I protagonisti del giorno. Top e Flop del 4 febbraio 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

NICOLA ZINGARETTI

La vittoria in Emilia Romagna gli ha dato una sicurezza enorme. Adesso il presidente del consiglio regionale del Lazio è intenzionato a concludere il mandato alla Pisana. Mentre il segretario nazionale del Pd non teme più alcuno scenario: neppure quello di eventuali elezioni anticipate.

Nicola Zingaretti

Ha gestito al meglio il rapporto con le Sardine, ha assorbito la scissione di Matteo Renzi come nulla fosse successo, ha fatto capire a tutti che il premier Giuseppe Conte può reggere fin quando lo deciderà il Partito Democratico. In queste ore, a proposito della riforma della prescrizione, sta facendo intervenire gli esponenti di Base Riformista, l’area degli ex renziani che hanno deciso di restare nel Partito Democratico. Alla fine è stato proprio questo il vero capolavoro politico di Zingaretti.

Le parole di Andrea Marcucci (uno dei massimi esponenti di Base Riformista) rafforzano il Pd come una cura ricostituente. A prescrivere la ricetta però è sempre Nicola Zingaretti. Dottor Sottile.

ROBERTO SPERANZA

Autorevole, competente, posato. Il ministro della Salute Roberto Speranza sta superando alla grande la prova più difficile, quella dell’emergenza creata dal Coronavirus.

Roberto Speranza

Non fa che tranquillizzare e ripetere la stessa frase, pronunciata pure alla radio, nel corso della trasmissione Circo Massimo di Massimo Giannini: “Non bisogna creare allarmismi, perchè la situazione è sotto controllo. Ci sono solo 21 casi in tutta Europa. Stiamo parlando di numeri residuali. L’Italia sta facendo tutto il possibile, siamo stati gli unici in Europa a chiudere i voli con la Cina, i primi a dichiarare l’emergenza”.

Il Servizio sanitario nazionale è riconosciuto in tutto il mondo, la qualità dei nostri ricercatori, a maggior ragione dopo la notizia dell’isolamento del virus all’istituto Spallanzani di Roma, è ai massimi livelli”.

Un’emergenza niente affatto semplice specialmente sul piano della psicosi che si è sviluppata. Roberto Speranza non è uno che strombazza i risultati, tende a passare inosservato. Ma in questa situazione i riflettori sono tutti per lui. All’altezza del ruolo e della situazione.

FLOP

GIUSEPPE CONTE

Forse per la prima volta da quattro mesi a questa parte il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha preso coscienza del fatto che senza la blindatura del Partito Democratico di Nicola Zingaretti difficilmente potrà andare avanti.

Giuseppe Conte

Ma non riesce ad assumere un’iniziativa politica netta che non sia un tentativo di bilanciare le posizioni. Un concetto profondamente diverso da quello della mediazione. La riforma della prescrizione non piace a nessuno, fatta eccezione per il Movimento Cinque Stelle. Il testo andrebbe cambiato se non si vuole andare in Parlamento ed essere travolti.

I Cinque Stelle non vogliono perdere la faccia e questo è comprensibile. Ma proprio per questo Giuseppe Conte dovrebbe prendere l’iniziativa e far capire in modo inequivocabile a Vito Crimi, Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede che in ballo ci sono le sorti del Governo, della maggioranza e probabilmente dello stesso Movimento.

Accontentare tutti non sarà possibile e non è quello che adesso si chiede al premier. Conte invece oscilla tra Zingaretti e i Cinque Stelle. Re Tentenna.

VITO CRIMI

Ha molte attenuanti. Ha preso la guida del Movimento Cinque Stelle nel periodo peggiore, a pochi giorni dalla Caporetto annunciata delle regionali in Emilia Romagna e in Calabria. Con Luigi Di Maio che, nonostante il passo indietro, ha fatto capire due cose: è intenzionato a riprendersi lo scettro e il suo peso nei gruppi parlamentari è ancora notevole.

Vito Crimi con Roberta Lombardi

Poi c’è la mina politica della riforma della prescrizione, tema sul quale il Governo e la maggioranza rischiano grosso. Infine, il team dei facilitatori risponde politicamente a Di Maio. In questo quadro gli stati generali sono stati rinviati e non si capisce quando verranno tenuti.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio si sono defilati. A Vito Crimi in buona sostanza è stato lasciato il cerino in mano. Però lui non può continuare a far finta di nulla. Il banco di prova sarà la prescrizione.

Davvero i Cinque Stelle possono rischiare una crisi che porti direttamente alle elezioni anticipate? Sull’orlo del baratro.

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