sue doti il colpo di testa e il tiro da fuori. Bravo come incursore, i suoi inserimenti possono essere micidiali per gli avversari.

Esordisce in Prima Divisione nel 2011-2012. È proprio Corini a lanciarlo. Nel gennaio 2013 passa in prestito al Fondi nella vecchia C2 e si fa le ossa. Torna alla base ed esplode. Nel 2013-2014 è protagonista della promozione in serie B del Frosinone del suo mentore Stellone. Nei play-off è addirittura l’uomo in più con 3 reti in 5 presenze. Nella finale di ritorno dei playoff segna la rete del pari al Lecce, spianando di fatto la strada alla vittoria ed alla promozione.

Non so se il mio gol fu decisivo, ma fu senz’altro importante in quanto ci permise di andare all’intervallo con un risultato di parità, galvanizzandoci parecchio. In simili incontri ad alta intensità emotiva a volte basta poco per spostare gli equilibri”, ha detto Paganini.

Nella stagione successiva si conferma tra i pilastri dei giallazzurri e conquista la serie A. Il 23 agosto 2015 esordisce in serie A in Frosinone-Torino 1-2. Mette a segno il primo gol in A il 18 ottobre in Frosinone-Sampdoria 2-0. Il Frosinone retrocede ma Luca gioca un buon campionato. Il mercato si accorge di lui. Le offerte non mancano. Tuttavia resta in giallazzurro e riparte dai cadetti.

Non sono tutte rose e fiori

Luca Paganini in azione contro il Crotone

A 23 anni la prima dura prova della sua carriera. Il 10 dicembre del 2016 nel corso di Frosinone-Salernitana si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Deve operarsi. La società come attestato di fiducia gli rinnova il contratto fino al 2020. (Leggi qui Frosinone Ko, sfuma il sorpasso (di G.Lanzi).

Torna in campo a fine stagione, sperando di poter contribuire alla promozione e invece nei playoff arriva l’eliminazione per mano del Carpi.

Ricomincia il campionato più forte di prima. Segna alla prima giornata a Vercelli. Ma la sfortuna è ancora in agguato. Il 9 settembre a Pescara un’altra tegola. Si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Altro intervento chirurgico, altro lungo stop. La tempra però è forte. Paganini recupera e a dicembre rientra.

Ma la sfortuna non lo abbandona e nella finale d’andata dei playoff a Palermo si rompe il menisco interno del ginocchio sinistro. Il Frosinone torna in serie A. Per Paganini è la terza promozione. Recupera ancora una volta e alla fine colleziona 14 presenze con 2 reti. I giallazzurri retrocedono e ripartono dalla serie B.

La stagione dell’addio

Luca Paganini

Nell’ultimo campionato s’intuisce quasi subito che il divorzio tra Paganini e il Frosinone fosse inevitabile. Luca dice chiaro e tondo che vuole effettuare nuove esperienze, il club giallazzurro non ha nessuna intenzione di mettersi di traverso. Nessuna polemica ma solo la consapevolezza che un ciclo fosse terminato.

Nel Frosinone mi sono trovato sempre molto bene – ha rivelato alla Gazzetta del MezzogiornoA questo si aggiunga che la società ha sempre allestito squadre di spessore, inseguendo traguardi importanti. Un aspetto che ci ha permesso di regalare e regalarci diverse soddisfazioni. Le motivazioni sono importanti per un calciatore”.

Malgrado il contratto in scadenza e qualche infortunio, il centrocampista romano non si risparmia e il suo contributo è sempre prezioso. Ventiquattro le presenze in campionato e 5 gol. Cinque quelle ai playoff fino alla maledetta finale di ritorno dei playoff.

Il 31 agosto finisce la sua avventura al Frosinone mentre l’altro “canterano” Gori (suo amico fraterno e compagno di tante battaglie sin dalle giovanili) prolunga il suo contratto fino al 2024. Adesso il Lecce, si volta pagina. E nel prossimo campionato sarà fiero avversario del Frosinone nella corsa alla promozione.

Il personaggio-Paganini

Luca Paganini. Foto © Mario Salati

Non è figlio d’arte bensì di due artisti. Il papà Raffaele è stato il primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma e si è esibito con i più importanti corpi di ballo del mondo. E’ anche attore teatrale, coreografo, regista e direttore artistico. Pure la mamma Debora Morina è stata una ballerina di talento del Teatro dell’Opera. E non caso hanno dato al figlio come secondo nome Rudolf, in onore del leggendario ballerino Nureyev. Ma lui alla danza ha sempre preferito il calcio grazie al fratello Alessandro con il quale giocava in giardino.

Tuttavia come dice il papà Raffaele grazie alla danza ha imparato la disciplina e lo spirito di sacrificio. A Frosinone Luca si è sempre distinto per il suo carattere estroverso e generoso. Parlantina sciolta, mai banale, è stato negli ultimi anni uno dei giocatori più amati dalla tifoseria.

Nei giorni scorsi sui social i supporters non hanno nascosto la loro delusione per la fine di questa storia di calcio e passione. La storia di un ragazzo che dai campi polverosi delle giovanili arriva fino in serie A con la stessa maglia. La maglia del Frosinone.  

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