Pompeo – Maura: il Patto è servito, ma non chiamatelo inciucio

Le polemiche della Lega contro Fratelli d'Italia per il patto con il Pd in Provincia. Daniele Maura (presidente FdI dell'Aula), e Antonio Pompeo (presidente Pd dell'Ente) a confronto. E poi le coccole reclamate da Pompeo a De Angelis. E Le porte di FdI chiuse a chi cerca una sistemazione

Non chiamatelo Patto d’Aula, non chiamatela stampella: l’accordo di governo che vede sotto lo stesso tetto il Partito Democratico di Antonio Pompeo ed i Fratelli d’Italia di Daniele Maura è un’intesa di utilità. Reciproca. Cinica ma efficace come quella tra Pd e Forza Italia che ha disarcionato il presidente del consorzio industriale Cosilam a Cassino o quella che ha tenuto in piedi lo Zingaretti II in Regione.

Il Patto per la Provincia di Frosinone è emerso in tutti i suoi contorni venerdì sera nel corso della trasmissione Faccia a Faccia di venerdì su Teleuniverso.

I Round – La Stampella – Maura

Daniele Maura – Presidente del Consiglio provinciale di Frosinone – Fratelli d’Italia
Maura, cosa ci fate in questa amministrazione?

«L’accusa di essere la stampella del centrosinistra è del tutto infondata»

Lei è il presidente di centrodestra del Consiglio d’un Ente Provincia guidato dal centrosinistra: cosa mi sfugge?

«Quando ci siamo presentati alle Provinciali abbiamo detto con chiarezza che andavamo ad amministrare. È questa la parola chiave ‘amministrare’. Nell’ente Provincia non si discute se appoggire Assd o gli avversari di Assd in Siria, si discute se mettere l’asfalto su una strada piuttosto che su un’altra».

Però con questa scusa state sostenendo un presidente di centrosinistra.

«Quindi se Pompeo dovesse dire che vuole mettere l’asfalto sulla Morolense perché ci sono stati troppi incidenti ed ha urgente bisogno di manutenzione io dovrei dire no solo perché lo ha detto un presidente di centrosinistra? L’altro giorno c’è stato il terremoto e giustamente sono state chiuse le scuole in attesa delle verifiche statiche: io secondo questo ragionamento avrei dovuto dire no perché lo ha detto Anonio Pompeo? Spiacente ma sulla Morolense ci passano automobilisti di centrodestra e di centrosinistra; a scuola ci vanno figli di elettori di centrodestra e centrosinistra. La provincia si occupa di questo. Quando poi si è trattato di dare o meno il patrocinio al Gay pride di Frosinone ci siamo divisi ed in maniera molto netta».

Sulla base dello stesso principio perché non sostenete anche Zingaretti in Regione? Pure lui, come Pompeo, è uscito dalle urne senza una maggioranza in Aula. O Pompeo è più simpatico di Zingaretti?

«La Regione è un’assemblea legislativa. La Provincia è un ente di secondo livello amministrativo».

I Round – La Stampella – Pompeo

Antonio Pompeo, presidente della Provincia di Frosinone – Pd
Presidente, si fa sostenere dai consiglieri di Fratelli d’Italia: non prova imbarazzo?

Questa è la versione di comodo che fa comodo a qualcuno raccontare. Se vogliamo metterla così, allora commistioni tra centrodestra e centrosinistra ce ne sono a volontà: basta volersi guardare intorno.

Mal comune mezzo gaudio?

Proprio a dirla tutta: non è da oggi che governo attraverso una sintesi tra tutti i consiglieri presenti in Aula: l’ho fatto dal mio primo mandato, coinvolgendo all’epoca Forza Italia, l’ho fatto nel secondo mandato nonostante avessi numeri bulgari; ho trovato l’unità tra tutti i consiglieri del Pd quando il Partito arrivò diviso a quell’esperienza.

Allora perché presentate le liste con il simbolo di Partito quando vi candidate alle elezioni provinciali?

Perché partiamo da opinioni politiche diverse e poi troviamo la sintesi in aula. Fare la sintesi significa fare gli interessi del proprio territorio. Poi, parliamoci chiaro: con la riforma il vero governatore della Provincia è il Presidente che con i suoi atti decide.

E allora se decide da solo perché la volta scorsa ha ritirato il Documento di programmazione finanziaria (il Dup) dopo che Gianluca Quadrini ha compattato il centrodestra, minacciando di farle mancare i numeri in Aula?

Mi sono reso conto che era necessario approfondire alcuni aspetti che mi erano stati evidenziati ed approfondire.

E se n’è accorto dopo averlo portato in votazione, non poteva farlo prima?

Mi riconosca un minimo di intelligenza e di strategia politica.

II Round – Il Partito – Maura

Daniele Maura
Presidente Maura, si trova a suo agio in queto Fratelli d’Italia che allargano la famiglia ai cugini di Forza Italia, imbarcano l’ex deputato Antonello Iannarilli ed il quasi consigliere regionale Alessia Savo che poi alla prima riunione di direttivo si lamentano dicendo di sentirsi come fratelli minori…

Io mi trovo comodissimo, sono stato tra i primi ad aderire a Fratelli d’Italia che è la prosecuzione coerente della mia storia politica iniziata con il Movimento Sociale e con Alleanza Nazionale. Mi trovo comodo perché noi abbiamo una stella polare. E chi aderisce al nostro Partito sa che c’è un progetto chiaro orientato in quella direzione. Al di là delle esternazioni sui giornali e delle aspirazioni personali c’è il progetto unico di Giorgia Meloni per noi che siamo i patrioti d’Italia.

E questa stella polare è chiara al vostro leader il senatore Massimo Ruspandini? Perché l’altro giorno, a Corrado Trento su Ciociaria Oggi, prima ha detto che c’è il Polo Sovranista con la Lega “e le carte le diamo noi”. Poi il giorno dopo ha detto che c’è il palco del centrodestra e quindi c’è spazio pure per Forza Italia… È un po confuso…

La nostra rotta è chiara: non è chiara la rotta di Forza Italia. Noi siamo Sovranisti. Oggi qual è il programma di Forza Italia? Le carte adesso le diamo noi e non può pensare certo di essere Forza Italia a darle. Chi vuole sedersi al tavolino sa a che gioco deve giocare.

Cosa non le piace di Forza Italia?

Nelle condizioni in cui stanno è pure difficile dirlo. Chi sono? Cosa vogliono? Il loro unico collante in questo momento è Silvio Berlusconi. Tutti sono lì ad attendere le linee dettate da Berlusconi, che però non ha più l’interesse di prima e non detta nulla. È come se le stalle fossero aperte ed i buoi fossero già scappati.

E nella fuga dalle stalle c’è chi si ferma a metà strada, come Antonello Aurigemma in Regione: uscito da Forza Italia doveva passare con Toti invece si è fermato al Gruppo Misto. Si sussurra che abbia chiesto di venire con voi… È vero che non lo avete voluto?

Non è che non lo abbiamo voluto… c’è un progetto da sposare, chi bussa sa quali sono le linee, che ci sono persone che hanno fondato questo Partito: chi viene deve condividere tutto, soprattutto deve essere consapevole che gli spazi sono limitati.

II Round – Il Partito – Pompeo

Antonio Pompeo e Francesco De Angelis
Presidente si trova a suo agio in questo Partito?

Ci sto perfettamente, sono a mio agio: ci sono nato, l’ho costituito, ne sono stato il primo Segretario a Ferentino.

Un pensiero ad Italia Viva di Matteo Renzi non lo ha mai fatto?

Io… so… sono qui… per restare nel Partito Democratico. Certo, i matrimoni si fanno sempre in due. Ci devono essere le condivisioni. Come in ogni coppia ci devono essere attenzioni e coccole reciproche.

Dall’altra parte del letto politico c’è Francesco De Angelis: lei a lui le coccole gliele fa?

Porto grande rispetto a Francesco, al quale va riconosciuta una grande esperienza ed una grande intelligenza politica. Proprio alla luce di queste sue capacità sono sicuro che pure lui ha tutto l’interesse a trovare una sintesi per il bene del Partito.

Quelle che simpaticamente chiama ‘coccole‘ in politica si chiamano ‘gestione condivisa’

È evidente che il Pd della provincia di Frosinone subito dopo le festa debba affrontare un congresso. Va preparato. Usciamo da una fase commissariale, Domenico Alfieri è segretario reggente da oltre un anno e mezzo cioè da quando il Segretario Simone Costanzo si dimise per candidarsi alla Regione.

Perché non le va bene domenico Alfieri?

Non è che non mi va bene Domenico Alfieri, anzi è persona che stimo molto. Ma un Segretario deve essere legittimato da un voto della base e deve essere il risultato di un dibattito e di una sintesi politica.

Chi vuole come segretario?

Vedremo. Ci vuole una fase pre congressuale, che sia condivisa.

In pratica volete un pre congresso nel quale mettervi d’accordo e dividervi i ruoli, per arrivare ad un Congresso che dovrà solo ratificare il nuovo equilibrio…

Credo che fare nomi adesso servirebbe solo a bruciarli.

III Round – I territori – Maura

Antonio Pompeo e Daniele Maura
Un Partito anche molto comprensivo, con i suoi Fratelli: in provincia avete un consigliere che sta nel vostro Gruppo ma nella sua città, Anagni, è all’opposizione di Fratelli d’Italia.

Il consigliere Ferretti, al quale lei fa riferimento, ad Anagni si è presentato con una lista civica. Poi ha compiuto un percorso verso di noi. Ma per rispetto dei suoi elettori, in città è rimasto civico.

Ad Anagni è contro FdI ed in Provincia è con Fdi: ma voi non organizzate dibattiti interni? Così Ferretti capisce se è di FdI oppure no.

Innanzitutto Ferretti ha aderito al Gruppo in Provincia ma non è tesserato, quindi diventa difficile imporre un dibattito.

Avete accettato nel Gruppo uno che non è iscritto al Partito?

Abbiamo accettato una persona che ha avviato un percorso di condivisione: fino ad oggi ha condiviso con noi ogni scelta; vedremo se, al termine, questo percorso sfocerà in una adesione piena al Partito.

III Round – I territori – Pompeo

Antonio Pompeo
Presidente, lo stabilimento Fca – lo dicono i numeri – con la fusione Fca – Psa Peugeot è sulla punta della canna del fucile. Nessuno muove un dito. Su sette parlamentari eletti in questo territorio non ce n’è uno che abbia lanciato l’allarme. Lei ha il Comitato per il Lavoro e lo Sviluppo: pensa di attivarlo?

Nel mondo dell’impresa contano i numeri e non le simpatie. È un tema che va affrontato. Ho cercato di sensibilizzare più volte i parlamentari. Ma a differenza del passato ho serie difficoltà ad avere un’interlocuzione. Prima c’era maggiore facilità nell’avere un confronto ed avere risposte.

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